“La citazione dallo SCUM manifesto ‘A Male Artist Is a Contradiction in Terms’, che campeggia dietro Chiara Fumai, inserisce la temporalità e spazialità della videoperformance all’interno della logica del diagramma, richiamando l’utilizzo delle scritte sui muri fatto da Jean-Luc Godard nel film del 1967, ‘La Chinoise’. La violenza dello SCUM manifesto è sublimata dallo spazio della videoperformance e del diagramma che aiutano a cogliere la densità del messaggio ma allo stesso tempo a prenderne le distanze da un suo piano letterale. L’utilizzo del linguaggio come mezzo di lotta, la proiezione verso il futuro tipica del manifesto, l’interesse per la dimensione anarchica, la retorica della violenza, la posizione antagonista rispetto al pubblico, l’utilizzo dei codici linguistici legati ai mass-media e al teatro di varietà, – elementi ricorrenti nella pratica dell’artista – suggeriscono un legame tra la sua opera e alcuni aspetti del Futurismo di inizio secolo. Con la fondamentale differenza che Fumai rifiuta di reiterare la forma di potere patriarcale implicita nel mito del superuomo e nella disarticolazione del discorso linguistico dei futuristi (con ad esempio le loro parole in libertà). Attraverso la rielaborazione dei suoi interessi, l’artista crea un’opera in divenire, che accoglie le contraddizioni senza risolverle: che istiga alla guerra tra i sessi per poi colpire una certa idea di femminilità, tragica ma allo stesso tempo comica, datata ma estremamente attuale, di Valerie Solanas ma anche di Chiara Fumai.”

(Estratto dal testo di  Stefano Collicelli Cagol e Bart van der Heide, pubblicato in occasione del Premio Furla 2013 – Edito Mousse Publishing)

Chiara Fumai (1978) è stata selezionata da  Stefano Collicelli Cagol e Bart van der Heide.

Valerie Solanas, S.C.U.M. Manifesto per l’eliminazione dei maschi, 1967, ES – Copertina

Valerie Solanas, S.C.U.M. Manifesto per l’eliminazione dei maschi, 1967, ES, p. 34 – 35

Valerie Solanas, S.C.U.M. Manifesto per l’eliminazione dei maschi, 1967, ES, p. 36 – 37