covers - the eyes can see what the mouth can not say - Jacopo Benassi,   Federico Pepe

covers – the eyes can see what the mouth can not say – Jacopo Benassi, Federico Pepe

Jacopo Benassi e Federico Pepe raccontano il loro ultimo progetto editoriale.

Il btomic è un club molto speciale che si trova a Spezia, un luogo dove un gruppo di persone appassionate e accomunate da un medesimo sentire organizza concerti, serve ai tavoli, produce azioni indipendenti, fa cultura. Una di queste persone è Jacopo Benassi che insieme a Federico Pepe ha creato per questo luogo una bella pubblicazione che vive parallelamente su carta e web the eyes can see what the mouth can not say | www.bzinemag.tumblr.com      

Jacopo e Federico, in occasione della presentazione del secondo numero avvenuta durante il SI Fest 23 di Savignano sul Rubicone,   ci hanno raccontato della loro collaborazione, di questa zine, e delle collaborazioni future.

ATP: Quando e come vi siete conosciuti e avete deciso di collaborare?

Jacopo Benassi_Una notte tempestosa a New York… no scherzo… a Napoli durante una mostra  dove esponevamo insieme.  Federico aveva  da qualche  settimana una bambina con la cresta dal nome Violetta! La mostra era da Changing Role di Guido Cabib (lo specifico perchè è anche merito suo se ci siamo conosciuti!). Non ho trovato solo un amico  ma un fratello!!

Federico Pepe_Più o meno dieci anni fa. Chiesi a Jacopo di incontrarlo in un bar in piazza Oberdan. Sapevo di dover fare una mostra a Napoli con lui in una galleria che, all’epoca, si chiamava Changing Role. Mi informai sul suo lavoro, ero curioso, quando lo incontrai decisi di invitarlo a partecipare al primo numero di Le Dictateur che era in lavorazione proprio in quel periodo. Quella fu la prima collaborazione.

ATP: Cosa esponevate in quella mostra?

JB_   ?

FP_Penso sia stato un caso. Beh, Jacopo è fotografia al 100%, io cazzeggio con un sacco di cose. In quell’occasione esponevamo entrambi delle fotografie. Nella mia testa le mie foto erano delle sculture che non avrei potuto realizzare. Forse.

ATP: L’incipit della vostra collaborazione è quindi legato alla fotografia, medium principale del progetto the eyes can see what the mouth can not say di cui avete appena presentato il secondo numero (terzo se contiamo il numero zero). Com’è nata questa pubblicazione? Come mai la scelta di farla vivere in parallelo sulla carta – le immagini – e sul web – i testi – ?

FP_L’idea della pubblicazione (he eyes can see what the mouth can not say ) viene da Jacopo. C’è anche un detto che dice: dai a Jacopo quel che è di Jacopo. (ma non era.. dai a Cesare quel che è di Cesare nda) Il titolo però è mio e penso sia un grande titolo. Entrambi adoriamo la carta. Entrambi adoriamo l’editoria per immagini, senza compromessi. Il web però è ottimo per l’approfondimento verticale. Lì trovi le interviste e via andare. Duplicare l’utilizzo dei mezzi non avrebbe senso. La fotografia vive al suo massimo sulla carta, le parole possono tranquillamente stare online, così come tante altre cose.

JB_Diciamo che il progetto è nato da solo. Senza chiedere o progettare le cose sono andate al loro posto perfettamente; è stato un richiamo della foresta, non abbiamo mai discusso nulla. Presto ci saranno delle novità nella produzione… saranno prodotti una serie di cd live del btomic.

ATP: the eyes can see what the mouth can not say è strettamente legato al btomic e alla musica, cos’è precisamente il btomic? Il vostro rapporto con la musica?

