Artisti - Demanio Marittimo Km 278

Artisti – Demanio Marittimo Km 278

La notte del 18 luglio sul litorale marchigiano, precisamente al km 278 a Marzocca di Senigallia, si sono riuniti artisti, architetti, blogger, chef affermati e future stelle del mondo food, per intraprendere un viaggio che unisce le sponde opposte del Mare Adriatico e rimbomba nell’etere e nella rete.

Uno dei molteplici eventi accaduti durante quella notte ha il titolo di ” mutatosi in una pioggia d’oro: Painting as Performance“, e ha visto protagonisti sei giovani pittori provenienti dalle due sponde dell’Adriatico – Paola Angelini (San Benedetto del Tronto, 1983), Thomas Braida (Gorizia, 1982), Lorenzo Morri (Jesi, 1989), Barbara Prenka (Gjakova, 1990), Sulltane Tusha (Durazzo, 1988), Nežka Zamar (Šempeter pri Gorici, 1990) – che dalle sei di sera alle sei del mattino seguente hanno dipinto sulla spiaggia davanti allo sguardo di centinaia di occhi curiosi. Andrea Bruciati, curatore insieme a white fish tank di questo suggestivo progetto, ci ha spiegato come ha preso vita e alcuni dei partecipanti hanno condiviso le loro sensazioni a caldo.

Federica Tattoli ha incontrato Andrea Bruciati 

ATP: “mutatosi in una pioggia d’oro: Painting as Performance”, questo il titolo dell’azione pittorica svoltasi sulla spiaggia di Marzocca di Senigallia. puoi dirmi di più in merito al titolo?

Andrea Bruciati: Volevo dare immagine alla creazione di una forma con il gesto fecondante della pittura. Come in Ovidio mi piaceva che l’atto performativo fosse anche metamorfico e pertanto allo sviluppo del quadro facesse riscontro la vita consumata, masticata del pittore al cospetto della tela.

ATP: Com’è nato il progetto?

AB: Nasce dalla volontà di esplicitare la pratica pittorica quale azione drenante e creatrice, al centro di una performance aperta ad un pubblico eterogeneo. Il Demanio Marittimo voleva un punto di attenzione inconsueto sulle arti visive, che fosse attrattivo ed innovativo nelle modalità e ho coinvolto sei artisti di talento del bacino adriatico.

ATP: Puoi descrivermi in poche parole la poetica di ognuno dei giovani pittori che hai scelto?

AB: Sebbene molto giovani, ognuno di loro ha una storia. Li ho selezionati perché nella loro pratica pittorica, vicina ad una concentrazione inusuale, vi è anche una grande energia  estroflessa che si esplica in una grande generosità sul campo. La loro pittura l’ho intesa come carne, dimensione di indistinzione e co-appartenenza. Il pittore che si racconta per 12 ore è una sorta di artigiano dell’Essere, che rimette in discussione i pregiudizi sul soggetto vedente e l’oggetto veduto, affinché si possa cercare nei quadri stessi una filosofia figurata della visione, e quasi la sua iconografia.

ATP: I lavori creati nel corso della notte saranno poi esposti da qualche parte?

AB: Rimarranno in deposito presso l’azienda Gagliardini, che ha supportato attivamente Demanio Marittimo, e sono disponibili come corpo unico per eventuali iniziative espositive.

ATP: Sei soddisfatto di come si è svolta la performance pittorica? Ci sono state reazioni inaspettate da parte del pubblico?

AB: Come ripetevo la sera stessa, sono estremamente soddisfatto perché l’intero progetto ha funzionato sia come prova per gli artisti che per il pubblico che è stato ricettivo ed aperto. Vi era un rispetto verso i pittori e un’attenzione verso le opere al di là di ogni mia aspettativa: silenzio o si discuteva a bassa voce dei quadri, cosa che non accade mai nei vernissage.

Forse c’è davvero una fame di arte condivisa, e la pittura detiene tutt’ora un potere epifanico inespresso, al di là di ogni rosea previsione.

Artisti - Demanio Marittimo Km 278

Artisti – Demanio Marittimo Km 278

mutatosi in una pioggia d'oro  - Painting as Performance,   Demanio Marittimo KM-278 Senigallia 2014

mutatosi in una pioggia d’oro – Painting as Performance, Demanio Marittimo KM-278 Senigallia 2014

Federica Tattoku incontra Thomas Braida, Lorenzo Morri, Sultane Tusha e Netzka Zamar, quattro dei giovani artisti partecipanti, condividono brevemente le loro sensazioni.

Come hai vissuto il fatto di compiere l’atto intimo del dipingere di fronte ad un pubblico eterogeneo?

THOMAS BRAIDA: Bene, è come fare il bagno nudi, imbarazzante ma non è che ti dimentichi come si nuota.

LORENZO MORRI: La situazione per me era al limite dell’assurdo, e visto la mia difficoltà nella prestazione, ho cercato di porre la gente presente nella mia stessa condizione utilizzando dei colori leggermente diversi per comporre l’immagine sulla tela.

SULTANE TUSHA: E’ stato interessante e un po’ imbarazzante all’inizio, ma sono abituata a lavorare con altri artisti perciò mi sono concentrata sul lavoro e non ho più pensato al resto.

NETZKA ZAMAR: Il palcoscenico e il pubblico sono due soggetti con i quali non ho mai stretto amicizia. Nel momento dato però li ho accettati e considerati un contributo alla crescita artistica. Ho trovato interessante l’immediata comunicazione di un qualcosa di intimo.

Avete dipinto all’aperto ma non si trattava di classica pittura en plein air, quali i soggetti dei lavori che avete creato?

TB: Ho preso una storia dalla mitologia greca, che mi piaceva provare.

LM: Ho preferito riportare la statuetta della Madonnina attraverso due colori.

ST: Mi interessa il modo in cui il triangolo si dispone nello spazio, e il diverso punto di vista che si ottiene cambiandone la direzione. A parte i suoi mille significati, volevo che tutti questi elementi insieme nelle loro diverse direzioni creassero e dessero l’idea di qualcosa di protettivo, come uno scudo o un guscio.

NZ: E’ stato un confronto tra quello che portiamo con noi stessi da un po’ di tempo e quello che ci ha regalato il posto nel momento dell’arrivo. Un puzzle tra un qualcosa di simbolico e lontano e qualcosa simile ad un’impressione di ciò che avevamo davanti.

C’è stata un’interazione con i presenti, di che tipo?

TB: Si, un po’, solo un vecchietto ha capito cosa stavo facendo, il ratto d’Europa.

LM: Credevano che la mia tela fosse a disposizione loro. Mi piaceva ascoltare i loro suggerimenti e osservazioni.

ST: Qualcuno chiedeva che tipo di colori usavo e i bambini facevano dei commenti divertenti. Stranamente tutti molto garbati e attenti a non disturbare.

NZ: Tanti sguardi che seguono il pennello; non sembra un’interazione nel vero senso della parola; ma e’ stata suggestiva per lo sviluppo del lavoro.

Interviste raccolte da Federica Tattoli

mutatosi in una pioggia d'oro  - Painting as Performance,   Demanio Marittimo KM-278 Senigallia 2014

mutatosi in una pioggia d’oro – Painting as Performance, Demanio Marittimo KM-278 Senigallia 2014

mutatosi in  una pioggia d'oro: Painting as Performance,   Demanio Marittimo KM-278 Senigallia 2014 - Foto: Maurizio Morici

mutatosi in una pioggia d’oro: Painting as Performance, Demanio Marittimo KM-278 Senigallia 2014 – Foto: Maurizio Morici