Detto tra Noi - Progetto Audioguida Punta della Dogana,   Venezia 2014

Detto tra Noi – Progetto Audioguida Punta della Dogana, Venezia 2014

Prima Materia e Punta della Dogana sono state il punto di partenza per un progetto unico nel suo genere e altamente innovativo, la prima videoguida su tablet presente in un museo pensata interamente dai ragazzi per i ragazzi. Un percorso interattivo pieno di video, racconti, approfondimenti e divertimento per girare all’interno di una mostra in maniera differente, per rendere l’arte contemporanea a portata di tutti, pensata per i giovani e giovanissimi ma utilissima per chiunque voglia provare a guardare l’arte con uno sguardo differente. Marina Rotondo, responsabile della sezione didattica di Palazzo Grassi e Punta della Dogana, ci racconta com’è nata e si è sviluppata quest’avventura.

Intervista di Federica Tattoli

Federica Tattoli: Come è nata l’idea della vostra videoguida?

Marina Rotondo: La video guida è un progetto speciale di quest’anno scolastico 2013-2014 che rientra nell’ambito dell’offerta educativa di Palazzo Grassi e Punta della Dogana che da 5 anni ha dei servizi didattici che propongono alle scuole e alle famiglie attività e percorsi nelle mostre dei due musei. Ogni anno tentiamo di fare uno o due progetti speciali e questo è quello che abbiamo pensato per quest’anno. L’idea della video-guida è nata a seguito di una riflessione sul pubblico degli adolescenti. Si tratta di un pubblico molto difficile da raggiungere, normalmente nella fascia di età  dei teenagers l’idea di museo è associata all’idea di noia, ci siamo detti che sarebbe stato molto interessante ripensare radicalmente l’approccio che noi abbiamo a questa categoria di pubblico per cui la cosa più importante sembra essere la socialità, i social media, il rapporto con i loro pari più che quello con gli adulti. Gli adolescenti, nel momento in cui è un adulto che parla o le informazioni vengono veicolate dall’alto, smettono di essere attenti, automaticamente queste cose non interessano più. Abbiamo ragionato innanzitutto su un approccio peer to peer, abbiamo pensato di far arrivare le informazioni dai loro pari. Questa era la base di tutto il progetto, dopodiché è arrivato lo strumento. Inizialmente avevamo pensato ad un’audioguida ma, confrontandoci con i nostri fornitori digitali, abbiamo individuato nella videoguida lo strumento adatto. La guida è su tablet, uno device nuovo, diffusissimo, molto amato, ci sembrava quello giusto in modo tale che i contenuti potessero essere multimediali e moderatamente testuali. E’ molto coinvolgente tra video, audio, foto, e testi che però vengono anche letti da una voce.

FT: Come è stato relazionarsi con tutti questi ragazzi e con le scuole, come li avete scelti?

MR: Una volta messa a punto l’idea, lo sviluppo è stata una parte cruciale. Abbiamo proposto il progetto a tutte le scuole a cui ci rivolgiamo quindi Venezia ma non solo, le nostre offerte didattiche arrivano a più o meno tutto il Nord Italia e anche al Sud attraverso i nostri canali web etc. Certe classi hanno aderito, tutte tra Venezia e provincia, quindi abbiamo seguito una sorta di protocollo che abbiamo redatto. Tutto il lavoro è cominciato con una visita al museo da parte di ogni classe; a ognuna è stato assegnato un tutor, nello specifico un educatore museale. Il lavoro si apriva con una visita al museo e una serie di incontri, a Punta della Dogana o in classe, tra i ragazzi il tutor e gli insegnanti, in cui venivano elaborati e sviluppati i contenuti. Il rapporto è stato molto stretto e la relazione si è costruita in modo facile, loro già dalla prima visita hanno mostrato molto entusiasmo per questo progetto. Una volta arrivati a Punta della Dogana e abbastanza ignari di ciò che li aspettava, perché non abbiamo spiegato subito nei dettagli quello che avevamo pensato di proporgli, sono stati lasciati liberi per mezz’ora di visitare la mostra e osservare, poi ci siamo ritrovati e loro hanno segnalato che cosa li aveva incuriositi, cosa era piaciuto e cosa no, le domande che avevano. Già per la visita abbiamo individuato per ogni classe alcune sale su cui si sarebbe concentrata;  da lì in poi la visita è stata molto interlocutoria, noi abbiamo tentato in tutti i modi di far dire ai ragazzi le cose. L’obiettivo finale era farli sentire parte dello staff del museo dar loro importanza, stavano effettivamente lavorando a un prodotto che poi sarebbe stato offerto ad altri utenti. Hanno risposto immediatamente con entusiasmo e questo è stato da un lato sorprendente e dall’altro una conferma di ciò che speravamo.

