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Per la settima edizione di Enelcontemporanea, inaugura mercoledì 4 dicembre, al MACRO, la grande scultura tessile Harmonic Motion / Rete di draghi dell’artista giapponese Toshiko Horiuchi MacAdam. A ritroso nel tempo, il gioco come taglio esperienziale e chiave concettuale, ha preso sempre più piede nei progetti promossi da Enelcontemporanea. Basti pensare alla foresta intricata della grande installazione dei fratelli Mike+Doug Starn, Big Bambù (2012), ma anche al progetto di Carsten Holler ‘Double Carousel with Zöllner Stripes’ (2011), con le due lentissime giostre. Come scordare ‘Are you really sure that a floor can’t also be a ceiling?’, la casa per le farfalle (modello architettonico di Mies van der Rohe) del duo artistico Bik Van der Pol (2010). Non posso non citare (amo i gatti) il progetto di  assume vivid astro focus (2008)  fra le rovine di Largo Argentina a Roma (il gattile a cielo aperto più grande della città)… ma anche la fontana d’acqua interattiva del danese Jeppe Hein nel quartiere della Garbatella e la suggestiva eclissi lunare dell’inglese Angela Bulloch sopra l’Ara Pacis. Meno giocose ma sicuramente suggestive le opere di  Doug Aitken, Frontier (2009),   Patrick Tuttofuoco a Piazza del Popolo  e la stanza specchiante, Deep Garden (2008), degli A12 davanti i Giardini a Venezia.

Per questa settima edizione è stata invitata  Toshiko Horiuchi MacAdam, che ha trasformato la grande Hall del Museo in un playground colorato, intrecciando arte e gioco, tradizione e modernità, colori e movimento. Per l’opening si consiglia un abbigliamento confortevole. Questo suggerimento invita a compiere imprevedibili azioni collettive 🙂

Interamente realizzata e intrecciata a mano l’opera – dal sapore tradizionale che rievoca l’antica lavorazione all’uncinetto abbinata a forme contemporanee dai molteplici colori – farà da fil rouge tra l’edificio storico e l’area museale progettata dall’architetto francese Odile Decq.

Toshiko Horiuchi MacAdam,   Rainbow Nest,   Takino Suzuran National Park,   Hokkaido,   Japan (installed 2000) by Toshiko Horiuchi MacAdam with Interplay Design & Manufacturing,   Inc. Photo Masaki Koizumi

Toshiko Horiuchi MacAdam, Rainbow Nest, Takino Suzuran National Park, Hokkaido, Japan (installed 2000) by Toshiko Horiuchi MacAdam with Interplay Design & Manufacturing, Inc. Photo Masaki Koizumi

Segue un testo del curatore Francesco Bonami

Può l’arte rimanere spazio sacro e intellettuale e al tempo stesso diventare gioco, esperienza, sensazione, realtà, vita? L’artista giapponese Toshiko Horiuchi, cresciuta in un paese devastato e traumatizzato dalla tragica esperienza atomica, pensa che la risposta sia senza alcun dubbio positiva. Tutto lo sviluppo della sua attività artistica si muove in questa direzione. Le sue grandi ragnatele, visivamente eccitanti ma apparentemente essenziali, sono il frutto di un lento e meticoloso lavoro manuale dove il gesto quotidiano dell’uncinetto, che intreccia il tessuto, si trasforma in uno spazio architettonico. Spazio capace di accogliere l’energia di movimenti molto più spettacolari dell’intimo lavoro a maglia che l’artista porta avanti con religiosa pazienza. Aver scelto lei per l’edizione di Enel Contemporanea 2013 è il risultato di una riflessione profonda sulla relazione che esiste fra l’energia e lo spazio intimo e personale degli individui. La complessità della produzione energetica è tutta focalizzata nel trasformarsi in uno strumento d’intimità personale. Il lavoro di Toshiko Horiuchi è lo specchio del lavoro di un’azienda impegnata a creare energia.

Un lavoro organico che si basa sulla crescita più che sulla creazione improvvisa. Le sue reti sono spazi che celebrano la convivialità e il divertimento, il gioco e la possibilità di rilassarsi e riflettere. Ogni punto è connesso all’altro. In un certo senso questo lavoro è il logico proseguimento di Big Bambù. Anche qui ogni punto è funzionale a quello che lo segue, ogni gesto produce una catena di movimenti che motivano tutta l’opera. Questa idea che ognuno di noi sia connesso con il resto del pianeta è presente nella filosofia artistica di Toshiko Horiuchi. Avere scelto la maglia come strumento per creare una scultura, significa avere scelto come metodo di lavoro non il singolo gesto ma la ripetizione del gesto che solo susseguendosi è capace di creare la dimensione e lo spazio dell’opera. L’opera di Toshiko Horiuchi non è una questione di coordinamento o organizzazione ma di motivazione, ovvero la sua arte nasce attraverso il movimento che produce un altro movimento. L’interesse dell’artista per la natura di un materiale come il tessuto e la sua trama nasce dalle radici della propria cultura, in cui il rapporto con il corpo e con il tatto sono fondamentali forse più che l’immediato aspetto visivo.

