Bergamo 1450

Bergamo 1450

Cartacea o digitale che sia, agenda alla mano per segnare l’appuntamento con l’arte a Bergamo. Save the (Art)Date: dal 15 al 18 maggio, sono oltre 60 gli eventi di arte moderna e contemporanea che l’associazione culturale The Blank promuove in occasione di Art Date. La manifestazione – giunta alla sua quarta edizione e dedicata quest’anno al Dialogo nel tempo – racchiude il suo punto di forza nella capacità di riunire, sotto un’unica lente d’ingrandimento, linguaggi eterogenei capaci di fotografare la complessità, la storia, la bellezza e le potenzialità della città in cui si svolgono. Così, l’attraversamento temporale tra ieri e oggi artistico suggerito da GAMeC, come omaggio alla futura riapertura dell’Accademia G. Carrara, si trasforma in un ricco itinerario che fisicamente si muove tra gli studio di Matteo Rubbi e Marco Grimaldi, passando per la collezione Trento Longaretti, Palazzo Moroni, la storica Biblioteca Angelo Maj, la cava di marmo di Zandobbio, gli studi Multiconsult e Studio Temp – impegnati nella comunicazione e nella grafica per l’arte – estendendosi, infine, anche alla provincia di Bergamo.

Una sorta di miracolo a sorpresa reso possibile dalla molteplicità entusiasta di operatori coinvolta e da una progettualità condivisa, anzitutto con il pubblico; questo è Art Date. E se non avete modo di mantenere il passo con il susseguirsi cadenzato degli eventi (QUI IL PROGRAMMA COMPLETO), ecco i 10 must-to-see dell’edizione 2014, secondo ATPdiary.

Agenda di Valentina Gervasoni

? Programma – Artdate 2014

1. GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

Giovedì 15, ore 18.30 – 22.00

Cinquina di appuntamenti imperdibili in via S. Tomaso, 53:

Robert Overby. Opere 1969 – 1987, a cura di Alessandro Rabottini

Artists’ Film International. Yuri Ancarani. Il capo, a cura di Sara Fumagalli e Stefano Raimondi

Matteo Fato. Senza titolo con Fiamma. Artista selezionato al progetto Level 0 – ArtVerona 2013

Riscoprire la Carrara: Mantegna, Bellini, Raffaello, Moroni. Restauri e capolavori in dialogo, a cura dell’Accademia G. Carrara di Bergamo

Andrea Mastrovito. At the end of the line, a cura di Sara Fumagalli e Stefano Raimondi

2. Jacopo Miliani. Gust

BACO – Project Space. Via Nazario Sauro, 1

Giovedì 15, ore 20.00 – 23.00

Gust non guest. Due parole fonicamente simili, semanticamente diverse – “forte raffica di vento”, la prima; “ospite”, la seconda – entrambe, tuttavia, descrivono la mostra curata da Stefano Raimondi e Mauro Zanchi che inaugura il Project Space di BACO, un appartamento sito in un palazzo di città che spacca in due arterie la strada, il cammino di molti. Gust e anche guest, così si sente Jacopo Miliani, che con la sua personale occupa questo spazio particolare: “Ho pensato a questa parola per descrivere il luogo in cui mi sono trovato e in cui mi troverò, condividendo la mia personale sensazione anche con altri […]”.

Le fotografie in bianco e nero, posizionate su tessuti dai colori accesi, mostrano la casa così come era prima di essere recuperata; i paraventi cercano di nascondere delle palme; i quadri – monocromi per sottrazione – sono delle corde-legami prima tenute strette e attorcigliate alla tela, poi allentate e fluttuanti, visibili sia come presenza scultorea sia come negazione di una traccia pittorica omogenea. Jacopo Miliani fa rivivere nella mostra lo scarto temporale tra un prima e un ora, evocando presenze nascoste.

