Doppia personale da Raffaella Cortese : Roni Horn e Miroslaw Balka. Gespräche über persönliche Themen

Da Raffella Cortese è in corso fino al 2 Febbraio una bella mostra di respiro internazionale. Roni Horn e Miroslaw Balka fanno dialogare – stando al titolo – “temi personali”. Espressione, quest’ultima, un po’ troppo generica e forse anche non idonea a una traduzione letterale, con quella preposizione tedesca – über – che indica diverse sfumature di senso. Ma ciò che si intende evocare è, in ogni caso, un filone tematico caro a entrambi gli artisti: la dispersione identitaria e il ruolo della memoria, la relazione con il tempo e l’incertezza del divenire.

Penso alla natura androgina della Horn e ai suoi primi scatti: basta una manciata di minuti e quello sguardo è già impresso nella mente. Il volto di Margaret, nella serie Untitled From You are the Weather di Roni Horn, assume subito una forte connotazione paesaggistica, vivo più che mai anche nei colori del bianco e nero.

La sua visione si fa quasi intimistica; non serve pronunciare tante parole: basta solo osservare l’immagine che si mostra per ciò che è. Tutto è lì, leggibile sulla superficie. Queste immagini pretendono silenzio, suscitano calma, ispirano alla contemplazione per le lievi variabili atmosferiche, per le alterazioni appena svelate del viso che muta appena nelle sue mutazioni cromatiche.

Quelle fotografie obbligano il nostro occhio a un continuo scrutamento; l’atto è talmente tangibile che, per inverso, diventa quasi visionario. La Horn lavora sulla serialità per parlare di identità mutevoli, di cambiamenti emotivi, di movimenti ciclici mai – però – uguali a se stessi, o forse sì, come in Double Mobius. Questa esile scultura prende il nome dall’omonima figura geometrica che sembra solo apparentemente avere due facce, giocando in realtà con l’illusione ottica del colore dorato, in equilibrio tra una dimensione intima chiusa e una più ampia parvenza di eterno infinito. Anche la sfera nera in solido di rame incorpora questa ambivalenza nella sua struttura formale: Black Asphere, legata alla sua produzione post-minimalista, è in verità una non-sfera, solo lievemente schiacciata.

Poi, quasi da contraccolpo integrante, compaiono le sculture di Balka. Le loro dimensioni rimandano direttamente al volume del corpo dell’artista e nello specifico alla sua altezza. Ma qui il richiamo ai parametri fisici della persona aspira a quella replica nostalgica di corporeità che finisce per svelarne l’assenza stessa, essendo questa fisicità corrotta dagli evidenti richiami alla storia nazista.

In 2x(250x200x100cm) l’identificazione è chiara: i pomelli della nazionalsocialista Irma Grese sono volutamente rossi dalla vergogna. La sua figura statica, ritagliata su una fotografia  – come un frammento –  assume un senso solo se osservata dietro un supporto strutturale di pannelli alti due metri che sembrano nasconderla, per poi rivelarla, prendendosene gioco, in una sorta di rivincita dello spettatore. Gioco di sguardi e rimandi visivi, in una narrazione che va ben oltre quell’ über di temi personali prima accennato.

Miroslaw Balka – Roni Horn Courtesy Galleria Raffaella Cortese, Milano

Raffaella Cortese is proud to present a double solo show by Miroslaw Balka and Roni Horn, which will occupy simultaneously the gallery spaces in Via Stradella #1 and Via Stradella #7. This is a new chapter in the series of two-solo artist shows that the gallery has began to experiment with last season showing Daria Martin with Anna Halprin and Michael Fliri with Asta Gröting.

The German title for the show is a hard translator’s game. The idea is that of a “dialogue between privately situated topics”. This evokes the themes of identity and of memory which both artists have consistently invested in giving birth each to a hard-hitting, essential body of work, able, at once, to generate intense and penetrating poetry.

Roni Horn will present two sculptures: the first is titled Black Asphere (1988/2006) and it is typical of her post-minimalist production. The second, Double Moebius (2009), is titled after the namesake geometrical strip having one face only but appearing as possessing two. The optical illusion that originates gives this sculpture an impression of intimacy yet of eternity. There will be also several photographic sets taken from the artist’s series Untitled (Weather) (2011) that show a character’s facial expressions varying according to climatic conditions.

Miroslaw Balka will show two new sculptures that are cast out authentic wuthering drama that characterizes his research. 2x(250x200x100cm) references the Nazi past as it appears in the picture of Irma Grese, sharply and frontally outlined against what one may interpret as history itself. There will be also works by Balka that function as mementos for people’s inner phobias and obsessions as, for instance, 50x50x91. In accordance, the series of lithographs titled A Crossroad in A. shows landscapes of the Auschwitz concentration camp modified by the artist – a glacially intense work that well suits the photographic shots of people and landscapes by Roni Horn.