Daniel Keller_MILTON FRIEDMAN PUTS A YOUNG MICHAEL MOORE IN HIS PLACE (DIPTYCH) Zebra mussels from Detroit river,   acrylic and inkjet print on 2 canvases,   audio exciters,   amplifier and mp3 player

Daniel Keller_MILTON FRIEDMAN PUTS A YOUNG MICHAEL MOORE IN HIS PLACE (DIPTYCH) Zebra mussels from Detroit river, acrylic and inkjet print on 2 canvases, audio exciters, amplifier and mp3 player foto: Rosa Ciano

Dal 30 Marzo 63rd-77th STEPS - il project space per l’arte contemporanea ideato da Fabio Santacroce a Bari – ospita la mostra personale di Daniel Keller “Spirito Scala”.

Matteo Mottin ha fatto qualche domanda a Fabio Santacroce riguardo alla mostra in corso e al programma espositivo del suo spazio.

Matteo Mottin: Puoi parlarmi della mostra “Spirito Scala” di Daniel Keller? In che modo l’artista si è rapportato con uno spazio così particolare? 

Fabio Santacroce: SPIRITO SCALA è una mostra che produce la sensazione di essere come in una zona arida, salmastra, una sorta di spiaggia arcaica alla deriva, raggiunta solo da un potente e discontinuo segnale wi-fi. Il titolo (traduzione italiana dell’espressione francese Esprit de l’escalier) sembra riferirsi letteralmente allo spazio espositivo, ma in realtà agisce in maniera sottile e piuttosto fuorviante, introducendo un ulteriore scarto di lettura ad un progetto che affronta principalmente questioni di carattere etico/economico.

La mostra include tre lavori: due prodotti direttamente qui a Bari e uno esposto già precedentemente, che Daniel Keller ha distribuito lungo tutto il percorso dello spazio, occupando le tre zone principali (primo pianerottolo, scala e mini vano adiacente alla porta d’accesso della terrazza), innescando un dialogo efficace con l’architettura di questo project space, situato tra il 63° e 77° gradino di una scala condominiale.

MM: Dal sito 63rd77thsteps.com si possono vedere i lavori esposti in mostra. Mi ha colpito molto il lavoro “MILTON FRIEDMAN PUTS A YOUNG MICHAEL MOORE IN HIS PLACE (DIPTYCH)”. Potresti dirmi qualcosa in più su questo lavoro? 

FS: E’ un’installazione sonora distribuita su due tele poste frontalmente con stampe di texture banalissime sulle quali Daniel ha riversato delle conchiglie Zebra, che hanno colonizzato le acque di Detroit negli anni della guerra fredda e che sono state trasportate nei Grandi Laghi dalle navi russe. Nel tempo questi mitili “stranieri” hanno filtrato e purificato l’acqua rendendola cristallina, alterandone l’originario ecosistema. L’audio è trasmesso da due trasduttori installati sulle tele, collegati a un amplificatore e a un lettore mp3 a forma di macchinina blu (unico riferimento visivo al tema dibattuto). Le voci, reclutate a pagamento su Internet, riproducono un dialogo concitato tra Michael Moore e Milton Friedman (in quest’occasione personificato da una sexy voce femminile) sul modello Ford Pinto prodotto dalla casa automobilistica statunitense con il serbatoio installato dietro il paraurti e per questo poco sicuro… di qui, un “botta e risposta” che solleva questioni di responsabilità etica/economica in uno scenario di spregiudicatezza capitalistica.

http://www.63rd77thsteps.com/DanielKellerMILTONFRIEDMANPUTSAYOUNGMICHAELMOOREINHISPLACE.html

MM: In che modo “Spirito Scala” si colloca nel programma espositivo del tuo spazio? 

FS: Il progetto di Daniel Keller è il quarto della programmazione, forse quello con uno statement politico più esplicito, dopo BLOOD di Renaud Jerez, ZONE di Ilja Karilampi e LANDING TALK di Amalia Ulman. Ogni artista credo abbia scelto di intervenire o concentrarsi su una zona o un dettaglio in particolare. Renaud ha realizzato dei lavori che affrontano parallelamente questioni legate alla violenza e all’uso delle dita nella tecnologia touch screen, partendo proprio dal colore della vernice che connota fortemente questo spazio. Amalia è intervenuta sui gradini riadattando una decorazione per scale domestiche commercializzata su eBay, che ostenta un frasario cerimonioso da casa “ideale”, mentre Ilja ha disseminato stickers e dripping di colore, realizzando anche una scritta sulla porta della terrazza. Al di là del rapporto con lo spazio espositivo, trovo che ogni progetto sia perfettamente sintonizzato anche con l’area circostante, col quartiere, uno dei più vivaci e multietnici della città di Bari.

MM: Puoi darmi qualche anticipazione sulla prossima mostra? 

FS: Il prossimo artista è Riccardo Benassi, che darà il via alla sezione off site con una nuova declinazione del suo progetto più ampio Techno Casa. Benassi ha prodotto una suoneria per cellulare site specific (disponibile x il download a partire dal 29 aprile sul sito www.63rd77thsteps.com) partendo da un’idea di mostra che non sarà allestita fisicamente bensì cantata da Margarteth Kammerer sulle note di un pezzo dance realizzato dall’artista.

MM: Sul sito ho letto che 63rd-77th STEPS chiuderà a giugno. Il progetto si evolverà in qualcos’altro? 

FS: Le mostre fisiche terminano a giugno per poi proseguire con altri progetti off site.

La mostra di Daniel Keller sarà visibile su appuntamento fino al 25 Aprile.

Daniel Keller,   AMAZON GLOBAL PRIORITY Cairn Unit 2,   2013 Foto: Rosa Ciano

Daniel Keller, AMAZON GLOBAL PRIORITY Cairn Unit 2, 2013 Foto: Rosa Ciano

Amalia Ulman - LANDING TALK - 63rd-77th STEPS - Art Project Staircase Foto: Rosa Ciano

Amalia Ulman – LANDING TALK – 63rd-77th STEPS – Art Project Staircase Foto: Rosa Ciano

Ilja Karilampi,   ZONE,   Foto: Rosa Ciano

Ilja Karilampi, ZONE, Foto: Rosa Ciano

Renaud Jerez,   BLOOD,   Foto Rosa Ciano

Renaud Jerez, BLOOD, Foto Rosa Ciano