Andrea Büttner, Moss, Courtesy Hollybush Gardens London

Com’è andata l’edizione di quest’anno di Artissima? A prescindere dalle vendite, che rispetto all’anno scorso sono state decisamente migliori, gli affari sembrano essere andate molto bene per le giovani gallerie. Tre in particolare. James Gardner ( Frutta Gallery), sintetico, alla domanda su cosa abbia venduto, mi ha risposto, ‘All’. Nel suo stand una bella foto di Gabriele De Santis e il video ‘Knowledge is good’ di Jacopo Miliani (tratto dal film Animal House), acquistato dalla videoteca della Gam di Torino. Molto contento anche Federico Vavassori che mi spiega che, a suo parere, i collezionisti (soprattutto quelli italiani) sembrano aver premiato le gallerie giovani con opere di artisti altrettanto giovani. Nello stand Greg Parma Smith e Emil Michael Klein. Terza gallerista che torna a casa contenta, Jennifer Chert – selezionata nella sezione Present Future con l’artista Vanessa Safavi –  che (stanchissima ma molto sorridente) mi fa capire che lo stand è praticamente sold out (grazie soprattutto a collezionisti italiani).

Alice Conconi, assistente di Casey Kaplan: “Le cose stanno andando decisamente meglio rispetto all’anno scorso. Ovviamente i collezionisti sono molto prudenti, fanno molte domande e sono assai più lenti nelle scelte. Artissima non è come Art Basel dove tutto si ‘gioca’ nelle prime ore di apertura.  Per quanto ci riguarda siamo molto contenti e non è detta l’ultima parola” (la incontro nel primo pomeriggio di sabato, dunque c’è ancora un giorno e mezzo di aspettative). Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea ha comprato nella galleria tre opere di Giorgio Griffa.

“Ad Artissima non c’è l’ansia da vernissage ed è una fiera che riserva delle sorprese anche all’ultimo momento” mi racconta Alessandra Minini. Per quanto riguarda le vendite, i collezionisti hanno puntato sopprattutto su ‘piccole’ opere ma, come dice Alessandra, non è detto che non ci sarà qualche sorpresa.  Contento per le vendite anche Umberto Di Marino che vedo in compagnia di Marinella Senatore, la cui opera ‘Rosas’, è stata acquistata dal Castello di Rivoli.

“Sta andando molto molto meglio dell’anno scorso. Ricordo il disagio creato dalla forte pioggia. In fiera non c’era nessuno e non abbiamo venduto molto all’ora. Quest’anno va molto meglio, siamo soddisfatti”, mi racconta in breve Margherita Belaief della galleria Peres Project di Berlino. Abbastanza soddisfatti anche da Peter Kilchmann. Il loro stand è tra quelli che mi sono piaciuti di più, con opere di Teresa Margolles, Francis Alys e Adrian Paci. 

Laconico l’assistente di Franco Noero “Bene, bene, sta andando bene”. La Gam di Torino ha acquisito l’opera di Jim Lambie, Metal box. Inavvicinabile e respingente un’assistente della Galleria Continua che (tanto mi ha indispettito), ho preferito lasciar perdere…

Bello e sicuramente non tipicamente da fiera lo stand della Shammah, con le opere di Daniel Silver – grandi ‘ritratti’ informali in ceramica – e Floria Schmidt. “Sono abbastanza contenta anche se mi auguro di chiudere un po’ di cose entro la fine della fiera” (Suzy Shammah).

Paola Capata di Monitor, parla di mission’. “Ad Artissima abbiamo sviluppato la stessa ‘mission’ utilizzata alla Fiac di Parigi: mostrare opere di artisti che vogliamo promuovere e che sono spesso sconosciuti. Mentre a Parigi abbiamo puntato sugli italiani, a Torino abbiamo deciso di portare artisti molto conosciuti all’estero ma poco in Italia, come Nathaniel Mellors e Graham Hudson. Naturalmente anche alcuni italiani, come il giovane Tommaso De Luca.

Abbastanza bene anche per Pinksummer. “L’anno scorso era stato un vero disastro, mentre quest’anno stiamo lavorando decisamente bene. Il clima è positivo. Riflessione e lentezza sembrano essere le caratteristiche del modo con cui i collezionisti si ‘muovono’ in fiera.” Mi racconta brevemente Francesca Pennone. 

“Siamo contente e, oltre ai nostri collezionisti, abbiamo allargato un po’ la cerchia. Molte le richieste ma, per quanto riguarda le vendite, metà a collezionisti che avevamo già e metà a nuovi.”

Mi accoglie sorridente Isabella Bortolozzi, gallerista che fa parte del comitato per la selezione delle gallerie per la sezione MAIN SECTION e NEW ENTRIES. “Sono contenta e soddisfatta. Molti collezionisti italiani e anche, inaspettato, qualche americano. Mi sta andando decisamente bene.”

Non posso sicuramente tirare delle somme, ma a grandi linee, l’umore era molto buono. Artissima, come sappiamo, non è mai stata la fiera dei ‘grandi affari’, ma è probabile che ‘operazioni’ come quella adottata quest’anno – invitare e ‘coccolare’ ben 180 collezionisti da tutto il mondo – abbia sicuramente inciso sulle vendite di molte gallerie. Altra parte fondamentale l’hanno giocata molte istituzioni legate alla fiera, come musei, fondazioni, partner e banche.

Artissima mantiene sempre il primato europeo di fiera ‘sperimentale’ e intellettuale… anche se quest’anno, il direttore Sarah Cosulich Canarutto abbiamo tralasciato la proposta culturale della fiera per concentrarsi su altri aspetti.

Riccardo Previdi Wrong Test (Eos) 2011 Courtesy of Francesca Minini Milano

Bojan Sarcevic , Pinksummer, Genova

Monitor, Roma – Nathaniel Mellors Graham Hudson

Marco Raparelli, Umberto Di Marino, Napoli

Liam Gillick Lapsed Development (2011) Courtesy the artist and Casey Kaplan New York Photo Cathy Carver

Jos De Gruyter & Harald Thys, Isabella Bortolozzi, Berlino

 

Jos De Gruyter & Harald Thys, Isabella Bortolozzi, Berlino

Jacopo Miliani – Frutta Gallery

 

Greg Parma Smith, Emil Michael Klein Federico Vavassori, Milano

Francesco Pantaleone – Palermo

Elias Hansen Untitled (2012) Courtesy A Palazzo Gallery Brescia

Daniel Silver – Suzy Shammah

Armin Linke Carlo Mollino, Teatro Regio, Torino Italy (2005) courtesy líartista e Galleria Vistamare Pescara

Charles Avery, S.a.le.s Roma

Peter Kilchmann, Zurigo

 

 

Peter Kilchmann, Zurigo