Jeff Wall,   Mimic. 1982 Silver dye bleach transparency; aluminum light box 77 15/16 x 89 15/16" (198 x 228.5 cm) Ydessa Hendeles Art Foundation,   Toronto ©

Jeff Wall, Mimic. 1982 Silver dye bleach transparency; aluminum light box 77 15/16 x 89 15/16″ (198 x 228.5 cm) Ydessa Hendeles Art Foundation, Toronto ©

5 veloci risposte di Francesco Bonami a proposito della grande retrospettiva del fotografo canadese Jeff Wall,  che apre i battenti dal 19 marzo al 9 giugno al PAC di Milano.

ATP: Perchè avete scelto il titolo ‘Actually’ per la mostra di Jaff Wall ospitata al Pac?

Francesco Bonami: Il titolo lo ha scelto Jeff Wall. Credo che si riferisca all’attualita’ eterna del gesto umano.

ATP: Quale pensi che sia la chiave della sua ‘grandezza’ come fotografo?

FB: Quella di aver pensato alla fotografia come un pittore pensa al quadro.

ATP: C’è un foto esposta dove, più di altre, è sintetizzata l’intera mostra?

FB: Credo ‘Mimic’ del 1982. In questa immagine c’e’ tutto Wall. Dalla storia dell’arte al teatro all’attualità del gesto che, bloccato in un istante, puo’ essere interpretato in mille modi diversi.

ATP: Perchè Jaff Wall è considerato “pittore della vita moderna“?

FB: Perche’ le sue foto appunto sono come dei quadri e come i pittori dell’800 riesce a dare alla quotidianità e banalità una dimensione spirituale.

ATP: Quale fotografia esposta in mostra vorresti (se non ce l’hai già) nel tuo salotto? Perché?

FB: ‘Mimic’ è come avere un dipinto di Eduard Manet ma, appunto, attuale.

Jeff Wall,   In front of a nightclub,   2006 lightbox 226 x 361 cm Courtesy dell’artista

Jeff Wall, In front of a nightclub, 2006 lightbox 226 x 361 cm Courtesy dell’artista

Jeff Wall Diagonal,   Composition,   1993,   lightbox 40 x 46 cm Courtesy dell’artista

Jeff Wall Diagonal, Composition, 1993, lightbox 40 x 46 cm Courtesy dell’artista

Jeff Wall After 'Spring Snow',   by Yukio Mishima,   chapter 34,   2000-2005 fotografia a colori 57.5 x 74 cm Courtesy dell’artista

Jeff Wall After ‘Spring Snow’, by Yukio Mishima, chapter 34, 2000-2005 fotografia a colori 57.5 x 74 cm Courtesy dell’artista

(comunicato stampa)

Jeff Wall /Actuality

19 marzo – 9 giugno 2013?PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano

Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano ospita dal 19 marzo al 9 giugno 2013 Actuality, la prima grande retrospettiva italiana del fotografo canadese Jeff Wall, curata da Francesco Bonami e prodotta da Comune di Milano – Cultura Moda Design e CIVITA.

Le 42 opere in mostra, alcune presentate per la prima volta in Italia, tracciano il percorso creativo di uno fra gli artisti contemporanei più innovativi degli ultimi trenta anni, presente a Documenta Kassel e alla Biennale di Venezia e protagonista di mostre personali nei principali musei del mondo, come il MoMA di New York (2007), il Deutsche Guggenheim di Berlino (2007) il San Francisco Museum of Modern Art (2008) e la Tate Modern di Londra (2005).

Entrato ormai a far parte di importanti collezioni internazionali, Jeff Wall (Vancouver 1946) “ha trascinato la fotografia fuori dai confini del proprio mondo, facendola approdare all’ arte contemporanea”, afferma il curatore della mostra Francesco Bonami “ed è stato forse il primo artista ad usare la fotografia avvalendosi delle nuove tecnologie digitali, pur non mostrandole mai nel proprio lavoro”.

