Yellow,   Let  There Be Light,   installation view

Yellow, Let There Be Light, installation view

riss(e): Soulmates (Within Time) | Yellow: Let There Be Light | Surplace: Money, Money, Money

Nei periodi critici e di recessione si sviluppano spesso vitali iniziative, alternative al sistema e portatrici di logiche resistenti alla rassegnazione dominante, che si rivelano essere potenziali luoghi di fermento e di nuove interazioni. Così a Varese dove, dopo oltre due anni dall’apertura di riss(e)studio/abitazione di Ermanno Cristini, diventato un punto di riferimento che ha proposto interessanti progetti al di fuori delle dinamiche di mercato – si dà vita a una nuova esperienza indipendente: due nuovi artist-run spaces: Yellow, curato da Vera Portatadino, e Surplace da Luca Scarabelli, il primo dedicato alla pittura e il secondo focalizzato sulla riduzione della pratica espositiva concentrata sulla relazione tra due sole opere, di uno o al massimo due artisti.

Ai tre spazi, che avranno una programmazione autonoma, è stato dato il nome collettivo di ZENTRUM. Il nome è programmatico, proponendosi come centro, appunto, crocevia di esperienze e di sinergie, luogo che rivendica una volontà di aggregazione e di incontro e l’ambizione di diventare un punto di riferimento in un’ottica di inclusione e di apertura che idealmente sviluppa le premesse poste in questi anni da riss(e). Un centro fuori dal centro – nonostante l’annoso dibattito su centro e periferia sia ormai superato, l’idea di una centralità, identificata geograficamente con le grandi città, resiste nell’arte ed è a volte ostacolo allo sviluppo di altre realtà – una sfida che, come ha dimostrato Cristini con la sua recente attività, è vincente, sconfessando le dinamiche pregiudiziali e innescando fruttuosi rapporti trasversali con diverse situazioni, indipendenti e istituzionali, in Italia e all’estero.

Ermanno Cristini commenta questa nuova direzione, in continuità con la precedente esperienza «Moltiplicatosi in ZENTRUM,  riss(e) vuole confermare la fisionomia che si è dato nel corso di due anni  e mezzo e di 28 mostre ovvero quella di cercare di misurarsi con un continuo fuori registro. Non essendo un project space ma una sorta di banchina dove ormeggiare temporaneamente idee ed esperienze, riss(e) può permettersi il lusso di non avere una linea curatoriale organica ma semplicemente di disegnarsi intorno all’andamento dei miei incontri e delle mie curiosità. Per questo motivo forse riss(e) più che uno spazio espositivo è una modalità della mia pratica artistica. Il nome: “Riss” in tedesco è “fessura”, “crepa”, “squarcio”; e dalla crepa entra la luce. “Risse” in italiano è il contrario del politically correct, perché le idee il più delle volte non hanno proprio “maniere”».

Questa “fessura” da cui entrano stimoli eterogenei che comportano anche un grado di imprevisto nelle sinergie e negli incontri accomuna la volontà dei curatori degli due altri spazi, che raccontano così la loro idea programmatica.

«Surplace » dice Scarabelli «è il nome di una tecnica praticata nel ciclismo su pista.  È il momento in cui gli avversari si studiano stando fermi e immobili sulla bicicletta senza mettere piede a terra, per un tempo più o meno lungo, prima dell’attimo in cui si decide di partire… testimonia il senso dell’attesa, la pratica di una concentrazione assoluta, in cui il tempo si sospende, dove quasi si diventa tutt’uno con il mezzo, con il medium aggiungerei… Quindi Surplace lo penso come ad una “stazione sperimentale” in cui l’opera d’arte è il centro. La metodologia espositiva è semplice: un artista due opere, due artisti un’opera ciascuno e rare mostre collettive, lavori che s’intrecciano in armonia o in contrapposizione, per vedere cosa succede quando le cose interagiscono e dialogano, quando le idee e gli spiriti si mettono in gioco, quando si incontrano per assonanze e si confrontano o collidono sulla linea della prossimità o delle differenze. Il senso di Surplace è un po’ inframince.  Dopo le esperienze editoriali del passato con Vegetali Ignoti e la recente con A certain number of books, condivisa con Giancarlo Norese, Surplace è un altro momento aperto alle cose che mi interessano e alla mia operatività all’interno dell’istituzione sociale dell’arte. Prossimamente ho in programma di ospitare le opere di Armida Gandini, Luca Pancrazzi, Michele Lombardelli, Carlos Seabra, Pierluigi Fresia, Carlo Buzzi…»