Jacopo Miliani,   Every movement is different in my memory,   2014 Stampa montata su alluminio 50x65 cm Courtesy Studio Dabbeni,   Lugano

Jacopo Miliani, Every movement is different in my memory, 2014 Stampa montata su alluminio 50×65 cm Courtesy Studio Dabbeni, Lugano

3. Dalla pietra all’opera. Andrea Romano. Claque & Shill

Freri & Brignoli. Via Volta 23, San Paolo D’Argon / Venerdì 16, ore 10.00 – 12.30

Se i confini tra arte e artigianato sono spesso sottili, il progetto “dalla pietra all’opera” nasconde la volontà di camminare in bilico lungo questo filo di ragnatela: il processo di produzione artistica alimentato dal confronto con l’artigiano arriva a concretizzarsi.

The Blank Open Factory è senz’altro tra le novità più significative di questa edizione di Art Date 2014, non solo perché l’associazione The Blank offre al pubblico l’opportunità di scoprire le realtà aziendali bergamasche vicine ad arte e cultura ma perché, in primis, pone gli artisti stessi a contatto con il livello zero del fare arte: la manualità, la tecnica e la produzione artigiana. Il confronto tra l’azienda di marmo e graniti Freri & Brignoli e l’artista Andrea Romano ha permesso di realizzare all’interno degli spazi di lavorazione dell’azienda tre nuove opere della serie Claque & Shill. I disegni figurativi e astratti dialogano con le cornici realizzate con tre tipologie di marmi neri, tagliati a getto d’acqua, per raggiungere una geometria angolare netta. Le opere installate in modo mimetico nell’azienda che ha prodotto le cornici creano un corto circuito tra materia e opera. A partire da Sabato 17 Maggio, Claque & Shill “traslocherà” presso la sede storica di BACO, in Città Alta.

4. Walk with the artist

A partire dal concetto tardo ottocentesco di flâneur, il vagabondare senza meta, passando per le visite nella “città banale” dei Dada negli anni Venti, alle deambulazioni in campagna dei Surrealisti, alle derive della “città ludica” dei Situazionisti negli anni Cinquanta, transitando per gli interventi e le nuove teorizzazioni sul rapporto tra arte-natura nella Land Art degli anni Sessanta fino alle transurbanze degli anni Novanta del gruppo Stalker, le Walk costituiscono il punto di partenza della liquidità nomade del cambiamento. Walk with the artist è un programma di percorsi di autore che uniscono l’idea di tour, camminata, intervista all’artista e intervento urbano. Il progetto si propone di scomporre e rielaborare il concetto di spazio urbano e percorso, attraverso un’indagine che parte dai caratteri costanti e dai diversi processi estetici già storicizzati, per proporre una nuova visione autonoma che ricombina la geografia urbana con la ricerca artistica degli artisti coinvolti che indagano il territorio partendo da una ricerca soggettiva, insinuando la loro curiosità esplorando luoghi al di fuori degli spazi progettati. La loro pratica è un esperimento di mappatura della città nel suo inconscio, un estremo e coraggioso tentativo di esplorazione di quelle zone apparentemente prive di spettacolarità, ma che man mano svelano un’autentica e affascinante anima.

L’attraversamento della città come pratica investigativa ha coinvolto nel tempo lo sconfinamento tra architettura e arte contemporanea, aprendo nuove teorizzazioni e inedite formulazioni in vari campi d’indagine come l’intervento urbano e come la creazione di nuove categorie quali lo spazio unitario – unione di spazio pubblico e privato – che diviene punto di interazione e trasformazione.

Walk con Stefania Migliorati Venerdì 16 maggio, ore 16.00

Con “Direzioni di percorso” non ci sarà un punto d’incontro unico, ma partendo da punti diversi il pubblico confluirà nello stesso luogo. Ciascuno traccerà un percorso personale in cui potrà compiere delle azioni molto semplici. Una riflessione sul perdersi, sull’abitare, sul concetto di appartenenza ed estraneità, sui processi dell’ambientamento e dell’orientamento che disegnano e costruiscono le mappe mentali di ognuno.

