Piccolo Cinema - Gianluca e Massimiliano De Serio,   Falchera,   Torino

Piccolo Cinema – Gianluca e Massimiliano De Serio, Falchera, Torino

Registi e artisti, Gianluca e Massimiliano De Serio, da due anni hanno aperto a Torino nel quartiere periferico la Falchera, Il Piccolo Cinema: una realtà associativa in cui periodicamente (ogni martedì) vengono proiettati film, organizzati laboratori e conferenze che al centro pongono il cinema, la sua capacità di unire le persone, capire il mondo e aprire nuovi orizzonti interpretativi. Qui è nato il progetto La partita, un documentario per il web ( lapartita.org), realizzato da quella che i De Serio chiamano, una non-scuola di cinema. I registi sono quaranta ragazzi che riprendono se stessi e i propri compagni raccontando la loro realtà quotidiana attraverso la vita di una squadra di calcio.

Il Piccolo cinema è nato nel febbraio 2012 come occasione per condividere un film tra amici trasformandosi in breve tempo in uno spazio di ‘mutuo soccorso cinematografico’ in cui è il cinema a permettere un confronto e aiuto nella comunità di quartiere.

Il prossimo appuntamento è mercoledì 29 gennaio, con la proiezione di “Il Gemello” di Vincenzo Marra, in occasione del mese del documentario.

Caterina Molteni ha posto alcune domande ai De Serio.

Caterina Molteni: Come nasce l’esigenza di creare Il Piccolo Cinema?

Gianluca e Massimiliano De Serio : E’ stato un modo per ritrovare amici vecchi e nuovi, attorno a una passione comune. Avevamo un luogo, come associazione culturale, abbastanza ampio per proiettare su grande schermo. Ci siamo detti: vediamoci ogni settimana per un film. Chi vuole invita altre persone. Appuntamento fisso. Gradualmente è diventato un punto di riferimento per il quartiere e la città.

C.M.: Sentite un legame tra il vostro lavoro di registi-artisti e la creazione di questo luogo? In che modo ne siete coinvolti?

G.M.De.S.: Il legame è molto forte. Si tratta di una vera e propria comunità, aperta e mutevole, che un po’ assomiglia a quella del set. Creare questo luogo ha richiesto un grande sforzo immaginativo, proiettato a lungo termine, e un profondo radicamento con una realtà che ci circonda, elementi che, circoscritti a un prodotto più chiuso e circoscritto nel tempo, ritornano comunque nella creazione artistica. Il coinvolgimento nel Piccolo Cinema è quotidiano perché bisogna pensare alla programmazione, invitare gli autori, gestire la promozione e i laboratori. Ma col tempo, grazie a un gruppo di persone sempre più grande, siamo riusciti a dividerci i compiti, ad allargare l’offerta e al contempo il pubblico.

C.M.: Guardando i due anni di attività, si nota una scelta di programmazione e di incontri organizzati per la comunità che cercano di portare grande qualità all’interno del Piccolo Cinema. Com’è stata la risposta da parte di chi non è direttamente interessato o ha sempre visto il cinema come un semplice svago?

G.M.De.S.:  L’obiettivo è diventato, nel tempo, quello di coinvolgere in modo trasversale e aperto il quartiere, diverse generazioni e culture, persone che non hanno alcuna competenza in materia di cinema. La società di mutuo soccorso cinematografico è proprio questo: un aiuto reciproco attraverso il cinema. Chi ha più conoscenza riguardo al cinema (in tutti i suoi aspetti) può condividerla al Piccolo Cinema. Non solo si è formato un pubblico sempre attento e curioso, ma anche una serie di professionalità e gruppi di lavoro, di produzione o di semplici nuovi appassionati.,

C.M.: Il progetto ‘La Partita’ è molto interessante. E’ un esempio di un nuovo modo di concepire il documentario e la sua regia. Come avete gestito l’impostazione fortemente collettiva del lavoro? Mi raccontate qualcosa di questa esperienza?

G.M.De.S.: La Partita è nata da un workshop sul webdoc, finalizzato a formare ragazzi di età 17-30 anni sul documentario interattivo per il web. Dato il grande numero di richieste di partecipazione, abbiamo allargato la base del workshop e abbiamo cercato di fare di necessità virtù. Ne è nato un documentario collettivo dai mille risvolti: otto troupe, giorni e giorni di brainstorming e riprese attorno alla vita di 15 ragazzini di quattordici anni che giocano a pallone in una squadra di periferia, a due passi dal Piccolo Cinema. Con la scusa di ritrarre i giovani calciatori, i 40 ragazzi partecipanti al workshop hanno realizzato un ritratto corale e incredibilmente vario del quartiere, delle famiglie, dei luoghi e delle vite di questo pezzo di città. E’ tuttora visibile sul sito www.lapartita.org.

C.M.: Quali programmi avete nel futuro per il Piccolo Cinema? Quali sono i prossimi appuntamenti?

G.M.De.S.: Da febbraio vi saranno nuovi Tri-cicli (cinema cubano, super8, Bolliwood) e la nuova serie di incontri, sempre al Martedì sera, chiamata Bad cop e Good cop. Un poliziotto buono e uno cattivo si sfideranno nella difesa ciascuno di un film. Il pubblico voterà e vedrà il film che vince. Continuerà il workshop della sceneggiatura e inizierà quello sull’arte dell’attore (una formula innovativa di formazione attoriale che prevede l’innesto di tecniche tradizionali di recitazione con la visione e l’analisi, dal punto di vista sempre dell’attore, delle serie televisive). E poi, continueranno i nostri incontri con gli autori, documentaristi e registi di lungometraggi.

Lapartita.org

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Piccolo Cinema - Gianluca e Massimiliano De Serio,   Torino,   Falchera

Piccolo Cinema – Gianluca e Massimiliano De Serio, Torino, Falchera

Il Gemello,   Vincenzo Marra.

Il Gemello, Vincenzo Marra.