Lia Cecchin,   ASAP Research Library,   2013,   libri,   scaffale in legno,   scritta in PVC,   dimensioni variabili. Foto di Yukai Ebisuno,   Raffaella Mantegazza

Lia Cecchin, ASAP Research Library, 2013, libri, scaffale in legno, scritta in PVC, dimensioni variabili. Foto di Yukai Ebisuno, Raffaella Mantegazza

 

Elisa Barrera,   Six Attempts to Get Flesh,   2013,   pali in legno di abete,   tela,   tessuti in lana e fibre sintetiche,   rete mimetica,   pelliccia sintetica,   plastica,   dimensioni complessive 310 x 530 cm. Foto di Elisa Barrera

Elisa Barrera, Six Attempts to Get Flesh, 2013, pali in legno di abete, tela, tessuti in lana e fibre sintetiche, rete mimetica, pelliccia sintetica, plastica, dimensioni complessive 310 x 530 cm. Foto di Elisa Barrera

 

 

Testo di Matteo Mottin

In coincidenza con Artissima  Resò Meet Up (Barriera, Torino) presenta It Happened Tomorrow / Accadde Domani, mostra collettiva a cui partecipano Elisa Barrera (Torino, 1989), Lia Cecchin (Feltre, 1987), Giulia Gallo (Torino, 1988), Namsal Siedlecki (Greenfield, U.S.A., 1986), Elena Tortia (Torino, 1987), affiancati dai due assistenti curatori Bruno Barsanti (Bari, 1982) e Fabio Cafagna (Torino, 1983), tutti operativi in Piemonte.

La mostra è una riflessione sulle possibili declinazioni di futuro e prende il titolo dal terzo film americano di René Clair (It Happened Tomorrow del 1944), in cui il protagonista riceve dall’archivista del giornale per cui scrive alcune pagine con notizie di fatti che devono ancora accadere. E’ interessante notare come la sede deputata alla conservazione della memoria qui diventi una specie di oracolo, un dispensatore di anticipazioni. Gli artisti hanno saputo elaborare bene questo aspetto: senza affidandosi a tecniche volutamente “innovative” hanno saputo reinterpretare il passato creando un’atmosfera atemporale. Peccato solo per l’allestimento confuso e l’illuminazione incoerente che, a mio avviso, penalizzano di molto la fruizione dei lavori.

Il lavoro più pertinente al tema è “ASAP Research Library” di Lia Cecchin: una vera e propria biblioteca (il cui catalogo è consultabile sul sito www.asap-researchlibrary.org), composta unicamente da libri aventi uno sguardo fiducioso ed ottimista sul futuro, una raccolta di visioni di futuri mancati e futuri possibili. Elisa Barrera presenta “Six attempts to get flesh”, un’installazione composta da pali in legno di abete sulla cui sommità l’artista ha disposto stoffe e tessuti i cui colori rimandano all’incarnato. Il lavoro è molto ‘fisico’, per certi versi sensuale, ma composto con elementi non direttamente connessi al corpo e alla carne.

Con “Vis Plastica (Archeologie del futuro)” Giulia Gallo dispone sul pavimento dello spazio dei granuli di polietilene a bassa densità, materiale riciclato che per l’artista viene a trovarsi in un limbo tra passato e futuro, limbo simile a quello in cui vennero a trovarsi i fossili in epoca medievale, dalla cui antica denominazione il lavoro prende il titolo.

Namsal Siedlecki presenta due lavori. “Monument” è la fusione in bronzo di un boomerang posta su un piedistallo; la glorificazione della forma perfetta dell’oggetto, immutata da circa trentamila anni, lo svuota della sua funzione pratica. In “Bullet” un meteorite è stato fatto scontrare su una rete metallica: la collisione di un materiale “alieno” con uno di produzione “terrestre” suggella l’incontro di tempi e spazi lontani.

Elena Tortia presenta “In fondo lo sapeva”, una videoinstallazione in cui un brano tratto da “Storie della preistoria” di Alberto Moravia viene interpretato dall’artista e da una sua amica non udente nella Lingua dei Segni Italiana (LIS). Il lavoro si propone come una riflessione sull’universalità di ogni linguaggio.

La mostra è visitabile fino al 7 Dicembre.

Namsal Siedlecki,   Monument,   2013,   legno,   bronzo,   140 x 70 x 20 cm. Foto di Yukai Ebisuno,   Raffaella Mantegazza

Namsal Siedlecki, Monument, 2013, legno, bronzo, 140 x 70 x 20 cm. Foto di Yukai Ebisuno, Raffaella Mantegazza

Giulia Gallo,   Vis Plastica (Archeologie del futuro),   2013,   granuli di polietilene a bassa densità (LPDE),   dimensioni variabili. Foto di Yukai Ebisuno,   Raffaella Mantegazza

Giulia Gallo, Vis Plastica (Archeologie del futuro), 2013, granuli di polietilene a bassa densità (LPDE), dimensioni variabili. Foto di Yukai Ebisuno, Raffaella Mantegazza