CRYSTAL BARK,   Alessandro Castiglioni,   Enrico Boccioletti,   Jean Pol Fargeau,    Adam Cruces,   still from HD video,   2014. All images courtesy of the artists

CRYSTAL BARK, Alessandro Castiglioni, Enrico Boccioletti, Jean Pol Fargeau, Adam Cruces, still from HD video, 2014. All images courtesy of the artists

ATPdiary ha posto alcune domande a Francesca Mangion e Dustin Cauchi, curatori del progetto editoriale  Fenêtreproject.

ATP: Da quali esigenze e in che modo è nato Fenêtreproject? 

Francesca Mangion: Fenêtreproject nasce come un progetto di editoria indipendente, vale a dire una piccola casa editrice e studio di design legato a dei progetti stampati, situati in una via di mezzo tra libro d’essai e ‘artist book’. L’idea iniziale era quella di creare uno spazio non condizionato da esigenze commerciali – uno spazio che ci permetteva di rivalutare le possibilità e le limitazioni concettuali, estetiche e pratice di produzione e distribuzione di oggetti fisici. Dopo questa fase iniziale abbiamo sentito il bisogno di ripensare l’idea di editoria e curatela in relazione ad altre forme di produzione e distribuzione d’informazione. Per questo abbiamo scelto una piattaforma online. In questo spazio possiamo utilizzare le varie possibilità ibride e anche approcciare delle questioni di editoria in un spazio temporale che si differenzia completamente dallo spazio del libro (sia fisico che non).

ATP: In che modo si divide la vostra collaborazione? Come definireste il vostro approccio curatoriale?

Francesca: La nostra è una collaborazione molto fluida dove non ci sono ruoli fissi. In modo naturale io m’interesso più al lato teorico/critico del progetto mentre Dustin si occupa più del lato estetico e tecnico. Definirei il nostro approccio curatoriale come una via di mezzo tra una ‘curatorial’ , ‘editorial’ e ‘convening’ practice. È un approccio dinamico, mai distante dal lavoro o dal materiale scelto – un approccio quindi che mette in risalto il discorso sulla distanza curatoriale tramite una esplorazione diretta dello spazio tra curare e creare.

ATP: Potreste introdurci brevemente a “Crystal Bark”? 

Francesca: Crystal Bark è un lavoro che primariamente s’interessa ad una nuova vernacolare, per dire, un nuovo linguaggio costruito, manipolato, preso da altri sorsi e montato insieme. È un po’ questo che abbiamo provato a fare, mettere assieme questo “construct conscio” la qui chiave di lettura però è sempre un altro “construct”.

Dustin: Un “construct” flessibile e espansivo, che e molto interessante non per un abilita di generare forme di lettura multiple, ma perché diventa di per se rappresentativo di una condizione immobile. In questo fluirsi la lettura, l’informazione, il “content”, si trasforma in una sorta di fluidità progressiva.

ATP: Come avete strutturato la collaborazione con gli artisti? Avete proposto un tema su cui hanno lavorato singolarmente o c’è stata un’interazione?

Dustin: Per ‘Crystal Bark’ abbiamo scelto del materiale che già esisteva. Il materiale che gli artisti e i contributori ci hanno permesso di usare e poi stato rilavorato o riposizionato all’interno di un video.

ATP: In “Crystal Bark” si parla dei vari formati utilizzati e utilizzabili per contenere e veicolare informazioni. Come mai avete deciso di formalizzarne i contenuti in un video? Anche i prossimi progetti saranno dei video? 

Dustin: Il supporto video ci ha permesso di lavorare in una temporalità regolabile che lasciava spazio ad un intervento di tipo editoriale o curatoriale tramite il processo di montaggio. Il video ci ha pure permesso di lavorare con testo in una temporalità non statica e soprattutto di disseminare il lavoro in modo più pratico e accessibile. No, il prossimo progetto non sarà un video.

ATP: Potreste darci qualche anticipazione sui vostri prossimi progetti?

Francesca: Avvieremo il prossimo progetto a Marzo 2015. Sarà un progetto che proseguirà nella direzione già intrapresa da Crystal Bark. Dopo i primi quattro progetti-event ci sarà una mini retrospettiva in Italia ed una pubblicazione che marcherà un’altra fase del progetto. Nella pubblicazione ci interessa vedere come si potrebbe riformulare e trasferire il materiale acquisito, di nuovo in un formato stampato, quindi un rovesciamento del processo iniziale.

ATP: Recentemente avete partecipato a EXO EXO. In che modo si è svolto il vostro show? Che approccio avete scelto per presentare in maniera “fisica” questo progetto pensato per essere fruito su internet?

Dustin: Per lo show a EXO EXO abbiamo continuato a elaborare la posizione curatoriale che avevamo adottato nel video Crystal Bark. Cioè riorganizzare e sovrapporre del materiale a finche questo materiale si perde in un flusso di aggregazione. Abbiamo lavorato con materiali ‘anonimi’ che ci permettevano di riorganizzare e simultaneamente creare lo spazio in modo molto libero.

F: Si infatti, EXO EXO e un project space, quindi e stato un posto idoneo per la nostra ricerca che a tratti può essere effimera e molto aperta. Il primo impulso era di creare uno spazio che dava un contesto fisico al video, però a un certo punto il ‘framework’ e diventato uno spazio parallelo che si relazionava col video solo tramite una metodologia condivisa.

Intervista raccolta da Matteo Mottin

CRYSTAL BARK,   Alessandro Castiglioni,   Enrico Boccioletti,   Jean Pol Fargeau,   Adam Cruces,   still from HD video,   2014. All images courtesy of the artists

CRYSTAL BARK, Alessandro Castiglioni, Enrico Boccioletti, Jean Pol Fargeau, Adam Cruces, still from HD video, 2014. All images courtesy of the artists

CRYSTAL BARK,   Alessandro Castiglioni,   Enrico Boccioletti,   Jean Pol Fargeau,   Adam Cruces,   still from HD video,   2014. All images courtesy of the artists

CRYSTAL BARK, Alessandro Castiglioni, Enrico Boccioletti, Jean Pol Fargeau, Adam Cruces, still from HD video, 2014. All images courtesy of the artists

CRYSTAL BARK,   ‘installation view’,   curato da Francesca Mangion & Dustin Cauchi,   EXO EXO,   Parigi,   Dicembre 2014. All images courtesy of the artists

CRYSTAL BARK, ‘installation view’, curato da Francesca Mangion & Dustin Cauchi, EXO EXO, Parigi, Dicembre 2014. All images courtesy of the artists