Danh Vo | Gustav's Wing | Museum Kleines Klingental,   Färberhaus MCH Messe Schweiz (Basel) AG

Danh Vo | Gustav’s Wing | Museum Kleines Klingental, Färberhaus MCH Messe Schweiz (Basel) AG

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Alcune domande a Florence Derieux,  curatrice di PARCOURS: il progetto di Art Basel che si sviluppa da quest’anno nel quartiere Klingental  di Basilea. Il progetto presenta le opere di 17 artisti di fama internazionale:  Marina Abramovi?, Marc Bauer, Olaf Breuning, Tom Burr, Michael Craig-Martin, Lothar Hempel, Joep van Liefland, Jill Magid, Lisa Oppenheim, Evariste Richer, Sterling Ruby, Michael Smith & Joshua White, Valerie Snobeck, Daniel Steegmann Mangrané, Danh Vo, Martin Walde e Artur ?mijewski.

ATP: Quest’anno il progetto esterno di Art Basel, che prevede grandi opere site specific, si è spostato rispetto agli anni scorsi nel quartiere Klingental. Che zona di Basilea è e quali sono le sue caratteristiche?

Florence Derieux: Per la sua quarta edizione, Parcours è infatti stata spostata nel Klingental di Basilea, uno dei quartieri più attraenti e culturalmente accattivanti della città. E’ molto vicino alla fiera – 5 minuti a piedi – e si concentrata attorno ad Kaserne Platz.

ATP: Saranno presentate le opere di 17 artisti, quali tra queste è la più impegnativa e ritieni essere la più azzeccata nel percorso fuori fiera?

FD: Tutti i progetti sono stati pensati pe le varie sedi, e sono quindi assolutamente unici.  L’opera ‘Avalanche # 2’ di Evariste Richer, per esempio, è un’opera composta da 70 000 dadi che formano un’immagine ingrandita e sgranata di una valanga di neve. Questo lavoro mette in relazione il rapporto tra l’arbitrarietà del giorco con il corso imprevedibile dei fenomeni naturali. L’opera di Sterling Ruby, ‘Stove’ può sembrare inizialmente rudimentale e forse, come costruzione, anche arcaica. Riflette sull’utilitarismo nelle pratiche contemporanee, fornendo inoltre un falò all’aperto. Con le sue grandiose doppie proiezioni, il film dal titolo ‘Smoke’ di Lisa Oppenheim, espande la sua pratica fotografica nelle immagini in movimento. La relazione tra la materia, il fumo e il significato che un tempo aveva il luogo dove sarà installata l’opera, un quartiere militare, evoca il tema della violenza. Anche l’installazione su larga scala di Tom Burr si riferisce alla precedente presenza dei militari svizzeri nel luogo, ma il punto di vista che lui ha sviluppato è quello delle abitazioni e dell’ammaestramento dei cavalli. Ispirato da lavori precedenti che alludevano alla domesticazione e la disciplina di animali, l’artista investiga, in un più ampio contesto architettonico, dei “momenti” scultorei relativi a questo tipo di formazione. ‘Instrument’ di Lothar Hempel è un misto di valori irrazionali, superstiziose e pragmatismo che vengono visualizzati in una narrazione teatrale. Più vicino all’archeologia che non all’iconografia, la ricerca di Joep van Liefland si è concentrata sui manufatti – nastri VHS e lettori VCR con sistemi di stoccaggio e di distribuzione – più che sulle immagini in movimento durante il suo lavoro sulla morte tecnologica del video analogico. Mentre il mondo esterno si muove in avanti, nel suo ‘Video Palace #35 : Décor (2)’, il tempo è fermo – o va all’indietro – creando una sensazione di disorientamento.

ATP: Oltre ad sculture e installazioni, ci saranno anche opere performative. Mi racconti alcuni progetti? Penso allo spettacolo di danza ‘Winterbranch’, creato da Merce Cunningham in collaborazione con Robert Rauschenberg.

FD: Per la Parcours Night, ho immaginato un programma speciale. Ho sviluppato una collaborazione con la Kaserne Basel – un centro famoso per il teatro contemporaneo indipendente, la danza e la performance, nonché sede per la scena innovativa di musica pop  – e ho invitato la L.A. Dance Project per eseguire due diversi brani. Il primo è contemporaneo, il secondo, invece, è storico. ‘Moving Parts’ (2012) è stato concepito da Benjamin Millepied, il fondatore della compagnia, in collaborazione con Christopher Wool. ‘Winterbranch’ (1964), invece, è stato creato da Merce Cunningham in collaborazione con Robert Rauschenberg – che ha creato le scenografie, i costumi, le illuminazioni, gli accessori – e con La Monte Young per la musica. Si esibiranno due volte durante il Parcours Night ( Mercoledì 12 giugno, alle 19:00 e alle 21:30). Ho anche invitato Michael Smith che presenterà una fantastica installazione insieme a Joshua White come parte di Parcours e presenterà anche una nuova performance per il progetto serale. Sarà caratterizzata da due personali, ‘Mike’ e ‘Baby Ikki’. Oscillando lungo il divario tra il mondano e il trascendente, le loro azioni ripetitive alla fine stabiliranno un circuito di attesa liminale per esplorare così un nuovo ciclo temporale. Infine, la proiezione del film di animazione di Marc Bauer, ‘The Architect’, che avrà luogo nella Kaserne Plaza. La proiezione sarà accompagnata da una performance live della band francese Kafka.