FT: Ci saranno degli sviluppi ulteriori in questo progetto, sarà ripetuto con nuove scuole o per le mostre future?

MR: Uno sviluppo ci sarà sicuramente ma non sarà la replica di questo stesso lavoro. Per farlo è necessario innanzitutto, visto che tutto l’iter è durato 6 mesi, partire dalla visione delle opere e quindi i periodi delle mostre in corso devono conciliarsi con quelli dell’anno scolastico altrimenti non c’è più il tempo per fare il lavoro; bisognerebbe iniziare a settembre e da noi non è sempre possibile. Ci sarà uno sviluppo dello stesso concetto su altri piani.

Detto tra Noi - Progetto Audioguida Punta della Dogana,   Venezia 2014 - Sala Arte Povera

Detto tra Noi – Progetto Audioguida Punta della Dogana, Venezia 2014 – Sala Arte Povera

FT: E’ un mese e mezzo dal lancio del progetto, avete già avuto modo di raccogliere dei feedback, di che tipo?

MR: Valutiamo tutti i progetti e le attività che facciamo con una scheda di feedback che viene distribuita e poi raccolta dagli utenti. Al momento abbiamo avuto riscontri da tutti i ragazzi che hanno partecipato in quanto autori della video guida. Da fine maggio in avanti stiamo raccogliendo i feedback degli utenti che vengono a visitare e poi abbiamo anche quelli degli insegnanti ma li abbiamo chiesti per fine giugno quindi adesso ne abbiamo pochi. Io posso rispondere solo sui feedback degli autori della videoguida.

FT: Loro sono soddisfatti?

MR: Si molto… tutti i giudizi sul grado d’ interesse, sulla validità del progetto, sulle informazioni acquisite sono positivi; a noi quello che interessa è capire se con questo progetto la loro percezione del museo è cambiata. Questo era il nostro obiettivo, svincolare l’idea di museo dall’idea di noia e mi pare che ci siamo riusciti. L’atteggiamento dei ragazzi era molto familiare come se si sentissero a casa. Sapevano dove andare ed erano orgogliosi di mostrare queste cose. E’ stato inaspettato e anche molto bello.

FT: Trovo che sia un progetto meraviglioso e penso che sia molto interessante anche per degli adulti girare il museo con un supporto di questo genere. Riesce a fornire una  visione differente di una mostra, dare un punto di vista totalmente fresco, nuovo, privo di mille sovrastrutture che noi invece  abbiamo, evita ai non addetti ai lavori un certo tipo di timore che l’arte contemporanea genera, cosa ne pensa?

MR: Tutto il processo è stato molto divertente. Questo pericolo non c’è stato perché loro hanno questa sfrontatezza, l’incoscienza della loro età che forse dovremmo prendere ad esempio. Quando si lavorava con una classe si andava ad individuare i due o tre temi fondamentali dei lavori presenti nella sala ed era tutta molto naturale, semplicemente guardando senza andare a cercare conoscenze di storia dell’arte o di arte contemporanea. Individuavamo due o tre argomenti chiave delle opere e da lì si andava a inventarsi un approfondimento: il rumore della pioggia per esempio… anche cose molto semplici; l’idea del teschio nell’arte, magari in questo caso approfondimenti un po’ più seri con immagini dal medioevo ad Alexander McQueen. Contenuti in parte più evocativi e in parte più precisi.

FT: Le classi a quali fasce di età appartengono? Como sono distribuite?

MR: C’è una quarta Elementare, una terza Liceo Classico, un quarto anno di Istituto Turistico e le altre sono quattro terze medie. Si prende un po’ tutto l’arco della scuola. Il lavoro fatto, importante anche per gli adulti, è partito individuando i temi e poi andando a costruire; è stato un percorso a ritroso partendo dalle opere e arrivando poi all’idea. Mentre l’artista va dall’idea all’opera questo processo inverso con i ragazzi è stato molto semplice. In realtà è il processo che dovremmo fare sempre quando guardiamo un’opera.

