Inaugura stasera alla  Biblioteca Salaborsa – Piazza Nettuno 3, Bologna, fino al 22 settembre – la mostra ‘BUONA LA PRIMA! 20 copertine riuscite giudicate da chi se ne intende’. Curata da  Stefano Salis, la mostra fa parte della lunga lista di eventi promossi da  Artelibro Festival del Libro d’Arte, che inaugura il 19 settembre sempre a Bologna.  

Quanti di noi hanno comprato, almeno una volta, un libro perchè attratti dalla copertina? Affascinati dalla grafica, dall’immagine – sia un’illustrazione, una fotografia o delle immagini tratte da capolavori della storia dell’arte – la copertina dei libri è spesso lo specchio veritiero della qualità letteraria del libro stesso. Non si è soliti ripetere, una brutta copertina accompagna un altrettanto brutto libro?

La mostra è stata realizzata con la partecipazione dei giudici: Marco Belpoliti, Alice Beniero, Enza Campino, Francesco M. Cataluccio, Maurizio Ceccato, Matteo Codignola, Marzia Corraini, Riccardo Falcinelli, Beppe Finessi, Andrea Kerbaker, Alberto Lecaldano, Italo Lupi, Maria Grazia Mazzitelli, Federico Novaro, Domenico Rosa, Stefano Salis, Marco Sammicheli, Guido Scarabottolo, Leonardo Sonnoli, Olimpia Zagnoli.

Alcune domande al curatore Stefano Salis.

ATP: Dove è nata l’idea di questa particolare esposizione?

Stefano Salis: L’idea non è nuovissima. In America, e in Inghilterra, è prassi che le società dei grafici e degli illustratori facciano scegliere ai loro associati le copertine di libri più riuscite dell’anno. La nostra sfida è stata quella di coinvolgere grafici, editori, esperti ma anche di mostrare le copertine non solo nella loro bellezza estetica (basta un pc) ma nella loro realtà di carta. L’idea è proprio quella di vedere come funzionano le copertine quando sono realizzate fisicamente e finiscono nella prima pagina di un libro. Con la loro realtà di carta, di inchiostro, di lucentezza, di manegevolezza, di formato. Non è detto che una bella immagine, per esempio, di una copertina quadrata vada bene per una rettangolare.

ATP: Come ‘vincolo’ per la selezione, si è richiesto di considerare la ‘qualità’ delle copertine. Come definiresti o con quali parametri consideri una copertina di qualità?

S.S.: Ovviamente non esiste una ricetta definitiva. I grafici e gli editori hanno sicuramente esigenze diverse rispetto alla riuscita di una copertina. I librai ancora altre, ma ci si può venire incontro. In generale le scelte che hanno fatto i giurati grafici di professione di grido (come Riccardo Falcinelli, Leonardo Sonnoli, Maurizio Ceccato per esempio) sono diverse da quelle degli illustratori (Alice Beniero, Olimpia Zagnoli, Domenico Rosa) da quelle degli editori o dei librai. La qualità, però, in ciascuna di queste proposte è visibile. Si tratta di copertine che hanno qualcosa, che superano la mera illustrazione del libro, ma che hanno o una bellezza propria o una funzionalità precisa. La riuscita di una copertina è dovuta a una serie di fattori: l’equilibro, l’armonia, la funzionalità, la “presenza” in libreria (i libri si devono vendere), la qualità grafica generale e l’integrazione con le caratteristiche proprie dell’editore.

ATP: Tra le tante copertine selezionate, si è stato assegnato il “Premio della critica” a Tennis di John McPhee (Adelphi). Con quali motivazioni avete premiato questa copertina?

S.S.: Non abbiamo voluto dare un premio ufficiale, ma si tratta di un premio della critica, in quanto la copertina Tennis del libro di John McPhee per Adelphi (dovuta all’ufficio grafico interno) è stata quella più citata dai vari giurati. Tanto che abbiamo lasciato come schede quelle di Italo Lupi e la mia, ma avrebbero volentieri scritto di Tennis anche Zagnoli, Cataluccio, Campino, Finessi… Sei su venti è quasi un plebiscito…

ATP: Mi segnali, tra quelle finaliste, tre che a tuo parere consideri di qualità?

S.S.: Oltre a quella che ho scelto, Tennis, mi piace moltissimo la copertina che ha scelto Riccardo Falcinelli. Un libro di Laterza (di Luciano Canfora): un vuoto elegante che invece evoca e riempie di curiosità, un segno grafico pieno come quello di Olimpia Zagnoli per l’Henry Miller di Feltrinelli che si vede da dieci metri e ti attrae irresistibilmente, il perfetto esempio di integrazione tra testo, immagine e una dose di opacità che consente l’illustrazione di Guido Scarabottolo per Il fiordo dell’eternità e l’icona di Lui è tornato per Bompiani.

ATP: Mi citi, invece, una brutta copertina? (o più d’una)

S.S.: Tra quelle scelte secondo me la più scontata è quella del libro di Mondadori di Maurizio De Giovanni. Ma è una copertina riuscita, proprio per i motivi che dicevo prima. La qualità estetica e grafica, forse non eccezionale, viene sacrificata alla funzionalità: è un giallo, c’è un killer, deve attirare il lettore. E ci riesce. Di copertine brutte in assoluto in questa mostra non ce ne sono, ma mi pare ovvio. Di copertine brutte in generale, nelle nostra librerie, è pieno. Sono tutte quelle fatte con approssimazione, sciatteria, poca voglia. Non dico degli editori minori, che magari non possono o non vogliono permettersi un grafico di nome. Ma siccome non voglio essere reticente, e poi l’ho già scritto, una copertina brutta e non riuscita, è, per esempio, quella di Zero zero zero di Saviano. Scontata, bolsa, finto elegante.

John McPhee,   Tennis,   Adelphi,   Milano

John McPhee, Tennis, Adelphi, Milano

Le copertine finaliste:

Kyle Gann, Il silenzio non esiste, ISBN, Milano

Hakan Nesser, La rondine, il gatto, la rosa, la morte, Guanda, Milano

Maurizio De Giovanni, Il metodo del coccodrillo, Mondadori, Milano

Virginia Woolf, Freshwater, Nottetempo, Roma

Nicolò Pellizzon, Lezioni di anatomia, Grrrzetic, Genova

Philip Hoare, Il Leviatano, Einaudi, Torino

Collana Classici Bur, Milano

Luciano Canfora, Il mondo di Atene, Laterza, Roma-Bari

Henry Miller, Opus pistorum, Feltrinelli Ue, Milano

Zygmunt Bauman, Danni collaterali, Laterza, Roma-Bari

Timur Vermes, Lui è tornato, Bompiani, Milano

John McPhee, Tennis, Adelphi, Milano

Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia, Einaudi (Super ET), Torino

Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe, Caratteri Mobili, Bari

Kim Leine, Il fiordo dell’eternità, Guanda, Milano

Dino Baldi, Marina Ballo Charmet, Oracoli, santuari e altri prodigi, Quolibet Humboldt, Macerata

Concita De Gregorio, Io vi maledico, Einaudi, Torino

Reversibility, Mousse Publishing, Milano

Andrea Moro, Parlo dunque sono, Adelphi, Milano

Le 20 copertine italiane finaliste sono visibili sul sito di Artelibro (www.artelibro.it), ma ai visitatori della mostra sarà data la possibilità di votare la propria copertina preferita, attraverso una scheda compilabile in loco.