La scultura lingua morta (2015),   lettura silenziosa ph Luisa Ausenda

La scultura lingua morta (2015), lettura silenziosa ph Luisa Ausenda

Testo di Luisa Ausenda

Il Museo Marino Marini invita a interagire con i suoi protagonisti, Leon Battista Alberti e Marino Marini. Dall’11 gennaio all’8 marzo 2015 l’ospite a confronto con la collezione permanente è Massimo Bartolini (Cecina, 1962) – a cura di Alberto Salvadori.

Com’è noto, secondo i Cattolici nel Santo Sepolcro di Gerusalemme fu sepolto Gesù. Dopo che Costantino vi costruì intorno un santuario, l’Anastasi, il suo modello si diffuse. Leon Battista Alberti nel 1467 realizzò un tempietto di questo tipo per la famiglia Rucellai. Il mausoleo in marmo bianco permea la Cappella di un’atmosfera ieratica. Fra gli stemmi intarsiati in verde spicca la vela della Fortuna dei Rucellai.

Bartolini indaga le origini del Museo, che si trova in una chiesa sconsacrata. Aderisce perfettamente all’intento della mostra Revolutionary Monk (2005). Un monaco birmano in ferro battuto siede inginocchiato su un piedistallo di fronte al tempietto. Occasionalmente, ruota vorticosamente su stesso, oscillando. In un angolo della Cappella un’altra opera, Airplane (2014), pare un piedistallo vuoto. Nello studio dell’artista Airplane comprendeva un basamento in legno sopra il quale poggiava un aeroplanino di carta dispiegato. Nella Cappella i due elementi, il basamento e il foglio, “plasmati” insieme in un unico blocco di marmo, realizzano un oggetto partecipe della sacralità del luogo.

Nel seminterrato l’artista concepisce un teatro. Per prima cosa appare un muro ricoperto di numeri. Migliaia di cifre sono stampate su uno Studio di nuvole di John Constable. La parete occupa lo stesso volume de Il Giocoliere, una scultura di Marini. I numeri sono le “coordinate” per riprodurre – o potenzialmente riprodurre – con una stampante 3D l’opera dello scultore. Ai piedi delle scale, e dall’altra parte del muro, siedono due ragazze. Le stagiste del Museo leggono Scultura lingua morta di Arturo Martini ad alta voce e in silenzio. Durante l’inaugurazione i visitatori inconsapevoli hanno preteso più volte che la lettrice silenziosa si spostasse. Echeggia all’interno della cripta Petites Esquisses d’arbres (2014): parafrasi e interpretazione delle sonate per pianoforte Petites Esquisses d’Oiseux di Olivier Messiaen. Bartolini ha registrato su un vinile 33 giri il vento fra lo studio e casa sua. Assegnando una nota a ogni albero, e seguendo gli intervalli dei brani di Messiaen, l’artista inventa un paesaggio sonoro al ritmo di un’opera musicale.

A volte nelle sue opere Bartolini s’ispira a caratteristiche personali. Nel 2013 la sua fidanzata aveva trentotto anni. Appeso a un muro, 38 (2013) sembra uno specchio: un cerchio di vernice nera riflettente. Da vicino la sua circonferenza si spezza in trentotto lati. In cima a dei gradini, un finto masso, una versione a tutto tondo delle medievali ‘rocce scheggiate’, impedisce l’accesso a una cappella buia della cripta.

Revolutionary Monk assume la posizione del Bodhisattva, una persona (monaco o laico) a metà strada fra il nirvana e il sa?s?ra, dove quest’ultimo rappresenta la vita terrena, il mondo materiale. Leon Battista Alberti fu un intellettuale impegnato nell’elaborazione del classicismo all’interno dei modelli moderni della sua epoca: un illuminato. Se il Santo Sepolcro fu inizialmente costruito da un discepolo di Gesù, Giuseppe D’Arimatea, per se stesso, uno dei luoghi più sacri al mondo nacque dal gesto di un uomo. Al confine fra sacro e profano, il Museo, il mausoleo e la mostra procedono di pari passo.

museomarinomarini.it

Il giocoliere 2014,   stampa plotter su carta Blue Back ph Dario Lasagni (Courtesy Galleria Massimo De Carlo,   Milano_Londra) 2

Il giocoliere 2014, stampa plotter su carta Blue Back ph Dario Lasagni (Courtesy Galleria Massimo De Carlo, Milano_Londra) 2

Airplane 2014,   marmo ph Luisa Ausenda

Airplane 2014, marmo ph Luisa Ausenda

Airplane 2014,   marmo ph Dario Lasagni (Courtesy Massimo De Carlo)

Airplane 2014, marmo ph Dario Lasagni (Courtesy Massimo De Carlo)