I suoi famosi “lightbox”, mutuati dal linguaggio pubblicitario tipicamente americano e segno riconoscibile del suo lavoro, sono solo una parte della vastissima produzione del fotografo che inizia nel 1978. Pioniere della fotografia concettuale o post-concettuale della cosiddetta “Scuola di Vancouver”, con le sue riflessioni Wall ha aperto la strada ad innumerevoli altri artisti influenzandoli con il suo lavoro.

Le opere di Wall esplorano campi diversi, che spaziano dai temi sociali a quelli politici. La violenza urbana, il razzismo, la povertà, le tensioni sociali, la storia: sono tutti soggetti che l’artista osserva e rappresenta con precisione e profondità, “mantenendo però un approccio molto simile a quello dei pittori dell’Ottocento”, sottolinea Bonami, perché “le foto di Wall hanno sempre una dimensione pittorica e fisica che spesso riporta ai quadri di Manet, Courbet e di altri protagonisti dell’arte Moderna”. Alcuni infatti lo hanno definito “pittore della vita moderna“, citando la definizione che Charles Baudelaire aveva dato agli artisti del suo tempo.

All’iniziale interesse per paesaggi al limite tra natura e realtà urbana, si aggiunge la riproduzione di scene drammatiche ritratte in uno stile narrativo, come Mimic (1982) o Insomnia (1994). Nel corso degli anni Wall lavora sulla concettualizzazione di scenari e fenomeni della vita quotidiana, da quelli apparentemente insignificanti, come in Morning Cleaning Barcelona (1999) o A woman Consulting a catalogue (2005) a quelli più mondani di Ivan Sayer ( 2009) o In front of a Nightclub (2006). Dai suoi scatti emerge una predilezione per gli angoli che sembrano dimenticati e abbandonati, come le finestre sbarrate di Blind Window o i muri scrostati che ritroviamo nella serie Diagonal Composition (1993 – 2000), fino alla riproduzione di dettagli che passano inosservati, come A Sapling supported by a Post (2000) o Clipped Branches (1999).

In mostra insieme ai lightbox anche le stampe fotografiche, alcune scelte tra le produzioni in bianco e nero, come l’arido paesaggio di Hillside Sicily ( 2007), una delle riproduzioni più grandi di Wall.

Le composizioni sono sapientemente costruite in studio, risultato della pianificazione di ogni dettaglio da parte di Wall e di giorni, a volte settimane, di prove e shooting. L’artista interviene alterando digitalmente molte delle sue creazioni, tuttavia le scene rappresentate sembrano afferrate dalla realtà e dalla quotidianità. Raffinato conoscitore della storia dell’ arte e autore di saggi e testi critici, il fotografo spesso ricorre a citazioni di grandi capolavori del passato o a ricostruzioni di scene trovate in famosi romanzi.

In occasione della mostra verrà realizzato un catalogo edito da Electa.

Jeff Wall Clipped Branches,   E. Cordova St.,   Vancouver 1999 lightbox 71.8 x 89 cm Courtesy dell’artista

Jeff Wall Clipped Branches, E. Cordova St., Vancouver 1999 lightbox 71.8 x 89 cm Courtesy dell’artista

Jeff Wall Vancouver,   7 Dec. 2009. Ivan Sayers,   costume historian,   lectures at the University Women's Club. Virginia Newton-Moss wears a British ensemble c. 1910,   from Sayers' collection. 2009 fotografia a colori 224.3 x 182.5 cm Courtesy dell’artista e della Galleria Lorcan O’Neill Roma

Jeff Wall Vancouver, 7 Dec. 2009. Ivan Sayers, costume historian, lectures at the University Women’s Club. Virginia Newton-Moss wears a British ensemble c. 1910, from Sayers’ collection. 2009 fotografia a colori 224.3 x 182.5 cm Courtesy dell’artista e della Galleria Lorcan O’Neill Roma