Fedrico Tosi,   La diciottesima guerra mondiale,   Tile Project Space,   Milano,   Installation View

Federico Tosi, La diciottesima guerra mondiale, Tile Project Space, Milano, Installation View

Oscilla tra il fare e lo strafare, tra la volontà di dare forma e  sformare anche ciò che una forma ben definita ce l’ha. Dal punto di vista di Federico Tosi, il mondo intero, tutto, può essere assalito, modificato e trasformato in qualcos’altro. Mosso da una bizzarra ‘volontà di potenza’ – in una prospettiva di transvalutazione dei valori concettuali che arte, estetica, cultura visiva popolare o colta assumono nel nostro quotidiano – l’artista crea, in ogni opera, una micro narrazione dove mondi fantascientifici, naturali, esistenziali, sessuali e, non ultimi, artistici si fondono e confondono. L’atmosfera giocosa compenetra quella sessuale che ammicca a quella intellettuale: un giro tondo di percezioni e interpretazione.

Nella sua mostra “La diciottesima guerra mondiale“ – da poco terminata al Tile Project Space (via Garian 64, Milano) – Tosi inscena cinque tappe a percorso circolare che, se raccontassimo una storia, potremmo sintetizzare così: “Un manipolo di allegri personaggi si avvia verso le alte vette di una ripida montagna. Protetti da una stella non proprio prodiga  di buoni auspici, lo spensierato plotone aggira una spettacolare cascata per concludere il percorso di fronte ad una scenetta tra l’apocalittico e il perverso dove un mostro informe si presta a possedere una aitante segretaria.” Sembra la banalissima trama di un film di fantascienza di serie B.

L’alto tasso di assurdità generato dalle opere di Tosi è potenziato se ci concentriamo sulle singole opere della mostra. Il plotone di esseri altro non sono che minuscoli cubi – chiamati ‘Fimo’ – provvisti di braccia e organo genitale eretto che sembrano salutarci o mandarci a quel paese. Che dire del grande ammasso di creta che forma una stella squartata e dal ghigno malefico. L’irruenza materica di quest’ultima e l’altrettanto impetuosa provocazione di ‘Fimo’ si placa nella piccola scultura gialla ‘Montagna’: un cumolo di piccoli massi di creta ricoperti di vellutazione elettrostatica (floccaggio).

Con il semplice titolo “Cascata”, Tosi presenta un disegno finemente dettagliato, eseguito a inchiostro su carta, di un’imponente cascata. Piccole ed eleganti tratti descrivono in modo originale la caduta verticale dell’acqua, bloccandola prima che tocchi il fondo della cascata. L’immagine irreale completa e potenzia il circolare percorso surreale della mostra che culmina nella superfice nera lucida che fa da sfondo alla piccola scenetta dove un mostro si presta ad accoppiarsi con una donna. Scopro che la superficie in latex è stata cosparsa di olio per il corpo, sostanza che rende il monocromo specchiante tanto da inglobare le figure che lo osservano.

Rubando un termine alla linguistica, il meccanismo che vige nel modus operandi di Federico Tosi è simile alla figura retorica dell’ossimoro (dal greco questa parola è composta da ‘acuto’ e ‘ottuso’). Accostando cose disparate, spesso divergenti per forma e contenuto, l’artista crea una inevitabile (e positiva) tensione. Acute contraddizioni e ottuse idiosincrasie rendono le sue opere stimolanti pretesti per creare narrazioni e storie visionarie.

Senza contare che fanno anche ridere.

Elena Bordignon

Fedrico Tosi,   fimo 2.0 x 3.0 x 3.0 cm cad installazione dimensioni variabili 2014 Tile Project Space,   Milano,   Installation View

Federico Tosi, fimo 2.0 x 3.0 x 3.0 cm cad installazione dimensioni variabili 2014 Tile Project Space, Milano, Installation View

Fedrico Tosi,   monocromo: latex intelaiato,   olio 180 x 180 cm  scultura: plastilina dipinta,   gelatina sintetica,   vetro,   acciaio 10 x 8 x 13 cm  2014  - Tile Project Space,   Milano,   Installation View (dettaglio)

Federico Tosi, monocromo: latex intelaiato, olio 180 x 180 cm scultura: plastilina dipinta, gelatina sintetica, vetro, acciaio 10 x 8 x 13 cm 2014 – Tile Project Space, Milano, Installation View (dettaglio)

Federico Tosi,   Stella,   smalto su creta 60 x 34 x 65 cm 2014 - Tile Project Space,   Milano

Federico Tosi, Stella, smalto su creta 60 x 34 x 65 cm 2014 – Tile Project Space, Milano