Miliani Jacopo - Do you believe in mirages?,   A+MBookstore 2012

Miliani Jacopo – Do you believe in mirages?, A+MBookstore 2012

Alcune domande a Jacopo Miliani in occasione della presentazione del suo libro “Do you believe in mirages?” ( A+MBookstore 2012, 192 p., ill., rilegato)

Il libro raccogli i testi di Rosie Cooper & Ariella Yedgar, Lucia Giardino, Kaya Özkaracalar & Nazli Gürlek, Timothy Hull & TM Davy, Sara Martin, Jacopo Miliani, Maurizio Nannucci, Francesco Pedraglio, Alessandra Sandrolini, Samon Takahashi, Pier Luigi Tazzi. Con la partecipazione di Giuliano Scabia.

Presentazione Mercoledì 3 Aprile, ore 19:30 al  Museo Pecci Milano – Ripa di Porta Ticinese, 113 – Milano

ATP: ‘Credi nei miracoli?’ Perchè poni la domanda, ‘Do you believe in mirages’? 

Jacopo Miliani: In realtà questa domanda parte proprio dalla sostituzione di ‘miracolo’ con ‘miraggio’. Il miraggio è una visione di un’immagine che non c’è, ma in realtà è anche un fenomeno fisico dato dalla rifrazione della luce. Quello che mi interessa è anche il significato allargato – nell’immaginario comune o individuale – di questa visione/non visione e qui le due parole (miracolo-miraggio) trovano una certa associazione. L’azione di credere o meno a un miraggio-miracolo è poi una scelta personale, che rivolgo allo spettatore (e al lettore) e si allarga facilmente verso le definizioni di rappresentazione e realtà. ‘Do you believe in mirages?’ è anche il titolo della mia mostra personale a Ex3 a Firenze in occasione del Premio Toscana Contemporanea nel 2012. Il libro è parte integrante del progetto della mostra. Mi fa sorridere e mi fa anche piacere che nella tua domanda la sostituzione delle due parole sia avvenuta spontaneamente; forse possiamo parlare di un miraggio anche questa volta, non trovi?

ATP: Il libro è diviso in due parti: la prima documenta il progetto performativo e installativo che hai realizzato a Firenze, la seconda è un viaggio nella tua mente. MI racconti brevemente queste due parti?

JM: Il libro, che è stato interamente da me concepito, ha una struttura sia grafica che contenutistica che a mio avviso si avvicina molto al concetto di ‘performance’. Questo avviene perché il libro implica delle azioni, sia fisiche che mentali, da parte di chi vuole fruirne una possibile lettura. Una volta aperto, il contenuto del libro si compone di varie narrazioni aperte: sia nel lato che mostra molti aspetti backstage del progetto di Firenze, dove l’idea di miraggio si avvicina alla finzione teatrale; sia nella parte ipertestuale dove citazioni di altri libri, film, opere teatrali e lavori di arte contemporanea si frappongono a immagini della mia produzione artistica. Si tratta non proprio di un’appropriazione di altri contenuti, ma di giochi e possibili infinite letture che avvengono costantemente nel mio lavoro, attraverso il quale cerco di mettere in discussione il concetto di rappresentazione del reale.

ATP: Perchè dovremmo comprare questo libro?

JM: All’interno del libro non ci sono delle vere spiegazioni o dichiarazioni di intenti, anche se tutto il materiale da me selezionato è per me una scelta di responsabilità verso le immagini con cui lavoro. Mi piacerebbe che il libro fosse un punto di partenza per il lettore-spettatore per una propria narrazione personale, o infiniti sguardi e punti di vista.

Miliani Jacopo - Do you believe in mirages?,   A+MBookstore 2012

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