Ilja Karilampi - President Room,   Studio

Ilja Karilampi – President Room, Studio

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Sabato 8 febbraio la galleria CO2 di Torino presenta “President Room”, mostra personale dell’artista svedese Ilja Karilampi (1983, Goteborg).

La pratica di Karilampi investiga le relazioni tra cultura underground e memoria generata dalla cultura pop, e lo fa attraverso l’uso originale di una grande varietà di mezzi espressivi a queste collegati: dai video alle installazioni sonore, dalle scritte a bomboletta fluo illuminate con lampade di wood a pubblicazioni, sculture e piece teatrali, il tutto filtrato attraverso riferimenti più o meno astratti a sue esperienze personali. Durante il vernissage l’artista marchierà i visitatori con un timbro. Questo, oltre a far parte integrante del progetto di mostra, sarà l’invito per poter accedere a CARSICO, il primo di una serie di after-party organizzati in località segrete che concluderanno gli opening della galleria.

CARSICO è un progetto sperimentale in cui ogni artista invitato da CO2 avrà la possibilità di offrire una propria selezione musicale o mediante un live set o tramite una playlist a cui si agganceranno alcuni dj/producer emergenti.

Matteo Mottin ha fatto qualche domanda all’artista.

ATP: C’è una famosa citazione di Goethe che dice: “L’architettura è musica congelata”. Nel tuo video “The Chief Architect of Gangsta Rap” cerchi una connessione tra i materiali usati per la costruzione del posto in cui crebbe Dr Dre e la musica che produce. Ora, in questa mostra alla Galleria CO2 penso che tu stia usando la musica come se fosse un elemento strutturale. Mi piacerebbe iniziare chiedendoti di questo aspetto della tua pratica.

Ilja Karilampi: Non avevo mai sentito quella citazione, bella, le mie congratulazioni a Goethe, ho sentito che gli piaceva rilassarsi lungo il Meno, a Francoforte, pensando alle pene, alla passione, e altre questioni mondane.

ATP: So che potrebbe essere riduttivo, ma trattando la musica da questo punto di vista, potresti cercare di introdurci alla tua pratica usando solamente cinque canzoni?

IK: E’ vero, sarebbe troppo riduttivo, e anche troppo limitato a un tipo di musica. Ma potrei nominare alcuni artisti le cui musica e gesta mi hanno indubbiamente affascinato. E la maggior parte di loro hanno seguito la loro visione e così si sono trovati all’avanguardia del loro movimento. “Star Spangled Banner” di Jimi Hendrix; i Kriss Kross quando erano sul canale svedese TV4; indubbiamente l’intera cultura delle radio del Regno Unito, che mischiavano house, hardcore, rap e garage; poi qualsiasi cosa fatta apposta per i club; ma anche una sorprendente quantità di indiepop e altri ibridi; The Embassy, Team Rockit, e in parte anche i Gravity Boys da Stoccolma. Non dimentichiamo l’RnB e l’hip-hop in tutte le sue forme; e la techno da stadio; e in particolare, ultimi ma non da meno, tutti i produttori che stanno dietro a tutto ciò.

ATP: Usi spesso parole e testi nei tuoi lavori. Potresti dirci qualcosa a riguardo? E anche riguardo al titolo della mostra, “The President Room”

IK: In sostanza è come dirti di leggerli. Mi piace giocare con le parole, e aver visto da sempre una diretta connessione tra questo e la forma visiva che prendono queste lettere e frasi. Per molti versi questo è anche il modo in cui nascono i titoli dei lavori. “President Room” viene da un’autentica targhetta proveniente da un hotel nordcoreano che ho visto presso una start-up di Berlino. Penso che qualcuno l’abbia fregata mentre si trovava lì in viaggio di lavoro per trattare l’acquisto di jeans, così l’ho fotografata. Come le insegne in bronzo dei parchi a tema di Macao, che per un certo periodo mi interessavano molto, create per fare una certa impressione.

ATP: Conosci “La Heine” di Mathieu Kassovitz? I tuoi lavori mi ricordano sempre quel film. Forse perchè entrambi potrebbero funzionare come un ragionamento induttivo che dalla urban culture ci porta in maniera naturale a considerazioni più ampie e oggettive sulla condizione umana. Cosa ne pensi?

IK: Si, ho davvero amato molto quel film.

ATP: Quali saranno i tuoi prossimi progetti?

IK: Questo mini tour italiano, e poi sviluppare nuovi lavori per Oslo, e il gran finale a Stoccolma il 17 Maggio.

