Giulia Cenci,   Default 2013 - GAFF,   Milano

Giulia Cenci, Default 2013 – GAFF, Milano

Flickering Buildings by Antonio Grulli

Ciao Elena, di seguito provo a renderti in parole quello che per me è stata la mostra di Giulia Cenci ‘Default’, che anche tu hai visto il giorno dell’inaugurazione (22 marzo). Inizierei parlandoti dell’installazione delle opere. È stato un processo abbastanza rapido perché Default è una di quelle mostre in cui non conta poi molto la coreografia delle opere. Il centro di tutto erano i lavori stessi. Il contesto e il modo in cui venivano presentati era quasi insignificante. Nonostante ciò è stata una fase delicata per la fragilità voluta di quasi tutte le opere esposte.

Giulia Cenci solitamente lavora con l’architettura e lo spazio in cui si trova ad operare. Nella maggior parte dei suoi ultimi lavori la luce, le sue alterazioni e il suo utilizzo, è stata l’elemento base degli interventi. Questa era la prima volta che esponeva dei disegni. Ho desiderato coinvolgere lei perché intuivo vi fossero delle possibilità interessanti nella sua pratica applicata al mezzo del disegno. E infatti, come molti artisti che sono soliti confrontarsi con la grande scala e il site-specific, anche Giulia Cenci in privato disegna con tecniche più o meno classiche.

Nella stanza principale della mostra abbiamo presentato due serie di tre lavori. I supporti erano quelli solitamente utilizzati in alcune fasi progettuali nel mondo dell’architettura o delle belle arti.

La serie “bianca” infatti era composta da tre disegni realizzati a matita bianca su carta da lucido. I soggetti rappresentati in queste opere sono elementi impermanenti e mutevoli dell’ambiente che ci circonda, come possono essere il sole o la superficie dell’acqua. Il risultato finale stesso è stato quanto di più mutevole. I fogli infatti non sono stati incorniciati o presentati semplicemente appesi al muro perché sarebbero diventati invisibili. L’artista ha allora pensato ad una modalità espositiva che permettesse ai visitatori di prendere in mano i disegni (bloccando uno dei lati corti con due stecche di legno, e agganciandoli al muro quasi fossero dei quotidiani in un bar) muovendoli per poter seguire le immagini continuamente cangianti; considerando anche il rischio di un loro danneggiamento.

Nella parete di fronte erano presenti altri tre disegni, questa volta su carta grafite, un materiale nero molto opaco utilizzato per ricalcare. Dei fogli delicati, strumenti da buttare una volta utilizzati, in questo caso divenivano veicoli di immagini al negativo (delle quasi ombre) di tre delle nuove torri edificate a Milano tra la stazione centrale e il quartiere Isola. Mi hanno ricordato il dipinto Sodoma & Gomorrha (al centro dell’immagine le torri gemelle) fatto da Paul Thek quasi come simbolo della decadenza di New York negli anni settanta. Di sicuro questi tre disegni non sono meno cupi, anzi. Non ci sono nemmeno due patate fumanti a fare da simpatico corredo.

Nel resto dell’appartamento invece avevamo messo altre tre opere in cui il concetto di disegno viene inteso in una accezione più allargata. Due video, anche in questo caso su supporti poveri e precari, in cui le torri sono viste attraverso delle pozzanghere. E un intervento sui vetri della cucina realizzato con del colore ad acquarello. Che si è quasi completamente perso già pochi giorni dopo l’apertura della mostra. Non a caso per racchiudere tutte queste opere è stato scelto il titolo Default. Ma la sua accezione non deve essere intesa (solamente) in senso politico o etico, quanto poetico. Questi stessi edifici, e quello che si portano dietro come carico simbolico e immaginifico, sono diventati delle gigantesche cartine di tornasole di una condizione (blocco?) psicologica(o?) in cui stiamo vivendo. Dei termometri a cui guardare quando si esce dalla fermata della metropolitana di Garibaldi per capire che piega stiano prendendo i tempi in cui siamo chiamati a vivere. Creature impaurite, tremolanti e passeggere non meno di noi o delle pozzanghere in cui si riflettono.

Giulia Cenci Default a cura di Antonio Grulli

GAFF,  Via Gaffurio 8, Milano

www.farnespazio.it

Giulia Cenci,   Saluti da Milano,   Default 2013 - GAFF,   Milano

Giulia Cenci, Saluti da Milano, Default 2013 – GAFF, Milano