Il secondo appuntamento del progetto ‘Effetto Venturi’ – organizzato da Peep-Hole al Museo del 900 – ha visto come protagonista Giuseppe Gabellone. Dopo Gianni Pettena, Giuseppe Gabellone è stato interrogato sul ‘sapere artistico’ e la sua trasmissibilità. Seguiranno Piero Golia e Maurizio Nannucci.

Sono arrivata al Museo del 900 e mi ha accolto un grande accumulo di stoffa in disordine. Colore, consistenza e confusione ad attendermi e sorprendermi. Lo spazio lungo e stretto che ha ospitato le due giornate  di workshop e il relativo risultato, è stato invaso da un’enorme e infinita bandiera colorata. Un tappeto, un lenzuolo, una grande tovaglia. Percorro i tanti metri che mi dividono dall’ingresso all’orchestra delle macchine da cucire, scorrendo un blu oltremare, un profondo bordeaux e un rosa antico.  Vedo Giuseppe Gabellone intento a stendere, con grande bracciate, una parte del tessuto. Tirare da una parte significa, spiegare dall’altra. Lunghe camminate, tanto rumore (mai come quello che ricordo della macchina da cucire di mia nonna, una vecchissima Necchi a pedale).

A fare da padrona, in tutti i sensi, la stoffa in questo workshop che, da come mi raccontano, si è rivelato sin da principio, predisposto al fare. I molti ragionamenti e proposte che hanno portato alla realizzazione di questa grande opera collettiva ‘senza un capo’ ma dalle mille code, sono iniziati infatti dall’elemento stoffa, scelto da Gabellone in quanto materiale che l’artista in questo momento sente particolarmente presente nella sua ricerca.

Un materiale che, una volta proposto ai ragazzi del workshop – scelti anche in base ad una particolare predisposizione al lavoro manuale – si è rivelato generoso e stimolante. Gabellone mi racconta che molta parte dei discorsi tra lui e i ragazzi verteva sulla semplificazione delle loro proposte. Per lo più ardite e molto complesse da realizzare, Giuseppe cercava più che un oggetto da realizzare, un progetto comune, un’opera la cui realizzazione e risultato coincidesse quasi interamente. L’opera infatti, cangiante e coinvolgente, divertente e umorale (il fiume di tessuto è partito allegro e vivace, per volgere al termine con colori cupi o slavati), si è fermata non per completezza, mancanza di spazio o esaurimento della materia prima, bensì perché era semplicemente esaurito il tempo. L’esperimento-esperienza è terminata nel tardo pomeriggio, tra rotoli di stoffa ancora intonsi, qualche dita dolorante e la soddisfazione d’aver prodotto un indefinito elemento combinatorio dove casualità e gestualità, condivisione e ragionamenti si sono intrecciati. Come la trame e l’ordito,   il fare e l’imparare a fare, il ragionamenti e le discussioni, si sono tessuti e cuciti assieme.

A macchine spente, il gruppo di ragazzi assieme a Giuseppe, si sono seduti a quadrato per piegare pazientemente gli oltre 100 metri di stoffe cucite diligentemente e in maniera metodica: a turno chi tagliava e chi cuciva, chi piegava e chi stendeva. In pochi minuti hanno visto scorrere tra le mani tutti i colori, i ragionamenti, la fatica e forse lo stupore di aver fatto una cosa così grande tutti assieme.

Nessuno vedrà mai il totale dispiegamento dei tanti pezzi di stoffa uniti assieme, ma tutti sapranno di averlo fatto.

Gli artisti che hanno partecipato al workshop: Riccardo Beretta, Barbara Boiocchi, Gianluca Concialdi, Claudio Corfone, Chiara Fusar Bassini, Michele Gabriele, Valentina Garbagnati, Adi Haxhiaj, Irina Kirchuk , Giusy La Licata, Elisa Maccioni, Jacopo Mazzetti, Rebecca Moccia, Max Mondini, Vincenzo Napolitano, Roberto Pesenti, Diego Petroso, Agne Raceviciute, Sara Ricciardi

Giuseppe Gabellone -Workshop - Effetto Venturi,   Museo del 900,   Peep-Hole 2013

Giuseppe Gabellone -Workshop – Effetto Venturi, Museo del 900, Peep-Hole 2013

Giuseppe Gabellone -Workshop - Effetto Venturi,   Museo del 900,   Peep-Hole 2013

Giuseppe Gabellone -Workshop – Effetto Venturi, Museo del 900, Peep-Hole 2013