Breve intervista con l’artista e film-maker nato a Bangkok nel 1970 e cresciuto a Khon Kaen nel nord della Thailandia,  Apichatpong Weerasethakul.

Photo gallery della mostra Primitive, a cura di Andrea Lissoni,   ospitata all’HangarBicocca fino al 23 aprile.


Apichatpong Weerasethakul Primitive,   2013 Vedute dell'installazione in HangarBicocca Installation views HangarBicocca Foto Agostino Osio Courtesy Fondazione HangarBicocca,   Milano

Apichatpong Weerasethakul Primitive, 2013 Vedute dell’installazione in HangarBicocca Installation views HangarBicocca Foto Agostino Osio Courtesy Fondazione HangarBicocca, Milano

Apichatpong Weerasethakul Primitive,   2013 Vedute dell'installazione in HangarBicocca Installation views HangarBicocca Foto Agostino Osio Courtesy Fondazione HangarBicocca,   Milano

Apichatpong Weerasethakul Primitive, 2013 Vedute dell’installazione in HangarBicocca Installation views HangarBicocca Foto Agostino Osio Courtesy Fondazione HangarBicocca, Milano

Apichatpong Weerasethakul Primitive,   2013 Vedute dell'installazione in HangarBicocca Installation views HangarBicocca Foto Agostino Osio Courtesy Fondazione HangarBicocca,   Milano

Apichatpong Weerasethakul Primitive, 2013 Vedute dell’installazione in HangarBicocca Installation views HangarBicocca Foto Agostino Osio Courtesy Fondazione HangarBicocca, Milano

APICHATPONG WEERASETHAKUL – PRIMITIVE / CUJO*

Nel 2009 Apichatpong Weerasethakul ha realizzato “Cujo – Primitive” con Edizioni Zero.

Il “CUJO” di Apichatpong Weerasethakul è intitolato Primitive e si può considerare sia una fonte semi-segreta, sia un vero e proprio accompagnamento visivo e testuale dell’omonimo e ciclopico progetto multipiattaforma dell’artista visivo e cineasta thailandese. Primitive project consiste in un’installazione (Primitive), due cortometraggi (A Letter to Uncle Boonmee e Phantoms of Nabua), il lungometraggio Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives e “CUJO”. È incentrato sulle ricerche, le collaborazioni e le opere avviate e create da Apichatpong Weerasethakul nel villaggio di Nabua nella provincia Isan nell’area nord est della Thailandia.

Non un catalogo – come nello spirito del progetto editoriale “CUJO” – ma una sorta di guida,  Primitive-Apichatpong Weerasethakul è un libro di quasi 500 pagine che sta all’inizio di un intero e complesso processo narrativo, accompagnandolo fra la Thailandia, Monaco (presso la Haus der Kunst) – dove il progetto è stato presentato per la prima volta nel febbraio 2009 sotto forma di installazione -, Liverpool (presso FACT, autunno 2009), Parigi (presso il Musée d’Art Moderne de la ville de Paris/ARC, autunno 2009), i maggiori festival cinematografici ed il Festival di Cannes nel 2010.

Apichatpong Weerasethakul,   Primitive,   Cujo,   2009

Apichatpong Weerasethakul, Primitive, Cujo, 2009

Apichatpong Weerasethakul,   Primitive,   Cujo,   2009

Apichatpong Weerasethakul, Primitive, Cujo, 2009

Apichatpong Weerasethakul,   Primitive,   Cujo,   2009

Apichatpong Weerasethakul, Primitive, Cujo, 2009

*Cujo è un progetto editoriale a cadenza biennale, ideato di volta in volta da un artista e curato da Andrea Lissoni. Una pubblicazione a tiratura limitata, numerata e distribuita a mano. I primi 3 numeri sono dedicati a Nico Vascellari (2007), Apichatpong Weerasethakul (2009) e Jimmie Durham (2011).