riss(e),   Lisa Mara Batacchi,   Soulmates  (Within Time),    installation view

riss(e), Lisa Mara Batacchi, Soulmates (Within Time), installation view

Vera Portatadino, invece, si concentra sulla pittura «Lo spazio si chiama Yellow perché volevo un nome semplice e fresco che rimandasse immediatamente alla pratica pittorica. Il giallo è un colore primario, e, sebbene nel corso della storia dell’arte abbia patito sorti poco fortunate, adombrato dal più pregiato oro e relegato a connotare per lo più gli infidi, oggi ha una storia nuova da scrivere innanzi a sé. Comunica allegria e felicità e si può associare alla luce solare, radiante e capace di trasmettere calore, movimento, forza e ottimismo, lo spirito che vorrei incarnasse la mia iniziativa. Di giallo era poi puntellato ZENTRUM prima che diventasse ZENTRUM, quando ancora era abitazione di Ermanno Cristini. La programmazione seguirà principalmente il mio gusto personale, la mia visione e la mia sensibilità. Sono una pittrice e ho un rapporto privilegiato oltre che con l’Italia, con l’Inghilterra avendo studiato a Londra e instaurato relazioni con pittori che ammiro e stimo molto. Oltre a dare visibilità all’opera di altri artisti, vorrei creare un’occasione di confronto e di dialogo, e possibilmente dare vita a nuovi progetti coinvolgendo anche altre realtà, ad esempio altri artist-run spaces o project spaces italiani e non. A cadenza annuale, tornerà Transition Gallery di Londra, con cui ho curato Elsewhere – Altrove, proponendo di volta in volta nuovi artisti. Quanto alle mostre in programma, a dicembre, durante Let There Be Light, la mostra in corso che prosegue fino al 5 Gennaio, vorrei proporre un evento dedicato alle edizioni. Il 2015 inizia con una personale di Micheal Lawton e successivamente quella di Jill Mulleady e Lindsey Bull, presenti anche a questa mostra inaugurale, e a marzo una collettiva con artisti che si confronteranno con le dinamiche specifiche della pittura in relazione con la storia dell’arte. Il resto è tutto da costruire e c’è molto spazio per lasciarsi guidare dagli incontri e dagli imprevisti».

L’inaugurazione, lo scorso 16 novembre, con tre mostre: la personale Soulmates (Within Time) di Lisa Mara Batacchi, che lavora sulle corrispondenze e coincidenze esplicitate da lavori realizzati con media diversi che formano una sorta di diario intimo fatto di frammenti, ricordi e oggetti: una rete di incontri e relazioni che, metaforicamente, rappresenta lo spirito che guida ZENTRUM.

Yellow inaugura con Let There Be Light, una collettiva di artisti italiani e inglesi: in assenza di una tematica comune, sono esposti lavori rappresentativi della poetica degli autori che lavorano con la pittura – Lindsey Bull, Jacopo Casadei, Kate Hiley, Michael Lawton e Jill Mulleady – oppure pur provenendo da quell’ambito, altri che presentano opere realizzate con altri media, come Lucia Veronesi che espone un video in stop motion che racconta il proprio modus operandi o Lorenza Boisi con una selezione di interessanti ceramiche, stilisticamente corrispondenti al suo stile pittorico. Mentre Surplace presenta Money, Money, Money, due opere commissionate rispettivamente a Vladimir Havlik e Giancarlo Norese, che riflettono sul denaro e quindi sull’arte come ricerca versus sistema di mercato.

16 Novembre – 10 Dicembre 2014 (Let There Be Light fino al 5 dicembre)

Tutti i giorni su appuntamento

riss(e) tel: 335 8051151  http://risseart.jimdo.com

Yellow tel: 347 4283218 http://yellowspace.jimdo.com 

Surplace tel 349 1746870  http://surplaceartspace.jimdo.com  

Surplace,   Money,   Money,   Money,   installation view (Giancarlo Norese)

Surplace, Money, Money, Money, installation view (Giancarlo Norese)

riss(e),   Lisa Mara Batacchi,   Soulmates (Within Time),    installation view

riss(e), Lisa Mara Batacchi, Soulmates (Within Time), installation view

riss(e),   Lisa Mara Batacchi,    Soulmates (Within Time),   installation view

riss(e), Lisa Mara Batacchi, Soulmates (Within Time), installation view

Yellow,   Let There Be Light,   installation view_ Lorenza Boisi

Yellow, Let There Be Light, installation view_ Lorenza Boisi