Invernomuto,   Negus- Far Eye,   2014,   Museion Facciata Mediale 2014. Foto Luca Meneghel

Invernomuto, Negus- Far Eye, 2014, Museion Facciata Mediale 2014. Foto Luca Meneghel

Dopo “Made in Italy” di Yuri Ancarani, “ Venerdì>Robinson” di Luca Trevisani/mk e “ Art Theft Reversed” di Sissa Micheli, domani 4 Settembre sarà proiettato sulla facciata mediale del Museion di Bolzano il video “Negus – Far Eye” di Invernomuto: ultimo video della rassegna di proiezioni Il corpo sottile curata da Frida Carazzato. I l progetto Negus è nato in collaborazione con ar?ge Kunst, Galerie Museum di Bolzano. 

Alcune domande a Frida Carazzato:

ATP: Partiamo dal titolo che hai scelto per questa rassegna, “Il corpo sottile”. Che significato gli hai dato?

Frida Carazzato: Il tutto è nato da un libro edito da Silva Fanti intitolato Corpo sottile del 2003, una presentazione che ha preso le forme anche di un festival sui nuovi linguaggi della coreografia europea da Jérôme Bel, Xavier Le Roy, Myriam Gourfink a Kinkaleri e mk. Si tratta di artisti che hanno e continuano a indagare, secondo le parole dell’autrice, “prospettive che vanno al di là dello specifico campo della coreografia e che aprono squarci verso altri ambiti”. Mi ha molto affascinato sia l’approccio di Fanti che la scelta di questo titolo per i suoi rimandi alla filosofia medievale e al pensiero orientale e l’ho spostato alla facciata di Museion. Si può considerare la superficie di vetro a sua volta come un “corpo sottile”? Può essere membrana e punto di attraversamento? Questo elemento architettonico e multimediale può essere considerato come un “corpo” e come un luogo? Inoltre mk erano parte della programmazione assieme a Luca Trevisani, motivo ulteriore per scegliere questo titolo e omaggiare la ricerca di Fanti.

ATP: Quale filo contenutistico hai seguito per la scelta degli artisti e dei relativi video proiettati sulla facciata mediale del Museion?

FC: Cercando di rispondere ai quesiti sopra riportati e reagendo positivamente alle richieste di collaborazione di altre realtà del territorio (come Bolzano danza e ar/ge kunst Galerie Museum rispettivamente per gli appuntamenti di luglio e di settembre), sono stati definiti quattro appuntamenti che da giugno a settembre compongono “il corpo sottile” di Museion. Quello che accomuna i quattro diversi progetti è che ognuno è firmato da artisti che, come molti altri, stanno portando avanti una ricerca sui limiti e il continuo sconfinamento dei mezzi espressivi per coinvolgere altri ambiti. Si ha così la ricerca di Luca Trevisani condotta attraverso la collaborazione con mk, l’interazione fra generi come nel caso di Invernomuto, l’indagine su i limiti del video, dello spazio e dell’immaginazione come nel caso di Yuri Ancarani e Sissa Micheli. Inoltre nei quattro progetti è sempre presente una riflessione diversa sul momento performativo: l’azione che ha dato vita a Made in Italy di Yuri Ancarani, la performance di Sissa Micheli proprio all’interno dell’edificio di Museion, la relazione tra momento live, video e spettatore di Venerdì>Robinson ed infine la molteplicità di sguardi e momenti di Negus.

ATP: Cosa ne pensa la cittadinanza delle proiezioni? In che modo vengono percepite?

FC: Trovo sempre interessante osservare la molteplicità degli sguardi che compone il pubblico della facciata mediale, composto da passanti incuriositi, persone interessate o da coloro che seduti sui prati e sulle panchine ad un certo punto vengono sorpresi dai proiettori che si accendono. La facciata mediale di Museion è molte cose allo stesso tempo: un piano espositivo del museo d’arte contemporanea, un intervento di arte pubblica, una componente architettonica, una facciata trasparente ma anche d’effetto con un certo lato spettacolare, per tanto imponente. Ed è proprio in tutti questi modi che viene recepita. E’ fruita sia nelle sere successive all’opening sia quando si sta per preparare la proiezione, sono molti infatti quelli che si fermano ad assistere alla prove tecniche o a chiedere cosa si sta preparando. Se si considera la programmazione estiva diventa anche un momento gradevole di incontro e a volte anche di scambio di idee.