Walk con Silvia Giambarone Sabato 17 maggio, ore 16.00

“Vice Veritatis” non intende raccontare la città che la ospita né la vita di chi la attraversa. Piuttosto vuole evocare i luoghi in cui la storia della città incontra la storia di altri territori, in un intarsio che conduce a uno spaesamento e privilegia l’immaginazione.

Walk con Borders.De & Bernardo Giorgi Domenica 18 maggio, ore 16.00

“in between” propone una camminata tra gli spazi verdi urbani, aree che rappresentano un’originalissima e poco conosciuta costante ambientale e culturale presente nella città di Bergamo.

Walk with Viola Thiele,   I FOUND,   2013 - photo Stefania Migliorati

Walk with Viola Thiele, I FOUND, 2013 – photo Stefania Migliorati

5.  IN BETWEEN. Invito all’opera di Anish Kapoor

Banca Popolare di Bergamo, Chiostro di Santa Marta, Piazza Vittorio Veneto, 8

Venerdì 16, ore 18.00 – 21.00

In Between. A dieci anni dalla posa di UNTITLED (2003) opera dell’artista anglo-indiano Anish Kapoor (Mumbai, 1954), nel mezzo del quattrocentesco Chiostro di Santa Marta – luogo per cui l’opera fu concepita e realizzata – si erge Il monolito rettangolare di granito nero, come una misteriosa e sacrale presenza. La monumentale scultura costituisce, anche fisicamente, un ponte ideale tra il contemporaneo di oggi e quello di ieri, a suo tempo altrettanto innovativo e tale da consentire di goderne ancora oggi fascino e bellezza.

6. Claudio Parmiggiani. Parmiggiani a San Lupo

Ex Oratorio di San Lupo, Via S. Tomaso7 / Venerdì 16, ore 18.00 – 21.00

Come tutti gli artisti che in passato hanno esposto le proprie opere nell’ex oratorio di San Lupo, anche Claudio Parmiggiani nell’installare le sue 53 campane si farà suggestionare dalla particolarità di questo luogo; San Lupo infatti fu un oratorio a vocazione funebre, di conseguenza gli artisti nel pensare alle proprie opere all’interno di questo luogo si trovano a meditare sui temi della memoria e della morte, temi tra l’altro già presenti nella poetica dell’artista emiliano.

7. Matteo Fato. (Parentesi)

Spazio SanPaolo Invest, Treviglio /  Venerdì 16, ore 19.00 – 21.00

Matteo Fato sintetizza diverse fasi del lavoro artistico, esplicitando un modus operandi che è ormai sua consuetudine lavorativa: osservare e rileggere le proprie opere a distanza, in un tempo rallentato, alla luce di nuovi sviluppi del suo percorso pittorico.
La ricerca e la poetica di Fato scaturiscono dal tentativo di mettere in scena un allestimento per la pittura, eppure si esprimono utilizzando liberamente i mezzi e i linguaggi non solo di quest’ultima, ma anche del disegno, della scultura, dell’incisione e del video. I materiali non si configurano come semplici supporti o strutture ma diventano linguaggio “trovando espressione in una progettualità site-specific; nell’osservazione delle cose e dello spazio in una natura morta del linguaggio, una cosa naturale della parola”, come sostiene lo stesso artista.

(parentesi) illumina sul carattere ellittico e minimalista, benché ricco e articolato, del progetto condotto da Fato. Il dialogo nel tempo messo in scena negli spazi di SanPaolo Invest si completa con un intervento nel Museo Civico Della Torre. Qui Fato ha inserito nell’allestimento del percorso un oggetto intruso, sintesi metonimica e iconoclastica della collezione del Museo.

