Filippo Berta,   Allumettes,   performance e video 2013,   Basilica di Santa MAria Maggiore,   Città Alta,   Bergamo

Filippo Berta, Allumettes, performance e video 2013, Basilica di Santa MAria Maggiore, Città Alta, Bergamo

Intervista a cura di Irene Boyer

Nella Basilica di Santa Maria Maggiore di Bergamo è in corso la personale di Filippo Berta,  Formamentis (fino al 17/11). La mostra, a cura di Stefano Raimondi e Mauro Zanchi, ed organizzata da gruppo di lavoro BACO – Base Arte Contemporanea – accoglie nello spazio del Terzo Matroneo una selezione di tre opere-video della produzione più recente dell’artista.

Le micro-narrazioni di Filippo Berta rivalutano piccoli gesti, accentuano le piccole differenze per smascherare la messa in opera di una minuziosa ricerca di difformita?, tensioni, opposizioni e dualismi. Questi aspetti emergono attraverso il tentativo di raggiungere una perfezione ideale, interrotta dalla costante possibilita? del fallimento e dalla fragilita? dell’effimero.

Irene Boyer – Tre sono le opere presenti in Formamentis: ‘Islands’, ‘Cheeese!’ e il video della performance ‘Allumettes’ realizzata il giorno dell’inaugurazione della mostra. Cosa ha spinto te e i curatori a scegliere questi lavori?

Filippo Berta – Abbiamo scelto i lavori che esprimono al meglio la necessità dell’individuo di possedere una forma convenzionale, che lo possa rappresentare e quindi farlo diventare parte integrante di una collettività. Osservando i video, ci si accorge però che tutto rimane solo un potenziale, perché questa estenuante ricerca conduce l’essere umano all’errore. Nessun pessimismo, ma al contrario un’esaltazione del fallimento che ci spinge a una continua ricerca.

IB- Guardando le tue opere si ha la sensazione che parlino una lingua tanto diversa l’una dall’altra eppure la tua riflessione verte sempre sull’individuo e la sua relazione con la comunità. Riesci a considerare punti di vista apparentemente opposti ma che rivelano una ricerca comune. Da dove nasce il tuo interesse per il singolo e la forma della ‘comunitas’?

FB- Il mio interesse è rivolto verso gli stati di tensione generati da forme dualistiche e il rapporto tra l’individuo e la comunità ne è un chiaro esempio.

IB- Ci sono dei luoghi in cui ti trovi meglio a riflettere, esistono momenti nei quali prendono vita i tuoi progetti? Come nasce una tua performance?

FB- Non mi sento un promotore dello studio d’artista inteso come pensatoio. Noi tutti siamo immersi in un mondo fatto di sollecitazioni, bisogna avere la sensibilità di coglierle, la pazienza di elaborarle e anche il coraggio di archiviarle, consapevoli che ritorneranno in forme diverse. Un mio lavoro è il risultato di un processo di cancellazione continua, distinguendo le sollecitazioni dal progetto definitivo, evitando così facili entusiasmi.

IB- Ci sono artisti che sentono il bisogno di manifestare la loro persona e personalità all’interno delle loro opere le quali prendono vita solo attraverso la presenza fisica dell’artista stesso. A te capita l’esatto opposto: scegli di non essere parte attiva nei tuoi lavori. Qual’è il motivo, cosa ti spinge ad esserne estraneo?

FB- Non è stata una scelta, ma una condizione imposta della mia ricerca. I miei lavori richiedono un’immagine basata sulla pluralità entro la quale è possibile però stupirsi analizzando il dettaglio del singolo. Come può una sola persona (l’artista) rappresentare tutto questo? Poi, se in futuro la mia ricerca richiederà la mia presenza sarò lieto di farlo.

IB- In un’altra occasione mi hai parlato della particolare attenzione che dai alle aspettative dello spettatore di come cerchi di immedesimarti in lui per capire se la tua performance lo colpisce ed in che modo, se il ‘messaggio, insomma, arriva’. Fai lo stesso anche con i performer? Anche in loro cerchi di trasmettere qualcosa?

FB- No al contrario. Io mi limito a spiegare il ruolo che assumono le persone nella mia ricerca artistica. Chi partecipa a una mia performance è mosso da un suo desiderio interiore di conferire un significato personale a un gesto semplice e uniformante e non ha bisogno di essere sollecitato.

IB- Il performer quindi diventa  semplicemente il tuo tramite, la tua mano, la tua mente: al contempo opera e mezzo…

FB- Nella tua affermazione il termine ‘mezzo’ necessita una correzione. Il performer è un elemento significante del lavoro, perché con la sua presenza fisica e quindi le sue peculiarità, conferisce un significato unico a un gesto collettivo e uniformante. Egli non è il tramite ma il fine stesso del lavoro.

IB- Il 5 ottobre 2013 in occasione dell’inaugurazione della tua personale ‘Formamentis’ hai per la prima volta realizzato e presentato a Bergamo (tua città) la performance Allumettes, prima realizzata solo al Museo MADRE di Napoli. Hai scelto qui come luogo quello della navata della Basilica di Città Alta, luogo già ricco di significati, gonfio di storia, suggestivo di suo, eppure la tua opera l’ha fatta da padrone, ha caricato di nuovi significati il luogo, ha fatto letteralmente venire ‘la pelle d’oca’ e le lacrime a chi come me ha avuto occasione di guardare. Cosa ha significato per te questo posto?

FB- Nei luoghi di culto le persone si uniscono in comunità per condividere una fede, generando una forma corretta di società. Per questo la Basilica di Santa Maria Maggiore è stata il luogo ideale dove realizzare la performance Allumettes, in cui sessantasei persone tentano di mantenere viva una micro-società rappresentata visivamente dalla forma di un quadrato creato dall’unione dei loro corpi.

IB- Un’ultima domanda di rito: stai lavorando ad un nuovo progetto? Puoi darci qualche anticipazione?

FB- In questo momento sto lavorando alla realizzazione di un video per una mostra personale che inaugurerà a febbraio 2014. Inoltre, sono diversi i progetti che sto sviluppando che riflettono sulla necessità dell’individuo di avere una figura eroica rassicurante sempre presente.

Filippo Berta,   Allumettes,   performance e video 2013,   Basilica di Santa MAria Maggiore,   Città Alta,   Bergamo

Filippo Berta, Allumettes, performance e video 2013, Basilica di Santa MAria Maggiore, Città Alta, Bergamo

Allumettes di Filippo Berta,   installation view - Bergamo,   2013

Allumettes di Filippo Berta, installation view – Bergamo, 2013

Filippo Berta,   Allumettes,   performance e video 2013,   Basilica di Santa MAria Maggiore,   Città Alta,   Bergamo

Filippo Berta, Allumettes, performance e video 2013, Basilica di Santa MAria Maggiore, Città Alta, Bergamo