Sanford Biggers: Sugar,   Pork,   Bourbon - Massimo De Carlo

Sanford Biggers: Sugar, Pork, Bourbon – Massimo De Carlo

Un giro (non completo) a Milano: Galleria Massimo De Carlo, Federico Vavassori, Fluxia, Zero… e Giò Marconi.

Cosa ho visto? I cappellini con le scritte QUI QUO QUA in tutte le lingue e le magliette (Intern / Milan) incorniciate dell’artista Sarah Ortmeyer. Tema? L’amore conflittuale tra due squadre di calcio di Milano. Profondità siderali da Federico Vavassori.

Zona Lambrate. Una collettiva camuffata sotto il titolo (gratuito) Passive Aggressive con i ‘soliti’ noti’ e una curiosa personale di  Sanford Biggers. Guardare con attenzione le trapunte patchwork realizzate nel secolo scorso dagli schiavi d’America venivano utilizzate come segnaposti per gli schiavi e stavano a indicare dei luoghi sicuri sulle vie di fuga, mentre le immagini e simboli che l’artista ci dipinge sopra sono prese dalle mappe stellari e di ferrovie sotterranee, rotte per la libertà utilizzate da quegli stessi fuggiaschi.

Collapse da Fluxia – galleria che ha vinto il Premio Emergent a questa edizione del miat – raccoglie una insolita collettiva. Dominante il lavoro di Katja Novitskova, Branching 1: un buffo bradipo fotografato e montato su dell’alluminio. Agudio fa da pendant a Spoerri.

Un po’  ‘cocciuta’ la mostra di Nikolas Gambaroff da Giò Marconi,  Quality Interiors. Mi sono piaciuti i lavori sui tavoli e i manichini. Forte intensità, dunque, nella stanza si sinistra, che va  a calare inesorabilmente negli altri spazi espositivi.

Tenebre attorno alla mostra di Massimo Grimaldi. E’ esposto un vasto numero di opere in cui l’artista rielabora concetti a lui cari.

Grazie a Marselleria, Davide Bertocchi e Sissi (tra gli altri) per i balli scatenati di ieri sera.

SARAH ORTMEYER: MACHO AMORE,   CURATED BY SIMON CASTETS

SARAH ORTMEYER: MACHO AMORE, CURATED BY SIMON CASTETS