Video still of Celebrate Your Birthday Alone - 10 years anniversary special edition,   courtesy observation society

Video still of Celebrate Your Birthday Alone – 10 years anniversary special edition, courtesy observation society

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ATPdiary continua la rubrica EXPANDED dedicata ad artisti, gallerie, musei e progetti nelle maggiori capitali d’arte nel mondo. Oggi è la volta di Guangzhou, nel Sud-Est della Cina.

Observation Society è un independent art space creato nel 2009 dal ricercatore Anthony Yung, dagli artisti Cai Hui e Hu Xiangqian e dal mercante Lin Jingxin. Lo spazio porta avanti un dialogo creativo con la nuova generazione di artisti attivi ad Hong Kong e nella provincia del Guangdong, dando loro la possibilità di esporre e farsi conoscere per la prima volta.

Dal 2 al 30 Agosto Observation Society ha ospitato Lo Lai Lai: Souvenirs and Gifts. Abbiamo fatto qualche domanda ad Anthony Yung per saperne di più sulla mostra e sulla sua pratica curatoriale.

ATP: Come mai la mostra si intitolava “Souvenirs and Gifts”?  

Anthony Yung: Dopo essersi diplomata alla scuola d’arte, Lo Lai Lai ha lavorato come giornalista di viaggi, e quindi possiede una varia esperienza in fatto di viaggi, di vedere cose nuove e visitare posti sconosciuti. Ha preso via via coscienza delle sottili interazioni esistenti tra le esperienze dei siti turistici e il mondo soggettivo, che per lei di solito innescano un senso di dislocazione ed ironia. La mostra parte da questa premessa: come possiamo eventualmente gestire la solitudine, quando anche la costante esperienza di posti e cose nuove e tutti gli sforzi che facciamo per mantenere e riscoprire la nostra storia personale sono inutili? E una tale premessa è stata affrontata attraverso una serie di regali e souvenir, che Lai Lai vede come una strana categoria di oggetti, dato che sono assurdamente senza valore in termini estetici o funzionali.

ATP: So che il tuo approccio alla realizzazione di mostre comprende anche una lunga e approfondita “relazione” con gli artisti con cui lavori. Da questo punto di vista, com’è stato dare forma a questa mostra? 

AY: Tendo prima di tutto a ricercare il tema più “unico” e personale di un artista, il suo “primo principio”, prima di trovare un metodo per rivelarlo tramite un progetto di mostra. Io e Lai Lai abbiamo iniziato a concettualizzare questo progetto nel 2010 – 4 anni fa! Ho passato un sacco di tempo a parlare con lei, e mi ci è voluto moltissimo tempo per capire davvero come lei percepisce e vede il mondo, forse perchè la sua esperienza di vita è speciale, dato che ha visto così tanti posti nel mondo mentre faceva la giornalista di viaggi. Nel frattempo, in questi anni, lei non ha lavorato professionalmente come artista. Non produceva lavori per mostre, lavorava ad un costante processo di sviluppo della sua pratica in cui sono venute fuori varie idee che poi abbiamo completamente accantonato. Per Lai Lai e per tutti gli altri artisti sono come un riferimento per la creazione del loro progetto per Observation Society, e il mio compito è cercare di rendere chiaro quello che vogliamo dire e come vogliamo dirlo, un esperimento che possa avere una continuazione.

ATP: Potresti dirmi di più sulla tua pratica? Pensi che il tuo approccio sia più informato dal tuo background culturale o dalla tua professione di ricercatore?  

AY: Come ricercatore per l’Asia Art Archive, la mia responsabilità è di costruire e arricchire un archivio che permetta ricerche e studi futuri. Lavoro principalmente con materiali e argomenti che riguardano la storia recente, ma non direttamente sul “qui e ora”. Nella mia ricerca, piuttosto che guardare alle varie pratiche degli artisti, osservo fenomeni che sono significativi per capire l’intero quadro storico, e non dovrei quindi abbandonarmi a giudizi di natura personale, anche se è impossibile evitarlo completamente, senza quindi posizionarli ed interpretarli in un più vasto quadro socio-politico. Come curatore, invece, la cosa più essenziale che vado cercando è la soggettività di un artista. Con Observation Society lavoriamo con artisti giovani ed emergenti. Si potrebbe dire che come ricercatore guardo al passato per meglio comprendere il “qui e ora”, e come curatore guardo al “qui e ora” per meglio comprendere il futuro. Entrambi i modi sono importanti per me.