8. Contemporary Locus 6. Margherita Moscardini, Jo Thomas

S. Rocco, Piazza Mercato delle Scarpe / Sabato 17, ore 11.00 – 12.30

Abbandonata all’incuria e in seguito definitivamente sconsacrata, l’ex chiesa di San Rocco recupera, oggi, un tempo visibile, accessibile, pubblico grazie a Contemporary Locus, progetto a cura di Paola Tognon.  Tappa dopo tappa, l’arte si dimostra in grado di rivivificare luoghi nascosti del patrimonio culturale della città, tessendo relazioni tra passato e presente per restituire alla comunità spazi di memoria. Per l’occasione sono due artiste, l’italiana Margherita Moscardini, e la sound artist e compositrice inglese Jo Thomas a realizzare un lavoro site-specif per San Rocco. Valutando i cedimenti strutturali, le superfetazioni recenti e le stratificazioni passate dell’impianto medievale, viene realizzato un oggetto cavo e percorribile che apre lo spazio come un cuneo: con tubi metallici, morsetti, reti di protezione e tavole, l’artista costringe San Rocco a essere accessibile, praticabile e illuminato notte e giorno. La stessa Moscardini afferma: “To San Rocco, with love è un intervento che reagisce al progetto Contemporary Locus […] offrendosi al luogo come dispositivo temporaneo per la sua stessa possibilità di visione, di accesso, di apertura alla città”. L’artista Jo Thomas, invece, attingendo dalla storia e dalle narrazioni contenute nello spazio cerca di comporre una nuova memoria sonora del luogo.  Micro glitch, diffusi da due altoparlanti collocati alle due estremità della chiesa, emanano un suono unitario che si propaga sfruttando la naturale acustica dello spazio; così, l’universo sonoro esterno può innestarsi e interagire con la fallibilità di un suono caratterizzato dalle anomalie dei glitch e da toni delicati.

Margherita Moscardini,   1xUnknown,   2012-ongoing (Heuqueville),   still di produzione. Photo Margherita Moscardini.

Margherita Moscardini, 1xUnknown, 2012-ongoing (Heuqueville), still di produzione. Photo Margherita Moscardini.

9. Annika Kahrs, Playing to the birds

BACO – Palazzo della Misericordia. Via Arena, 9 / Sabato 17, ore 11.00 – 13.00

Il video di Annika Kahrs, Playing to the birds, anima gli spazi di BACO.  Un salone musicale, un pianoforte, un pianista e “Legende Nr. 1. St. Francis of Assisi preaching to the birds” di Franz Liszt. Anomalo il pubblico presente durante l’esecuzione: non persone ma uccelli domestici. Le loro gabbie sono accuratamente disposte all’interno dello spazio.

Liszt, pianista e compositore austro-ungarico del diciannovesimo secolo, prende a modello per il suo virtuosistico componimento la leggenda letteraria di San Francesco. Così come lo stormo di uccelli della tradizione, anche qui si vuole mostrare come l’intero mondo degli animali e delle piante possegga un’anima e capacità di comprensione. Liszt ha trasportato questo racconto nel linguaggio universale della musica: la mimica dei suoni e dei rumori gioca un ruolo fondamentale, le note alte del pianista evocano, infatti, i trilli degli uccelli. I protagonisti cui è rivolta la narrazione originale ?gurano concretamente nella sala da concerto; lo spettatore dell’opera video entra a far parte a sua volta nella ?nzione narrativa di Kahrs. Questa strana mescolanza di strati reali e immaginari, che muovono sorpresa e confusione al contempo, è in contrasto con la concezione formale del ?lm: le lunghe inquadrature, il montaggio chiaro e ritmato e il punto di vista neutrale fanno sì che il video evochi un documentario scienti?co sulla fauna selvatica. Il risultato è che il concerto degli uccelli si presenta come una sorta di esperimento. Le note scompaiono, il musicista si alza, fa un inchino e lascia la stanza.