JB_the eyes can see…..  non è solo musica, diciamo che in parte è legato ai live del btomic club in parte no. Ci piacerebbe anche mixare   parte della vita del quartiere che circonda il locale che è popolare e molto etnico, per esempio con interviste alla nostra donna delle pulizie Mercedes come in questo numero – nel prossimo avremo un uomo che ha passato molti anni in galera  o il tossico o la famiglia che non arriva a fine mese, o la pizzeria napoletana del quartiere… ecc… – e qualche inserto che viene da fuori, come in questo caso Paola Manfrin e Maurizio Cattelan. Diciamo che il magazine sta continuamente crescendo numero dopo numero.  Il nostro rapporto con la musica è quello di ricercare  artisti  che fanno parte della nostra cultura  e con loro, non solo fare un live, ma produrre un live, corredato da un’intervista, foto, e una registrazione del live stesso…  insomma creare una memoria storica di ciò che facciamo ma facendola diventare, su carta, un libro fotografico e online un magazine con tutte le interviste correlate e presto anche i video.

FP_Vero. Il progetto ha la sua radice nella musica e il bello del progetto è che lavora sul paradosso della visione. Non c’è musica. COCO invece, l’altro nostro progetto, lavora su come le variabili musica e immagini lavorano insieme. E’ la carrozzeria di un apparato che è però fondamentale al funzionamento del suo motore, e poi come sempre vale tutto, vale tutto quello che rientra nella stessa vibrazione. In questo Jacopo è molto bravo perché non fa mai nulla per opportunismo, per cui quello che catalizza attorno a se ha sempre una sorta di familiarità.

ATP: Cosa vi aspettate da questo composito progetto? Potete darmi anticipazioni sul prossimo numero e sulle vostre prossime collaborazioni?

JB_Per quanto mi riguarda, lo lascio andare avanti come se fosse una creatura che sta crescendo da sola. Sul prossimo numero ci sarà uno special fedele alla linea…!  Sicuramente vorrei presentarlo insieme a dicembre   a Milano.  Con Federico portiamo avanti un altro progetto video che si chiama COCO e produciamo video in collaborazione con molti musicisti  della scena btomic. Non so, forse la cosa più interessante che faremmo, se ci fossero delle richieste, sarebbe quella di creare una serata “the eyes can see what the mouh can not say“. Insomma, portare come se fosse una performance che lega la musica, l’immagine  e l’arte contemporanea tutto insieme lasciando traccia e ri-documentando ciò che abbiamo documentato.

Intervista raccolta da Federica Tattoli

PRESENTAZIONE BY  Jacopo BENASSI

PRESENTAZIONE BY Jacopo BENASSI

the eyes can see what the mouth can not say
è un progetto editoriale e fotografico di Jacopo Benassi, la direzione artistica è di Federico Pepe (Le Dictateur), le illustrazioni di Lorenzo D’anteo; collaborano Carolina Mauri e Gianluca Petriccione (miss q lee).

Sommario n. 02

Buffalo Bill, testo di Francesco Terzago

Ernesto Tommasini, intervista di F.M. Palumbo

Khan, live Le Dictateur Milano

Teho teardo , intervista di Diego Ballani

Carla R. Bozulich, intervista di F.M. Palumbo

Chris Knight e Joe Rogerson, performance btomic club La Spezia

Olivier Manchion, intervista di F.M. Palumbo

Mercedes, intervista di Tonino Paziente

Lydia Lunch, intervista di Renzo Daveti e Laura Rescio

Asia Argento, intervista di Filippo Brunamonti

The Fleshtones, live Shake club, intervista di Miguel Basetta

Jiku55, intervista di Wild Banana

Lubomyr Melnyk, intervista di Julia Kent

Larry Gus, intervista di Laura Rescio

Amaury Cambuzat (Ulan Bator), intervista di Diego Ballani

Michael Gira (Swans), testo di F.M. Palumbo

Paola Manfrin (Permanent Food), intervista di Maurizio Cattelan

Illustrazione D'Anteo - the eyes can see what the mouth can not say - Jacopo Benassi,   Federico Pepe

Illustrazione D’Anteo – the eyes can see what the mouth can not say – Jacopo Benassi, Federico Pepe

asia argento,   the eyes can see what the mouth can not say - Jacopo Benassi,   Federico Pepe

asia argento, the eyes can see what the mouth can not say – Jacopo Benassi, Federico Pepe

The Fleshtones - the eyes can see what the mouth can not say - Jacopo Benassi,   Federico Pepe

The Fleshtones – the eyes can see what the mouth can not say – Jacopo Benassi, Federico Pepe