Cyprien Gaillard alla Caserma XXIV Maggio. Fondazione Nicola Trussardi.
Report from the inside.

Quei vetri oscurati provocavano uno sfasamento nella percezione dello scorrere delle lancette dell’orologio e le 10 del mattino sembravano le 6 di sera. Anche lo spazio che ci circondava sembrava sospeso in un’atmosfera un po’ nebbiosa, marcata dai suoni del Rheingold wagneriano modificato con alti e bassi dai Salem. Sembrava quasi che quell’estetica di rudere che affascina tanto Cyprien Gaillard avesse pervaso interamente il panificio della Caserma, nel senso più sentimentale del termine. E pareva anche che il girovagare dell’artista per il mondo, a caccia di rovine, avesse trasportato con sé quel senso di mancanza di regole fisse che ti vincolano a uno spazio e un tempo determinati.
Non avevo mai vissuto “dall’interno” una mostra d’arte, non tanto nelle sue fasi di organizzazione e allestimento, quanto nel suo reale e potenziale valore di comunicabilità al pubblico. Come a dire ..  nella sua sfera di ricezione verso chi – per caso, per pura curiosità, per passione o per lavoro – si avvicina a quella che oggi si definisce contemporaneità artistica.

Il 16 Dicembre si è conclusa la mia esperienza di mediatrice culturale presso la mostra Rubble and Revelation. Grande opening, come sempre, ma nessuna fila chilometrica domenicale – e non –  per la “formula” sguardo veloce/visita guidata + segnalibrio di Picasso + foto. Nel rigoroso silenzio della caserma di Via Monti, una vasta gamma di tipologie di persone hanno posato occhiate curiose sui forni del panificio e sui lavori di Cyprien. Tutti senza fretta e con la giusta calma per una visita vera e non banale, lasciando libera la mente da schemi didattici di apprendimento preimpostato. Ma forse è giusto così perché la contemporaneità è piena di contingenze – anche temporali (e Cyprien lavora su queste) – da richiedere più tempo di riflessione e di “ricezione del gusto”.

Con lo scopo di promuovere una ricerca artistica, diffondendo una certa sensibilità, un sapere “altro” e nuovo, nonché curioso, penso che la Fondazione Trussardi lavori in una direzione tale da ampliare anche le vedute dei mediatori culturali. Giornalisti, addetti ai lavori, artisti, studenti, docenti, famiglie, gruppi di bambini, giovani coppie, colleghi di lavoro, anziani in cerca di compagnia e pensionati. Tante le figure con le quali poter interloquire e misurarsi, cercando di ritagliare, magari con i meno esperti, quel breve “spazio critico” tra sé, il visitatore e l’opera. E tanti i ricordi, ma nessun tipo di forma nostalgica, anzi .. come dimenticare il pensionato che all’ora di pranzo entrò nella caserma chiedendo dove fosse la mostra del pane e se, nel caso, ci fosse stata una degustazione con degli assaggi. Rimase poi affascinato da quel “tipo” di arte e dallo spazio nel quale essa poteva ampiamente respirare e dialogare.

Giovanna Manzotti è una studentessa dell’Accademia di Brera, iscritta al biennio in visual culture e pratiche curatoriali. Di recente ha iniziato a collaborare con ATPdiary e ha lavorato come mediatrice culturale presso l’ultima mostra organizza dalla Fondazione Trussardi con Cyprien Gaillard.

Cyprien Gaillard alla Caserma XXIV Maggio. Fondazione Nicola Trussardi. Report from the inside photo Photo Serena Francone