Michael Craig-Martin 'Hammer (Blue)',   2011 Courtesy the artist and New Art Centre; Gagosian Gallery

Michael Craig-Martin ‘Hammer (Blue)’, 2011 Courtesy the artist and New Art Centre; Gagosian Gallery

Lisa Oppenheim | Smoke MCH Messe Schweiz (Basel) AG

Lisa Oppenheim | Smoke MCH Messe Schweiz (Basel) AG

Short interview with  Florence Derieux, curator of  Art Basel’s Parcours

ATP: Compared to other editions, the external project of Art Basel, which includes two site-specific art works, has moved this year from Parcours to Klingental. What about this area of Basel and its features?

Florence Derieux: For its fourth edition, Parcours has indeed moved into the Klingental neighborhood of Basel, one of the city’s most culturally diverse and creatively active quarters. It is very near the fair – 5 minutes walk – and concentrated around Kasernenplatz.

ATP: Will be presented the works of 17 artists: Marina Abramovic, Marc Bauer, Olaf Breuning, Tom Burr, Michael Craig-Martin, Lothar Hempel, Joep van Liefland, Jill Magid, Lisa Oppenheim, Evariste Richer, Sterling Ruby, Michael Smith & Joshua White, Valerie Snobeck, Daniel Steegmann Mangrané, Danh Vo, Martin Walde and Artur ?mijewski. Which is for you the most demanding and the most appropriate for the off-fair tour?

FD: All the projects are engaging with the different venues, and are therefore absolutely unique. Evariste Richer’s ‘Avalanche #2’ is a floor piece consisting of 70 000 dice forming an enlarged and pixelated image of a snow avalanche. It addresses the contiguous relationship between the arbitrary game and the unpredictable course of natural phenomenon.
Initially rudimentary, and perhaps even archaic in construction, Sterling Ruby’s ‘Stove’ plays with utilitarianism in contemporary practices while also providing an outdoor bonfire. With her grandiose duo film projections entitled ‘Smoke’ Lisa Oppenheim expands on her photographic practice to moving images. The relationship between the material, smoke and the site’s former use as military quarters evokes the issue of violence. Tom Burr’s large-scale installation also refers to the former presence of the Swiss military but specifically seen through the lens of the housing and training horses. Inspired by earlier works that alluded to the domestication and discipline of animals, the artist expends into a larger outdoor architectural setting of sculptural ‘moments’ relating to this training. Lothar Hempel’s ‘Instrument’ is a mixture of irrational, superstitious and pragmatic values that are displayed in a theatrical narrative. Closer to archaeology than iconography, Joep van Liefland focuses more on the artifacts – VHS tapes and VCR players along with distribution and storage systems – than on moving images while working with the dying technology of analog video. While the outside world is moving forward, time is standing still – or even going backward – in is ‘Video Palace #35 : Décor (2)’, thus creating a feeling of disorientation.

ATP: Besides sculptures and installations, will take place also performing events. Can you tell us something  about some projects? I think about the dance show ‘Winterbranch’, created by Merce Cunningham in collaboration with Robert Rauschenberg.

FD: For the Parcours Night, I imagined a special programme. I developed a collaboration with Kaserne Basel, which is a famous hub for the independent contemporary theater, dance and performance scene and home to innovative pop music and invited the L.A. Dance Project to perform two different pieces. The first one is contemporary, the second one historical. ‘Moving Parts’ (2012) was conceived by Benjamin Millepied, the company’s founder, in collaboration with Christopher Wool. ‘Winterbranch’ (1964) was created by Merce Cunningham in collaboration with Robert Rauschenberg, who created the decors, the costumes, the lightings, the accessorize, and with La Monte Young for the music. They will perform twice during the Parcours Night on Wednesday 12 June (at 7pm and at 9.30pm).
I also invited Michael Smith, who presents a fantastic installation together with Joshua White as part of Parcours, to make a new performance. It will feature is two personae, Mike and Baby Ikki. Dawdling along the gap between the mundane and the transcendental, their repetitive actions eventually land them in a liminal holding pattern to reconnoiter and wonder as they enter the next loop in time. Finally, a screening of Marc Bauer’s animated film ‘The Architect’ will take place o the Kaserne plaza. It will be accompanied by a live performance by French band Kafka.

Jill Magid Der Trog,   2013 Photo credit: Jill Magid Courtesy the gallery and the artist

Jill Magid Der Trog, 2013 Photo credit: Jill Magid Courtesy the gallery and the artist