ATP: Cosa c’è nel futuro di Observation Society? 

AY: Il nostro prossimo progetto sarà sul nuovo romanzo “The Curators” di Zhang Jiaping, un artista/scrittore che vive a Guangzhou. A fine Novembre avremo un nuovo progetto di Lee Kit, che è di Hong Kong e ora vive a Taipei.

(Intervista di Matteo Mottin)

observationsociety.com

Installation view,    The Museum Souvenirs,    Objects & Video,    2014,   courtesy observation society

Installation view, The Museum Souvenirs, Objects & Video, 2014, courtesy observation society

ATPdiary continues EXPANDED, the section dedicated to artists, galleries, museums and projects in the main art capitals of the world. Today is the turn of Guangzhou, in the South-Est of China.

Observation Society is an independent art space creatd in 2009 by researcher Anthony Yung, artists Cai Hui and Hu Xiangqian, and the merchant Lin Jingxin. It fosters a creative dialogue with the new generation of emerging artists in Hong Kong and in the Guangdong province, allowing them to show their works for the first time.

From the 2nd to the 30th of August Observation Society hosted Lo Lai Lai: Souvenirs and Gifts. We asked some questions to Anthony Yung to know  more about the show and about his curatorial practice.

ATP: The title of this exhibition is “Lo Lai Lai: Souvenirs and Gifts”. Why did you decide for this title? Which are the premises that informed the show? 

Anthony Yung: After graduating from art school, Lo Lai Lai has been working professionally as a travel journalist, and thus she had a different experience about traveling, seeing new things and visiting unknown places. She became more conscious of the subtle interactions between the experiences of touristy sites and the subjective world, which for her usually triggers a sense of dislocation and irony. The preposition of this exhibition is that how do we possibly handle the loneliness, while even the constant experiences of new places and things and the efforts to keep and rediscover personal history are all worthless? And such a preposition is being approached through a series of souvenirs and gifts, which Lai Lai sees as a strange category of things, given the observation that they are absurdly valueless both in terms of aesthetics and functionality.

ATP: I know your approach to the exhibition-making contemplates a very close and long “relationship” with the artists you work with. From this perspective, how was building this exhibition? 

AY: I tend to first look for the most unique theme of an artist, his or her ‘first principle’, before finding a method to reveal it by an exhibition project. Lai Lai and I started conceptualizing this project since 2010 — 4 years ago! I spent a lot of time discussing with her, and it took me a long time to really understand how she perceives and views the world, perhaps because of her life experience is special as she has seen so many places of the world as a travel journalist. Meanwhile, in these years, she did not work professionally as an artist. She did not really make works for exhibitions that she was also in a constant process of developing a practice, that we have come up with several proposals which we completely gave up. For Lai Lai and for all the other artists, I aim at making their OS projects a reference point of their practices that make us more clear about what we want to say and how to say it, an experiment that can be continued.

ATP: Can you tell me more about your practice? Do you think your approach is more informed by your cultural background or by your profession as researcher? 

AY: As researcher at Asia Art Archive, my responsibility is to build and enrich an archive that allows future study and research. I mainly work on materials and issues of recent history, but not directly on the here and now. In my research, rather than looking at personal artistic practices, I look at a phenomenon that is significant for understanding the entire historical picture, and I should not easily make personal judgements, although that is impossible to totally avoid, without necessarily placing and interpreting them in a bigger socio-political picture. As curator, on the contrary, the most essential thing that I look at is an artist’s subjectivity. At OS, we work with younger, emerging artists. You may say that as a researcher I look at the past to better understand here and now, and as a curator I look at the here and now to better understand the future. Both are important for me.

ATP: What’s in the future of Observation Society? 

AY: Our next project is around a new novel ‘The Curators’ by Zhang Jiaping, an artist/novelist based in Guangzhou. In late November we will bring a new project by Lee Kit, who is from Hong Kong and now based in Taipei.

(Interview by Matteo Mottin)

observationsociety.com

Details of Let’s the snow float down,   courtesy observation society

Details of Let’s the snow float down, courtesy observation society

Video still from Time Flies,   courtesy observation society

Video still from Time Flies, courtesy observation society

Installation view,    Let’s the snow float down,    Objects,    2014,   courtesy observation society

Installation view, Let’s the snow float down, Objects, 2014, courtesy observation society