Sissa Micheli,   Art Theft Reversed,   2014 Courtesy of the artist and Galleria Goethe,   Bolzano. Foto di Luca Meneghel

Sissa Micheli, Art Theft Reversed, 2014 Courtesy of the artist and Galleria Goethe, Bolzano. Foto di Luca Meneghel

ATP: In quali modi ritieni che cambi la percezione e la fruizione di un video tra il vederlo proiettato all’interno di un museo e il vederlo su una facciata pubblica?

FC: Pensando al visitatore/spettatore credo nella libertà. Durante le proiezioni sulla facciata pubblica ognuno può decidere di vederle come no, di rimanere seduto o di stare in piedi e andarsene, di venire con gli amici e di bersi qualcosa, di prestare attenzione o meno. Il progetto artistico è lì, nello spazio pubblico; paradossalmente per quanto imponente rimane qualcosa di muto se, per ricordare la frase di Alberto Garutti riportata sul Piccolo Museion – Cubo Garutti sempre a Bolzano, anche solo per un istante qualcuno non la guarderà. Per quanto riguarda gli artisti invece credo che sia una sfida perché oltre a rapportarsi a un formato insolito ed a un’architettura, nonché ad una tecnica molto complessa devono dialogare con lo spazio aperto ed un pubblico eterogeneo. Bisogna dimenticarsi che si tratta di un maxi schermo, ma di uno spazio espositivo completamento altro e unico dove la gestione dell’immagine e del suono seguono altre dinamiche. Quindi ogni artista, anche se presenta un video già prodotto, si trova a realizzare un altro lavoro che solo in questo determinato contesto troverà espressione. In questo senso è da utilizzarsi l’espressione “site specific”.

ATP: Puoi introdurci al video “Negus – Far Eye” degli Invernomuto? In che modo si lega al loro progetto “Negus” e in particolare alla loro recente mostra all’ar/ge kunst?

Come detto sopra ogni progetto anche se è già stato presentato trova una nuova forma, per Invernomuto la facciata mediale di Museion ha permesso di dare un altro contributo a “Negus”. Il video che sarà proiettato nei giovedì di settembre, “Negus – Far Eye”, è costituito da materiali video non utilizzati per il film “Negus” e pertanto inediti. Si alternano così iconografia rasta proveniente dalle riprese fatte in Etiopia, estratti da un video di stampo didattico proveniente da un museo di storia naturale di Addis Abeba sull’evoluzione dell’uomo e alcuni scenari estrapolati dal film di Walt Disney “Il re leone” che mostrano paesaggi africani che alimentano l’immaginario esotico collettivo. Sul “corpo” di vetro quindi un montaggio di scenari che ci appaiono lontani dal punto di vista geografico e temporale, ma in realtà rimandano anche a qualcosa di vicino. A Bolzano, come in altre città d’Italia, sono presenti edifici e monumenti realizzati in epoca fascista. Tra le effigi ancora presenti a Bolzano ce n’è una che raffigura un legionario che indica il leone di Giuda, in riferimento alla guerra d’Abissinia, un bassorilievo dell’artista altoatesino Hans Piffrader conservato nella scuola I.T.C. Cesare Battisti. Per la sera dell’opening è previsto un momento di musica live proprio per sottolineare i diversi linguaggi e i momenti che compongono e che sono “Negus”. Il progetto di Invernomuto è in collaborazione con ar/ge kunst Galerie Museum. Dalla sinergia delle due istituzioni nascerà inoltre un nuovo capitolo di “Negus”: un libro d’artista pubblicato da Humboldt book con un’intervista mia e di Emanuele Guidi agli artisti; un saggio di David Katz, scrittore e critico musicale, sulla figura di Lee “Scratch” Perry; un contributo storico di Anna Della Subin sull’ultimo re Haile Selassie I nonché un apparato inedito di immagini proveniente dall’archivio di Invernomuto.

museion.it

Yuri Ancarani,   Made in Italy,   Museion Facciata mediale 2014,   Foto Luca Meneghel

Yuri Ancarani, Made in Italy, Museion Facciata mediale 2014, Foto Luca Meneghel

Luca Trevisani+mk,   Venerdì>Robinson,   Museion Facciata mediale,   2014. Foto Luca Meneghel

Luca Trevisani+mk, Venerdì>Robinson, Museion Facciata mediale, 2014. Foto Luca Meneghel