E’ iniziato venerdì 14 settembre il Festival Free.Q La dimensione dell’ascolto,  a Villa Croce (Genova).  Free.Q nasce da un’idea di  suite-case (Francesco Cardarelli e Guia Del Favero) in collaborazione con Valeria Barbera,  Vita Roberta Cantarini,  Chiara Marini,  Nuvola Ravera)

Alcune domande ai suite-case

ATP: Come nasce questo festival e quali sono i suoi obiettivi? 

Free.Q è un festival dedicato all’ascolto. L’idea è nata dalla riflessione sulla radio come innesco, sulla sua storia e le sue applicazioni contaminate ora dall’uso della rete, come simbolo, come ricettore di frequenze che abitano un dispositivo e danno vita a libere connessioni. Ci siamo così ispirati all’ascolto in tutte le sue forme e proviamo in questi giorni a condividere questa “visione” con le persone che di volta in volta intervengono. L’obiettivo è vedere cosa emergerà dopo l’Ascolto.

ATP: Parlate molto di sperimentazione? Mi dai una definizione concreta anche con degli esempi?  

La nostra intenzione è stata fin dall’inizio esplorare insieme,  creare un evento ma soprattutto un esperienza dove questo fosse tangibile e vissuto, abbiamo tirato delle carte, ma ciò che accade nell’interazione con la dimensione temporale vitale è una sorpresa la viviamo in questi giorni… Non abbiamo parlato di sperimentazione, ma se questo termine può avere un ruolo per noi si configura così, è qui che sta principalmente l’ascolto in senso ampio di ciò che accade. Varie forze si sprigionano, ma senza una continua ricezione, apertura di tutti noi come “pubblico” in campo, non vi è sperimentazione. Sperimentazione è la vita stessa.

ATP: Cosa significa Free Q.?

Il nome Free.Q è stato dato per gioco da Guido Affini, che ha contribuito al Festival con un testo visibile al museo e che interverrà al FreeTalk di sabato pomeriggio. Abbiamo sempre pensato che rimandi a un’idea di libere frequenze. Alla base dell’organizzazione del Festival non vi è un vero e proprio collettivo, ma un gruppo di persone che suite-case ha contattato proponendo di realizzare assieme questo progetto. suite-case lavora così dalla sua nascita, nel 2005, collaborando di volta in volta, in situazioni differenti, con diverse persone, ma non si pone mai obiettivi specifici futuri, siamo sempre aperti alle nuove possibilità che incontriamo.

ATP: Quali sono gli artisti invitati e come li avete selezionati?

suite-case ha seguito l’intuito nella scelta degli interventi e ha accolto le proposte che man mano sono arrivate, sia dai componenti di Free.Q che dall’esterno. Gli artisti e i partecipanti invitati sono molti: Guido Affini, Buttinelli.a., Simona Barbera, Mauro Folci, Pierre Michelon, Massprod, Modus, Amore Marcalain, Virginia Zanetti, Matteo Innocenti, Giulia Casula, Marco Lampis, Matteo Bambi, Serena Gargani, Disorderdrama, Caterina Gualco, Giuliano Galletta, Paolo Cattaneo, Liliana Moro, Cesare Viel, Sciaramantica, La Délirante, Lorenzo Ricca, Kinkaleri, il Laboratorio Sociologia Visuale Università di Genova, il laboratorio di Audiovisivi Buster Keaton Università di Savona, Tvrtko Buric, ZamZamrec, Staalplaat Soundsystem, Jacob Kirkegaard, Gabriella Ciancimino, Janu rec, ZimmerFrei, Eva Cenghiaro & Elisa Strinna, Marzia Migliora.

ATP: Quali sono gli appuntamenti imperdibili?

I contributi sono talmente eterogenei che ciascuno di essi dà una visione importante sulle tematiche del Festival. Il programma, che si può consultare sul sito www.freeq.it, è stato studiato perchè nulla si accavallasse e il pubblico potesse fruire e interagire senza dover forzatamente selezionare. Tutti gli eventi di Free.Q sono imperdibili.

ATP: Programmi per il futuro del festival?

