Nuova sede di Peep-Hole,   in via Stilicone,   Milano

Nuova sede di Peep-Hole, in via Stilicone, Milano

Alcune domande al ‘team’ Pee-Hole in occasione dell’apertura del nuovo spazio in via Stilicone 10 a Milano con la mostra personale di John Henderson.

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ATP: Peep-Hole cambia sede – da via Panfilo Castaldi alla Fonderia Battaglia di Via Stilicone 10 – e riserva anche non poche sorprese. Quanto pensate muterà la vostra natura lo spazio che inaugurerete il 14 febbraio?

PH: L’atmosfera, le dimensioni e la struttura di questo nuovo spazio sicuramente cambieranno la percezione che si ha di Peep-Hole ma i suoi obiettivi e la sua politica istituzionale rimarranno immutati. Anche la tipologia di progetti che realizzeremo e il nostro approccio curatoriale saranno gli stessi, quello che cambierà sarà invece la scala dei progetti. Dopo quattro anni di attività in via Castaldi in questo momento abbiamo fatto della necessità di trasferirci un’occasione di crescita. La sede che stiamo per inaugurare ha l’aspetto e il formato di una vera kunsthalle, è uno spazio come se ne vedono pochi in Italia. Cercheremo ora ancora di più di farci ‘istituzione’.

ATP:Come avete trovato il nuovo spazio?

PH: Cercavamo un nuovo spazio ormai da oltre un anno. Abbiamo battuto tutti gli annunci immobiliari, sondato l’eventuale disponibilità di spazi pubblici, poi abbiamo conosciuto tramite una cara amica i responsabili della fonderia Battaglia che si sono subito innamorati del progetto Peep-Hole. Venuti a conoscenza della nostra necessità di trovare una nuova sede, i proprietari ci hanno proposto di trasferirci temporaneamente in uno spazio all’interno della fonderia che era vuoto e inutilizzato da diversi anni.

ATP: Gli anni scorsi avete trovato, nella forma del benefit (grazie ad una lunga serie di donazioni da parte di molti artisti), una forma ottimale per sostenervi. Come pensate di affrontare le spese per sviluppare i vostri progetti futuri?

PH: In questo momento storico nel quale è difficile pensare a una nuova forma di autofinanziamento alternativa e reale, crediamo che il nostro modello di sostentamento sia una formula valida e per questo continueremo ad adottarla. Cercheremo anche di incrementare contributi da ambasciate e istituti di cultura per la realizzazione dei singoli progetti e di avere ulteriori fondi dalla Fondazione Cariplo che già dallo scorso anno ci sostiene. Comunque, anche per quanto riguarda il fundraising  cerchiamo di rinnovarci sempre… abbiamo qualche idea nel cassetto… vedremo cosa succede…

ATP: In tutti questi anni, come ha risposto la città di Milano alle vostre iniziative? Non solo per quanto riguarda i privati visitatori, ma soprattutto il comune di Milano?

PH: Beh, la risposta del pubblico inteso come visitatori è stata semplicemente straordinaria. Abbiamo avuto sempre un grande seguito. Dal comune di Milano anche c’è stata tanta attenzione ma purtroppo la situazione “spazi pubblici” non è stata risolta e per noi, come per tante altre realtà, era ed è un grande problema da risolvere. Speriamo che il bando esca presto! 

ATP: Più grande e decentrata rispetto a quella precedente, la nuova location avrà tempi e aperture diverse. Mi raccontate cosa avete in programma per il 2013, sia nel nuovo spazio che in altri luoghi a Milano e in altre città? 

PH: Il 2013 sarà un anno ricchissimo di attività. Dopo la mostra di John Henderson con cui inauguriamo adesso, ci sarà ad aprile un nuovo appuntamento di Six Ways to Sunday, che ospiterà questa volta la Kunst Halle Sankt Gallen con un progetto di Kilian Rüthemann. A Maggio chiuderemo questa stagione espositiva con una mostra del giovane artista colombiano Gabriel Sierra e riapriremo la prossima a settembre con una personale di Trisha Baga. Contemporaneamente a queste mostre, cureremo due progetti off-site, al Museo del Novecento a Milano e al Museo Villa Croce di Genova. Il Museo del Novecento ospiterà una nuova edizione di “Effetto Venturi”, un ciclo di seminari sulla trasmissione del sapere che quest’anno estende l’indagine alla situazione internazionale, mentre saremo a Genova con il progetto “The Book Society”, dedicato alle forme più sperimentali di produzione in ambito editoriale. Continueremo anche a pubblicare Peep-Hole Sheet, che dopo il numero dedicato a Paul Sietsema appena uscito presentarà un contributo di Christodoulos Panayiotou.

ATP: Inaugurerete con un giovane artista americano,  John Henderson. Mi raccontate brevemente la mostra che vedremo nei nuovi spazi?

PH: La mostra, la prima in un istituzione italiana per John Henderson, sarà un percorso attraverso la pluralità e la complessità, linguistica e concettuale, della produzione di questo giovane artista. Il progetto, pensato per Peep-Hole, mette insieme tutti i linguaggi che John Henderson utilizza all’interno della sua ricerca, dal dipinto alla fotografia, dal video alle fusioni in bronzo, e scandisce la struttura dello spazio attraverso un allestimento e una serie di opere che ne riecheggiano la simmetria.

John Henderson,   Flowers,   2013,   Archival pigment print,    20 x 16 inches

John Henderson, Flowers, 2013, Archival pigment print, 20 x 16 inches

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