Annika Kahrs,   Still from Playing to the Birds,   2013 HDV-Video,   colour,   sound,    14 min,   edition of 5 + 2AP courtesy Peter Amby/Last Resort Gallery,   Copenhagen

Annika Kahrs, Still from Playing to the Birds, 2013 HDV-Video, colour, sound, 14 min, edition of 5 + 2AP courtesy Peter Amby/Last Resort Gallery, Copenhagen

10. Luigi Presicce. La caduta di Atlante con Legno a lato diritto e gallo a lato manco

Chiostro di San Francesco, Bergamo Alta / Domenica 18 maggio, ore 21.30

A concludere le quattro giornate dell’edizione 2014 di Art Date, in perfetta sintonia con il Dialogo nel tempo, s’inserisce la performance di Luigi Presicce nella cornice suggestiva del Chiostro di San Francesco in Bergamo Alta.

La caduta di Atlante con Legno a lato diritto e gallo a lato manco prosegue il ciclo dell’artista sviluppato intorno Le storie della Vera  Croce, una serie di performance che compongono un’unica monumentale opera ispirata alle vicende del Sacro Legno. Il contemporaneo medium performativo, nella sua totalità, si affianca a due tra i più importanti cicli pittorici dell’arte italiana del ‘300 e del ‘400, quello di Agnolo Gaddi (1350-1396) in Santa Croce a Firenze e quello di Piero della Francesca (1416-1492) in San Francesco ad Arezzo. Entrambi i Maestri traggono spunto per i loro racconti pittorici da La Legenda Aurea di Jacopo Da Varagine (1228-1298) e dalla Sacra Bibbia.

La caduta di Atlante con Legno a lato diritto e gallo a lato manco è un’opera che si compone in tre momenti performativi diversi, ciascuno racconta un episodio specifico: la battaglia tra il re persiano Cosroe II e l’imperatore bizantino Eraclio, raccontata ne La Legenda Aurea, il Battesimo di Cristo e la decapitazione di Giovanni Battista. La prima parte di La caduta di Atlante con Legno a lato diritto e gallo a lato manco vede protagonisti due lottatori di pancrazio, una forma di lotta corpo a corpo molto nota nell’antichità e caratterizzata da prese a mani nude di forte impatto estetico. Essi mettono in scena la battaglia tra il re persiano Cosroe II e l’imperatore bizantino Eraclio. I lottatori, attraverso l’esibizione di due bandiere con le effigi delle due diverse fazioni, l’aquila con la croce dell’impero bizantino e il leone con la spada per quello persiano, riportano la guerra a una questione di pura forma scultorea. Una terza figura, un osservatore, unico spettatore della battaglia e della performance stessa, diventa l’occhio dell’artista che immortala l’evento storico nel grande affresco di Arezzo (Piero Della Francesca), includendosi nella scena come guerriero.

La seconda performance che compone l’opera, ambientata come la precedente al centro del Chiostro di San Francesco a Bergamo, sarà aperta al pubblico. Quattro figure raccontano simbolicamente le vicende della Decollazione del Battista, con Salomè, Erodiade ed Erode in trono che divide il suo regno in due per avere in cambio le danze di Salomè. La figura di Erode nella sua statica regalità ha un doppio ruolo, quello del tagliatore della testa del Battista e insieme di Cosroe, al quale la testa viene tagliata per mano di Eraclio. La battaglia, intanto, continua sullo sfondo con i due imperi che si scontrano e le bandiere che volteggiano. Nella terza e ultima performance, che avrà luogo in una scogliera della costa Salentina, l’episodio biblico del Battesimo di Cristo prende le sembianze di un rituale di santeria cubana dove il corpo di Cristo viene purificato dal Peccato attraverso l’acqua di mare, il fumo di tabacco e il battito di ali di una colomba.

Luigi Presicce,   La caduta di Atlante con Legno a lato diritto e gallo a lato manco,   2014 Performance Chiostro di San Francesco,   Bergamo Alta

Luigi Presicce, La caduta di Atlante con Legno a lato diritto e gallo a lato manco, 2014 Performance Chiostro di San Francesco, Bergamo Alta