Non ci piace parlare di futuro del Festival il giorno dopo l’inaugurazione! Al di là delle battute, per noi è importante essere qui ora. Vi daremo nostre notizie. Innanzi tutto oggi speriamo che il futuro del Festival sia in ciò che il pubblico, gli artisti, lo staff si porterà a casa.

Free Q. - Photo: Nuvola Ravera Amore Marcalain

Free Q. – Photo: Nuvola Ravera Amore Marcalain

Free Q. - Photo: Nuvola Ravera

Free Q. – Photo: Nuvola Ravera

Free Q. - Photo: Nuvola Ravera

Free Q. – Photo: Nuvola Ravera

Woodsongs Installazione Sonora Elisa Strinna In collaborazione con Eva Cenghiaro per Free_Q

Woodsongs Installazione Sonora Elisa Strinna In collaborazione con Eva Cenghiaro per Free_Q

 LINK e programma: FREE Q. 
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Radio Free.Q / Modus, DisorderDrama, Radio Gazzarra
Il flusso in streaming di Free.Q consente al campo dell’azione di estendersi oltre i confini del Museo. A cura dell’associazione DisorderDrama e Modus la messa in streaming di Free.Q sulle frequenze di Radio Gazzarra.
Modus condurrà i tre giorni di diretta streaming del festival, coordinando il programma e intervenendo anche con contributi live durante la serata di sabato 14 settembre.I componenti di DisorderDrama affiancheranno Modus nella conduzione dello streaming curandone in particolare gli aspetti tecnici.
Modus, Massimo Pegoraro, classe 1981, da molti anni è nel settore tecnico della radiofonia, dj ed electronic music producer. Sempre dedito alla ricerca e allo studio in ambito musicologico. L’amore per gli strumenti elettronici e la curiosità nello scoprire ogni forma e stile di composizione sono le fondamenta del suo percorso sonoro che vuole riprodurre in ogni sua performance elettroacustica.
www.soundcloud.com/modusperiod
www.modusperiodproductions.bandcamp.com
DisorderDrama
Gruppo informale, nato a Genova nel 2003 e attivo dal 2000 sotto altri nomi. Dal gennaio 2009 il collettivo è diventato Associazione Culturale non a scopo di lucro. La principale attività è l’organizzazione di concerti di gruppi stranieri e italiani a Genova: quasi 500 eventi con più di 600 gruppi e artisti ospitati è il totale aggiornato al 2011. Attualmente sta sviluppando parte del progetto Arci Liguria per una nuova web radio “Gazzarra”.
www.disorderdrama.org-
www.compost.disorderdrama.org
Cosa sarà Radio Gazzarra? Nelle nostre intenzioni la risposta a questa domanda dobbiamo costruirla tutti
insieme. Certo, però, dobbiamo dire noi da dove iniziamo.
L’idea di fondo è quella di dare all’associazione uno strumento capace di raggiungere il sempre crescente ‘popolo della rete’, integrandolo con gli altri già in uso: il nostro sito,  www.arciliguria.it, e la pagina su facebook, raggiungibile anche dal sito.
Ci sarà sicuramente tanta musica, con particolare attenzione alla produzione dei gruppi liguri, ma non solo.
Il primo passo è la costruzione di un palinsesto in cui trovino spazio adeguato contenuti informativi e di approfondimento sulle molteplici attività della nostra base associativa, sulle sempre più complesse problematiche legate alla gestione di un circolo, e così via. Anche in questo caso, però, devo aggiungere: ma non solo; lungi da noi l’idea di una radio chiusa ed autoreferenziale.
Altro punto per noi irrinunciabile è la partecipazione degli ascoltatori, attraverso microfoni aperti, trasmissioni dedicate, oltre che, ovviamente, attraverso l’invio di email a info@radiogazzarra.org.
Già tutte queste cose, come è facile immaginare, metteranno a dura prova la nostra stringata struttura organizzativa, uno staff aperto alla partecipazione di chi volesse condividere con noi questa avventura non solo come ascoltatore.
Se fossimo in trasmissione a questo punto immagino che qualcuno dalla regia farebbe ripetutamente il classico segno delle forbici. Restituisco quindi la linea alla regia e vi auguro buon ascolto.
www.gazzarra.org