Goran Trbuljak,   150 hand-made monographs,   2010-2013,   variable dimensions,   courtesy P420,   Bologna

Goran Trbuljak, 150 hand-made monographs, 2010-2013, variable dimensions, courtesy P420, Bologna

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Chi è l’artista? Come e perché agisce? Quando e dove mettere in crisi il suo ruolo? Chi ha ilpotere di decidere chi è un artista? Queste e molte altre capitali domande – che un po’ tutti gli artisti si sono posti almeno una volta nella loro lunga o breve carriera – sembrano essere il fulcro attorno al quale ruota la lunga carriera di Goran Trbuljak, artista nato in Croazia nel 1948.  In continua sfida con il mondo dell’arte, le sue regole e i suoi paradossi, Trbuljak sembra minare o voler sovvertire le già traballanti norme del sistema dell’arte.

Attivo già verso la fine degli anni ’60, nel contesto artistico noto come Nuova Pratica artistica – di cui facevano parte anche Sanja Ivekovi?, Jagoda Kaloper e Željko Kipke -, Trbuljak  si è distinto per la sua ferrea intenzione di scardinare le logiche del mondo artistico. Famosa resta l’esposizione nel 1971, alla Student Center Gallery di Zagabria, di un poster con la scritta “Non intendo esporre nulla di nuovo e originale”, o l’intervento pubblico del 1973 in una metropolitana dove ha scritto il suo nome lungo il corrimano di una scala mobile, immortalandosi ogni qualvolta la scritta gli scorreva vicino: metafora della volubilità dell’essere o sentirsi artisti tra la folla. In una performance del 1972 Trbuljak distribuisce ai passanti un foglio contenente una domanda: “Un artista è tale quando gli viene data la possibilità di esserlo. Goran Trbuljak è un artista o no?”

“Old And Bald I Search For A Gallery”

“An artist more for what he does not do than for what he does.”

Ha sempre cercato di ridefinire – senza ipocrisia, retorica o presunzione – lo statuto del contesto artistico, ponendo domande radicali sull’autonomia del sistema museale, delle gallerie e delle pratiche che legittimano il ruolo degli artisti.

Una selezione di sue opere sono esposte alla Galleria P420 di Bologna, nella mostra personale GT: Monogram, Monograph, Monochrome, Monologue… Già dal titolo dunque, evinciamo il piglio ironico dell’artista croato, che mantenendo il prefisso ‘mono’ descrive, in una brillante sintesi, quella che potrebbe essere anche il percorso stesso della mostra: opere che altro non sono che dei monogrammi, delle sigle ripetitive e inutili; la mostra, come una monografia, raccoglie in modo didascalico opere che trattano con testardaggine uno solo argomento, l’arte; monocromo, quello realizzato su una tela, utilizzando un’altra tela come tavolozza. E in fine, cos’è un mostra personale se non un monologo presuntuoso di un artista?

In mostra ci accoglie l’artista stesso con un autoritratto, eseguito con un’improbabile macchina fotografica in legno che, per funzionare, aveva bisogno della mano dell’artista che, velocemente, togliesse il coperto per far esporre il negativo. Ecco allora che la fotografia mostra l’artista steso sul pavimento mentre allunga la mano verso la macchina fotografica.  Nella seconda sala, disposte su quattro grandi teche, 150 monografie, fatte a mano dallo stessa artista. Spiega l’artista: “Sto realizzando mille monografie a mano, in attesa di averne mille e una stampata.” (Non esiste ancora una monografia esaustiva dell’artista). Ancora un ritratto, questa volta però non di Trbuljak, bensì di un generico pittore ‘con occhi grandi e cervello vuoto’.

In mostra anche altre due opere grafiche in cui l’artista ironizza con l’arte combinatoria dell’utilizzare nomi di artisti e gallerie conosciute o anonime, e sulla volontà di apparire a tutti i costi su un catalogo tanto da chiedere ad altri artisti di sostituire il loro nome con il proprio.

Una sua opera, Untitle 2006-2008 è esposta nella mostra curata da Marco Scotini, Il Piedistallo Vuoto, opitata al Museo Archeologico di Bologna fino al 16 marzo 2014.

Goran Trbuljak,   Malerwochen,   1972/1973,   series of 6 b/w photographs,   cm.30,  3x50,  6 each,   Ed.of 2,   Courtesy P420,   Bologna

Goran Trbuljak, Malerwochen, 1972/1973, series of 6 b/w photographs, cm.30, 3×50, 6 each, Ed.of 2, Courtesy P420, Bologna

Goran Trbuljak,   Self portrait,   1996,   b/w photograph,   cm.46,  5x58,   Ed.of 3+2AP,   courtesy P420,   Bologna

Goran Trbuljak, Self portrait, 1996, b/w photograph, cm.46, 5×58, Ed.of 3+2AP, courtesy P420, Bologna

Goran Trbuljak

GT: Monogram, Monograph, Monochrome, Monologue…

until 29 March 2014

P420 presents the solo show GT: monogram, monograph, monochrome, monolo- gue by the artist Goran Trbuljak (opening Saturday 25 January at 19.00, P.zza dei Martiri 5/2, Bologna, on view from Thursday 23 January in coordination with the opening of ArteFiera).

Born in Croatia in 1948, towards the end of the 1960s Trbuljak was already active in the avant-garde movement known as New Art Practice. One of the most interesting Conceptual artists, Trbuljak was immediately con- vinced that research based on traditional stylistic conventions would be fruitless. In 1971, at the Student Centre Gallery of Zagreb, he showed a poster with the message “I don’t want to present anything new and original.” Trbuljak does not formulate paradigms, and does not present his work as a new formal alternative. He simply – and brilliantly – puts the accent on the dilemma of the artist, who in the same moment accepts and rejects all the characteristic aspects of any work he might produce. In the 1970s and 1980s, in the context of an art scene of profound changes, Trbuljak embodied the figure of the artist in crisis, skeptical, conscious, disillusioned, “an artist more for what he does not do than for what he does.”

His work is also a profound reflection on the art system and the dynamics involved in the attribution to an object of the status of an artwork. The questions around which his over forty years of research gravitate involve the factors that make a certain activity or a certain attitude classifiable as art. And who is the artist? In a performance in 1972 Trbuljak distributed a sheet of paper bearing a question to passers-by: “An artist is an artist when he is granted the possibility of being one. Is Goran Trbuljak an artist, or not?”

One year later, having obtained the chance to hold an exhibition of his works at the Museum of Contemporary Art of Zagreb, Trbuljak stated “the fact that someone has a chance to make an exhibition is more important that what is shown in that exhibition.”

Simultaneously ironic and profound, Trbuljak challenges the principles of Mo- dernism, the cult of the auteur, the notion of originality, and the channels of the art system like galleries, exhibitions and monographs.

The exhibition has been organized with Galerija Gregor Podnar, Berlin. For this occasion, Goran Trbuljak has produced the artist’s book White monograph/Mono- grafia bianca, available at the gallery.

Goran Trbuljak,   invitation card,   catalogue,   photo on paper,   1977,   various size,   courtesy P420,  Bologna

Goran Trbuljak, invitation card, catalogue, photo on paper, 1977, various size, courtesy P420, Bologna