Giulio Saverio Rossi,   Il ponte ermeneutico,   2014

Giulio Saverio Rossi, Il ponte ermeneutico, 2014

In occasione della Seconda Edizione di “Invasioni” – Castello Malaspina, Massa / Ex Ospedale di Grazzano, Carrara /  Museo della Resistenza, Fosdinovo – il 28 e il 29 Giugno verrano presentati i progetti degli artisti Diego Cibelli, Ryts Monet e Cosimo Veneziano.

L’edizione di quest’anno ha come sottotitolo “ Dispositivi Inattuali” ed è curata da Julia Draganovic e Pietro Gaglianò, che hanno selezionato i tre artisti under 35 per farli intervenire, insieme ad associazioni culturali del posto, su particolari luoghi della provincia di Massa Carrara.

Alcune domande a Pietro Gaglianò.

ATP: Potresti spiegarmi il titolo della mostra? A quali “dispositivi inattuali” vi riferite?

Pietro Gaglianò: “Dispositivi inattuali” è il titolo di un progetto (realizzato dalla Provincia di Massa nel quadro di attività della Regione Toscana “Toscanaincontemporanea”) che si distende su un territorio molto ampio e stratificato, un’area di confine tra regioni culturali diverse e dotato di fortissime connotazioni che legano i suoi abitanti a un sentimento identitario ma al tempo stesso gli permettono uno sguardo aperto e una insolita capacità di leggere le differenze. In questo contesto ci sono alcune emergenze storiche, come se fossero dei luoghi di agglutinazione di senso di appartenenza, che in modi diversi sono state trasformate dal passaggio del tempo: è cambiata la loro funzione, a volte la loro struttura, e in generale il modo in cui gli abitanti vi si rapportano. Continuano a essere dispositivi di riferimento, ma hanno subito uno slittamento, e questo cambiamento, questa specie di differenziale temporale costituisce una inesauribile fonte di ispirazione.

I tre “dispositivi”, che significativamente hanno assunto poi il nome di “stazioni” (terminali, ma anche luoghi di transito, di attraversamento) sono stati individuati dalle associazioni partner del progetto: CastelloInMovimento, Gruppo Eliogabalo, L’Ospite inatteso, Semicattivi, Studio47, Blitzart,  tutte attive in diversi ambiti della produzione culturale, tra Massa, Carrara, Fosdinovo.

ATP: Quali criteri avete seguito per la scelta degli artisti?

PG: È stato emesso un bando per artisti under 35 al quale hanno aderito oltre ottanta candidati, in larga parte con curriculum di ottimo livello. È stato davvero difficile fare la scelta. I criteri che abbiamo cercato di seguire si riferiscono variamente all’attitudine dei singoli autori, alla valutazione della loro capacità di dialogare (senza deviazioni didascaliche) con il territorio, con i suoi abitanti, e con le associazioni, che hanno realizzato un proprio progetto presso ogni stazione e la cui collaborazione è stata fondamentale per la messa in opera dei lavori degli artisti. Una doppia domanda che ci siamo fatti è stata: “quanto può essere utile questa esperienza agli artisti? E quanto può essere utile il loro passaggio al contesto che li accoglie?”.

ATP: In quali modi è avvenuto il confronto con il lavoro di Giulio Saverio Rossi?

PG: Da Giulio Saverio Rossi nasce l’idea dei dispositivi inattuali, e del ponte ermeneutico tra loro e il paesaggio sociale circostante. Rossi ha declinato il tema nella forma di un libro di artista, con testi e bellissime incisioni, che è esposto in tutte e tre le stazioni. Gli artisti in residenza hanno tutti costruito dei ponti, individuando alcune possibilità interpretative a volte sommerse, e sempre sorprendenti rispetto alla semplice superficie delle cose. Penso che il rapporto con il lavoro di Giulio Rossi sia leggibile più come un cammino su sentieri paralleli, una condivisione di sensibilità, di cui lui, che vive sul territorio, è stato una sorta di ago magnetico.

ATP: I tre artisti che avete selezionato, Diego Cibelli, Ryts Monet e Cosimo Veneziano, presentano i loro lavori in tre spazi dalla forte connotazione storica e antropologica. In che modo è avvenuta l’assegnazione dei vari luoghi agli artisti?

PG: Per una questione di equità i tre spazi sono stati assegnati… con un sorteggio! Anche se devo ammettere che la situazione che ne è venuta corrisponde in tutto all’idea che mi ero fatto.

ATP: Trovate ci sia un nesso, un collegamento tra i lavori realizzati dai tre artisti?

PG: Un tratto comune, oltre la traccia generale del progetto, c’è, ed è la loro capacità di andare oltre la griglia delle condizioni definite in partenza: il loro slancio verso prospettive insospettabili, che tengono assieme l’assunto dei dispositivi inattuali e delle stazioni assegnate ma proiettano l’uno e le altre in una cornice che ne ribalta la percezione, la arricchisce, e lascia stupefatti. Questa è anche l’unica aspettativa che mi permetto di nutrire quando lavoro con gli artisti.

Cosimo Veneziano, dagli spalti del castello Malaspina di Massa, ha individuato un altro relitto del tempo e della storia: l’edificio della Banca d’Italia, dismesso da anni e presente nello skyline cittadino come una malinconica promessa non mantenuta. A partire da questo contatto visivo, Veneziano ha messo in scena, nell’antica polveriera del castello, una semplice rappresentazione del passaggio del tempo sulle cose. Diego Cibelli ha sintetizzato il concetto di dispositivo inattuale trasferendolo sulla pratica della formazione, e ha realizzato un’autentica invasione coinvolgendo cinque studenti cinesi, iscritti all’Accademia di Belle Arti di Napoli, che hanno abitato il Museo della Resistenza e il castello di Fosdinovo impegnandosi in una pratica di traduzione grafica, tra resistenza e entropia. Ryts Monet ha lavorato a Carrara, in un ex Ospedale (ora convertito in spazio culturale) che si trova nel quartiere di Grazzano, tradizionalmente abitato dai cavatori. Da qui sono partite delle esplorazioni che lo hanno portato nelle cave di marmo, dove con il filtro di una leggenda giapponese l’artista ha immaginato un nuovo “pieno” per il “vuoto” dei carotaggi, fatto di luce improvvisa, come una memoria restituita.

(Intervista di Matteo Mottin)

Ryts Monet,   Kagura,   2014

Ryts Monet, Kagura, 2014

Cosimo Veneziano,   Crash,   2014

Cosimo Veneziano, Crash, 2014

Diego Cibelli,   La Nuova Alleanza,   documentazione,   2014

Diego Cibelli, La Nuova Alleanza, documentazione, 2014