La mostra è visitabile dal Giovedi al Sabato, dalle 15 alle 19, fino al 24 Marzo 2014.

www.karilampi.se

Le prossime date del mini-tour italiano di Ilja Karilampi saranno:

13 Febbraio: “Basic Zone” mostra collettiva a cura di Alessandro Bava, con Bernadette Corporation, Dena Yago, Juliette Bonneviot, Marlie Mul e Ilja Karilampi

presso Casamadre Arte Contemporanea, Napoli   http://www.lacasamadre.it

16 Febbraio: “ZONE”

presso 63rd-77th STEPS, Bari   http://www.63rd77thsteps.com

Ilja Karilampi - Studio 2014

Ilja Karilampi – Studio 2014

On February the 8th Turin based CO2 gallery presents “President Room”, the personal exhibition of Swedish artist Ilja Karilampi (1983, Goteborg).

Karilampi’s practice investigates the relationships between underground culture and the memory generated by pop culture through an original use of a wide variety of media: from videos to sound installations, from UV-lit fluo paints to publications, sculptures and radio shows, the lot filtered through more or less abstracts references to his personal experiences. During the vernissage the artist will mark the visitors with a stamp. This mark, beside being integral part of the exhibition project, will be the pass to CARSICO, the first of a series of after-parties held in secret locations which will close all of the gallery openings.

CARSICO is an experimental project: to every artist invited by CO2 will be given the possibility to play his own musical selection either with a live set or with a playlist, followed by some emergent dj/producers.

Matteo Mottin asked some questions to the artist.

There’s a famous quote by Goethe that says: “Architecture is frozen music”. In your video “The Chief Architect of Gangsta Rap” you look for a connection between the construction materials used for the place where Dr Dre grew up and the music he makes. Now, in this exhibition at CO2 I think you’re using music as if it was a structural element. I’d like to start by asking you about this aspect of your practice.

I haven´t heard that quote, nice, shoutouts to Goethe, I heard he liked to chill along the river of Main in Frankfurt, thinking about sorrow, passion, and other worldly things.

I know it might be reductive but, intending music from this perspective, could you try to introduce us to your practice only by using five songs?

It would be too reductive thats true, and also too limited to one sort of music. But I could mention some artists who´s music & gestures definitly have intrigued me, by being very right on time rhytmically. And most of them have pursued their own vision and thereby sort of been at the front of their own movement. Star Spangled Banner by Jimi Hendrix; Kriss Kross when they were on Swedish channel TV4; definitly the whole UK radio culture, merging house, hardcore, rap, and garage; then anything made for the club really; but also a surprising amount of indiepop and other crossbreeds; The Embassy, Team Rockit, and to some extent even Gravity Boys from Stockholm. Not to forget RnB and hiphop in all its forms; and stadium techno; and especially, last but not least; all the producers that are actually behind all of this.

You often use words and texts in your works. Could you tell us about this? And what about the title of the exhibition, “The President Room”?

Its basically telling you to read it. I do like playing with words, and have always seen a direct connection between that and the visual form that those sentences and letters take. In many ways thats also how my titles are being created. “President Room” comes from this authentic North Korean hotel sign I saw at a start-up company in Berlin, I think someone there had knicked it while being on a bluejeans sale trip, so I photographed it. Like the brass signs of Macau themeparks, which I was also hugely into for a while, made to look a certain way.

Do you know Mathieu Kassovitz’s “La Heine”? Your art always reminds me that movie. Maybe it’s because both might work like an inductive reasoning that from urban culture naturally brings us to wider and more objective feelings about the human condition. What do you think about this?

Yeah I´ve definitly loved that movie for so long.

What’s next for you?

This mini-Italian tour, and then developing new works for Oslo, Geneva, and the big finale in Stockholm on May 17th.

The show is open from Thursday to Saturday, from 15 to 19, until March 24th.

www.co2gallery.com

www.karilampi.se

 

Ilja Karilampi ZONE - 63rd - 77 STEPS

Ilja Karilampi ZONE – 63rd – 77 STEPS

Next Ilja Karilampi’s mini-italian-tour will be:

February 13th : “Basic Zone” collective exhibition curated by Alessandro Bava, with Bernadette Corporation, Dena Yago, Juliette Bonneviot, Marlie Mul and Ilja Karilampi

Casamadre Arte Contemporanea, Napoli   http://www.lacasamadre.it

16 Febbraio: “ZONE”

63rd-77th STEPS, Bari http://www.63rd77thsteps.com

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Ilja Karilampi - President Room -preview

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Ilja Karilampi - President Room -preview,   Timbro

Ilja Karilampi – President Room -preview, Timbro