Toshiko Horiuchi è interessata all’interazione fra corpo umano e spazio, fra corpo e materiale. Il tessuto è visto come seconda pelle che ci protegge ma anche ci nasconde. Cosi le sue grandi sculture che sono poi più luoghi che oggetti, offrono a chi le utilizza questa doppia possibilità: nascondersi o proteggersi. L’arte deve accogliere e ospitare sia fisicamente sia spiritualmente. Usare l’arte di Toshiko Horiuchi significa condividerne anche la natura profondamente spirituale e rassicurante. Toshiko Horiuchi trasforma lo spettatore in un collaboratore, che con la sua presenza mette in movimento lo spazio dell’opera rendendolo da passivo attivo. Lo spettatore contribuisce così alla vita dell’arte, aggiungendo la propria energia a quella creativa messa in moto dall’artista.

Enel Contemporanea, anno dopo anno, ha portato avanti non tanto un programma artistico ma una ricerca all’interno delle motivazioni che mettono in movimento l’arte. Enel Contemporanea ha voluto dimostrare che l’arte può essere un elemento capace di innescare un cambiamento all’interno della società e dei suoi spazi urbani. L’arte cambia il modo con il quale ci rapportiamo al mondo. Questo è ciò che ha interessato, e continua a interessare il progetto Enel Contemporanea, che con la presentazione dell’opera di Toshiko Horiuchi raggiunge uno dei più stimolanti e poetici momenti di esperienza collettiva e al tempo stesso estremamente intima e personale. Nel sottolineare il mondo nel suo insieme e il suo rapporto con la dimensione individuale della persona, Enel Contemporanea e Toshiko Horiuchi convergono verso una stessa visione nella quale lo sforzo di un’azienda, fatta di tantissime e diverse persone,   trova completamento nello sforzo unico di un’artista che ha come obiettivo quello di offrire a più persone possibili la possibilità di fare esperienza dell’arte, trovando al tempo stesso un momento gioioso e dinamico di contatto.

Francesco Bonami,  Direttore Artistico Enel Contemporanea

Toshiko Horiuchi MacAdam,   Harmonic Motion - Rete di draghi,   EnelContemporanea,   Macro,   Roma 2013

Toshiko Horiuchi MacAdam, Harmonic Motion – Rete di draghi, EnelContemporanea, Macro, Roma 2013

Toshiko Horiuchi MacAdam,   dall'alto Harmonic Motion,   Macro,   2013,   Roma rendering

Toshiko Horiuchi MacAdam, dall’alto Harmonic Motion, Macro, 2013, Roma rendering

The artwork appears as a big and colourful suspended and interactive playground, made and plaited entirely by hand, combining ropes of different colours in contemporary forms with a traditional flavour recalling antique lace work.

A playful installation, a textile sculpture, a work of art to be discovered and experienced so as to actively involve the public, inviting them to become part of the installation, completing it and “lightening” the artwork through movement and discovery energy. The artwork can be experienced by a public of all ages, adults and children, with a particular focus on the youngest, as the artist, both in her previous works and in conceiving this one, has always dedicated a special attention to stimulate their educational experience.

Harmonic Motion is thus simultaneously a work of art, aerial sculpture, playground, colourful installation in which visitors can go into, climb, jump, move from one level to another, swing, and roll around thanks to energy waves created through the public’s movements on the tense woven net-surface.

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Toshiko Horiuchi MacAdam

Toshiko Horiuchi MacAdam attended Cranbrook Academy of Art after completing undergraduate studies in fine art in her native Japan. Her first job after graduating was as a house designer for one of New York’s most prestigious interior textile firms. She is currently regular part-time faculty in textiles at NSCAD University. She has taught at Columbia University Teachers College, Haystack Mountain School, the University of Georgia, Bunka Institute (Tokyo) and the Kyoto Junior College of Art.  She conducted a lecture tour of Australia sponsored by the Australian embassy, Tokyo, and was invited to the Hawaiian Craftsman 25th Anniversary as guest artist and workshop leader. She has juried international textile competitions and published a two-volume reference work on textile structures entitled from a line. She also published a handbook on embroidery techniques as well as a series of 16 detailed articles on traditional Japanese textiles/craftemen forSenshoku no bi, a journal on textiles.

During the past 40 years she has exhibited work in museums and galleries in the U.S., Europe, Japan, and Southeast Asia. She has executed designs for the stage, and worked as consultant for public parks in Okinawa, central Japan, and Malaysia. Her Atmosphere of the Floating Cube, a knitted sculptural work, is in the collection of the Kyoto National Museum of Modern Art. It is currently on exhibit at the Fukuoka Prefectural Museum of Art in a show highlighting major Japanese textile artists of the 20th century. A large stage curtain entitled Luminous was commissioned for Nonoichi City Culture Center’s main hall. Her first large playspace for children was at Okinawa Memorial National Park, followed by a commission for Hakone Open Air Museum.

In 1990 she and her husband, Charles MacAdam established Interplay Design & Manufacturing, Inc, to develop and promote these textile play sculptures on a wider basis.  They have created “public art for kids” in national, prefectural and municipal parks in Japan as well as at Singapore Zoological Gardens, Moon River Art Park (Shanghai), and Gana Art Gallery’s JangHeung Art Park near Seoul.

Her works have been featured in many publications and books published in Europe, as well in the U.S., Japan, Canada and elsewhere. Among them:Design for Fun: Playgrounds and Great Kids Spaces, both on inventive children’s playspaces.

They recently completed an outdoor piece for an elementary school in central Tokyo and a project for a municipal park in Zaragoza, Spain, which has been certified by an internationally recognized testing agency for compliance with European safety norms. They are currently developing projects in Canada and the U.S, besides Rome.