FT: Avete avuto modo con alcuni degli artisti di comunicare il progetto, di mostrargli il risultato o non ancora?

MR: Non ancora. Veramente abbiamo idea di farlo con alcuni che sappiamo essere particolarmente interessati all’aspetto educativo… è una questione di tempo.

FT: Voi avete un’ottima attività culturale e didattica all’interno dei periodi delle mostre. Può darmi qualche esempio delle cose più interessanti che avete realizzato e se c’è già qualche nuovo progetto in programma nel breve periodo?

MR: L’attività didattica è continua, in realtà non è legata solamente alle mostre. Tra i progetti fatti abbiamo avuto una collaborazione con la Tate. Un progetto che si svolgeva essenzialmente on-line ma poi aveva anche un momento di incontro fisico in cui gli operatori della Tate sono venuti a Venezia per due anni di seguito per dei workshop di massa con molte classi.. si chiamava Turbine Generation e si è chiuso l’anno scorso. Molto bello. Poi abbiamo un progetto sull’accessibilità che si rivolge ai non udenti e non vedenti sull’accessibilità in senso reale. Quello rivolto ai ciechi lo stiamo terminando adesso e prevede una serie di supporti tattili nella visita a Punta della Dogana; è molto complesso ed è da due anni che ci stiamo lavorando. Quello dei non udenti sono due anni che è partito e prevede degli interpreti in lingua dei segni per tutte le attività didattiche che abbiamo. Tutta questa attività sui non udenti è culminata in una performance che abbiamo avuto qui con l’ENS di Mestre. L’ENS è l’Ente Nazionale Sordi un’istituzione molto ramificata in tutta Italia. Abbiamo sviluppato un progetto per cui persone non udenti e operatori del linguaggio dei segni sono venute al museo e hanno fatto una sorta di performance ideata da un’artista, Anna Ramasco, qui nell’atrio di Palazzo Grassi. L’idea era quella di interagire con i visitatori non udenti ed è stato bellissimo. Questo è stato il coronamento di un lavoro sui sordi perché l’idea dei progetti legati all’accessibilità è l’inclusione: non quella di fare cose specifiche per i disabili sensoriali ma permettere che loro possano accedere alle attività “normali” per tutti. L’offerta di base con i laboratori per i bambini e le famiglie ogni museo la deve avere, l’offerta è anche altro però. In realtà queste cose più particolari sono più stimolanti. Poi la nostra scelta è, progetti molto approfonditi, molto mirati, speciali che vanno a beneficio di un numero anche limitato di partecipanti, però io credo che l’impatto sia fortissimo. E’ molto più significativo intervenire su un numero limitato in modo più profondo che avere migliaia di ragazzi raggiunti con una cosa che entra da una parte e esce dall’altra. Questa è una linea che Pinault stesso ci suggerisce.

FT: L’interazione con il direttore e con la linea curatoriale dei due musei, come avviene?

MR: I servizi didattici sono legati principalmente al direttore del museo non tanto ai curatori delle mostre con cui c’è un rapporto iniziale per preparare il lavoro didattico. Una volta fatta questa formazione, questo scambio, noi siamo comunque pochi quindi c’è continuo dialogo. Rispetto al curatore c’è uno scambio iniziale di una preparazione intorno alla mostra che avviene in modo naturale. Dopo, il rapporto vero dei servizi didattici, è con il direttore che segue ogni evoluzione e la programmazione iniziale. Martin Bethenodha una visione internazionale che è fondamentale, ha un’apertura su quello che fanno gli altri all’estero che rappresenta un punto molto importante e questa idea della massima qualità anche a discapito dell’ampissima diffusione è una linea che viene da lui.

Detto tra Noi - Progetto Audioguida Punta della Dogana,   Venezia 2014  - Riprese

Detto tra Noi – Progetto Audioguida Punta della Dogana, Venezia 2014 – Riprese

Detto tra Noi - Progetto Audioguida Punta della Dogana,   Venezia 2014

Detto tra Noi – Progetto Audioguida Punta della Dogana, Venezia 2014

Detto tra Noi - Progetto Audioguida Punta della Dogana,   Venezia 2014  - Sala Foulkes

Detto tra Noi – Progetto Audioguida Punta della Dogana, Venezia 2014 – Sala Foulkes