Nel 2015 ar/ge kunst celebra i 30 anni dalla sua fondazione (1985). In occasione di quest’anniversario l’intera programmazione sarà rivolta a riflettere criticamente sul modello Kunstverein adottato dall’istituzione. Mantenendo il formato mostra al centro della propria ricerca, l’anniversario offrirà l’opportunità di indagare anche la dimensione più associativa su cui si basa l’idea di Kunstverein stesso; l’istituzione quindi come luogo d’incontro e continua analisi sul proprio ruolo e responsabilità all’interno del paesaggio culturale e politico così come nei confronti dei propri membri e del pubblico. Il programma si articola in una serie di attività che cercano di porre ar/ge kunst in una crescente relazione di reciprocità con la città e il panorama artistico e culturale a cui appartiene.

L’etimologia del termine “Verein” che qualifica ar/ge kunst come organizzazione offre uno spunto concettuale importante per ripensare il modo in cui le mostre ed un programma pubblico di formati discorsivi, laboratoriali e performativi si alterneranno, sovrapporranno e ospiteranno influenzandosi mutuamente: vereinen (accomunare), verbinden (abbinare, combinare), versöhnen (conciliare), Erscheinungsform des Zusammenschlusses einer Mehrheit von Personen (La forma in cui si manifesta l’unione di una pluralità di persone). In questo senso, il programma ambisce a combinare una necessaria riflessione su ar/ge kunst stessa con la ricerca di artisti che indagano costantemente quell’Erscheinungsform (manifestazione) risultato di pratiche plurali e collettive.

Nel 2015 ar/ge kunst produrrà e presenterà il lavoro di artisti che operano nel campo delle arti visive, danza, teatro, design, cinema, teoria e al confine tra esse.

 Come Primo Amore – Andreas Pichler / La Mia Scuola di Architettura*

27 Gennaio, ore 19

La programmazione di ar/ge kunst del 2015 apre con una presentazione di Andreas Pichler (1967, Bolzano), regista di numerosi documentari co-prodotti da Italia, Germania, Austria e Francia (ARTE, RAI, ZDF, ..). Combinando materiale filmico e racconto, Pichler rifletterà sulla propria pratica in rapporto al paesaggio sudtirolese in cui si è formato.

* La Mia Scuola di Architettura prende il titolo dalla serie fotografica dell’artista ed “anarchitetto” Gianni Pettena in cui è rappresentato il paesaggio delle Dolomiti che circonda Bolzano. Si tratta di una serie di presentazioni pubbliche irregolari che intende indagare l’idea di paesaggio e l’influenza che esso può avere sulla formazione di un individuo, come artista e cittadino, e quindi sulla costruzione di un’intera comunità. Allo stesso tempo, in linea con il messaggio di Pettena stesso, La Mia Scuola di Architettura intende portare avanti una riflessione sui possibili formati di produzione e trasmissione di conoscenza, così da espandere l’idea stessa di educazione e scuola.

Aldo Giannotti,   Spatial Disposition,   2014

Aldo Giannotti, Spatial Disposition, 2014

Spatial Dispositions – Aldo Giannotti / 10.2 – 30.4.2015

Inaugurazione: 07.02 ore 19

A cura di Emanuele Guidi

Il primo progetto di mostra del 2015 Spatial Dispositions (Räumliche Veranlagungen) dell’artista italiano Aldo Giannotti (1977, vive e lavora a Vienna), opera come introduzione all’intero anniversario e presenta un’indagine graduale su ar/ge kunst stessa. A partire dall’osservazione dell’architettura, Giannotti si confronta con la storia, la mission, l’economia, le ambizioni dell’istituzione e sviluppa una metodologia di ricerca che traccia una cartografia mutevole in cui lo spazio fisico si subordina continuamente al potenziale trasformatore delle idee proposte. Presentata come serie progressiva di progetti in forma di disegno, si tratta di una cartografia che cresce durante la temporalità della mostra attraverso il dialogo con chi partecipa, e ha partecipato, alla costruzione di ar/ge kunst stessa, sia esso il team, i membri del Kunstverein o il pubblico.

What It Means To Win (Brave New Alps & Paolo Plotegher)

Primo workshop: 11 Aprile 2015

Nel corso del 2015 continuerà la serie di workshops lanciata nel Luglio 2014 da Brave New Alps e Paolo Plotegher insieme ad ar/ge kunst nel contesto della mostra Making Room – Spaces of Anticipation. Il laboratorio collettivo inizia da una serie di riflessioni individuali sul significato di produzione culturale, resistenza e competizione per ripensare il ruolo delle realtà, istituzionali e non, e le dinamiche che regolano la relazione tra esse.

Radical Hospitality: Can Altay /  Un progetto di ar/ge kunst e Lungomare

Iniziato nell´Ottobre del 2014 con una prima presentazione pubblica, nel 2015 continuerà la residenza dell’artista turco Can Altay a Bolzano, su invito congiunto di ar/ge kunst e Lungomare.   Il tema della residenza è Ospitalità Radicale e invita il residente a confrontarsi e interpretare le questioni legate all’ospitalità intesa come spazio relazionale e sociale, come condizione temporanea e come rapporto che definisce al suo interno dinamiche di potere.
La residenza a lungo termine, articolata in una serie di attività pubbliche e momenti di ricerca, proseguirà fino a metà 2016. La collaborazione tra le ar/ge kunst e Lungomare è il risultato di due percorsi differenti che si incontrano nell’urgenza comune di voler affrontare e ripensare insieme (anche attraverso la pratica di un’artista) il significato di una progettualità culturale condivisa.  Con questo progetto ar/ge kunst prosegue il percorso di residenze di ricerca, iniziato nel 2013/14 con l’artista Irlandese Gareth Kennedy (One Year Research Project).

Clemence Seilles,   Socles,   2013

Clemence Seilles, Socles, 2013

Clemence Seilles / 16 Maggio – 1 Agosto 2015

Inaugurazione: 15 Maggio, ore 19

L’artista e designer francese Clemence Seilles (1984) è stata invitata per sviluppare un progetto appositamente per gli spazi di ar/ge kunst che si concentra sul formato mostra stessa come “medium” e come momento per ripensare modi di collaborazione e produzione collettiva. Clemence Seilles da sempre lavora sulla realizzazione di spazi che indagano il presente ed esplorano possibili scenari anticipatori. Mettendo al centro della propria ricerca l’exhibition design, il progetto si muove sul confine della scenografia e della realizzazione di un ambiente funzionale che possa agire da supporto e sostegno ad altri interventi che saranno ospitati durante la mostra stessa.

Studio Practice: On the Act of Reading

(Valentina Desideri con Denise Ferreira da Silva, Jennifer Lacey) /  Luglio 2015 

All’interno della mostra di Clemence Seilles ed in dialogo con essa, si terrà una settimana di workshop/performance dell’artista e coreografa Valentia Desideri (1978, co-fondatrice di PA-F, vive e lavora tra st. Erme ed Amsterdam) in collaborazione con la filosofa Denise Ferreira da Silva e la coreografa Jennifer Lacey. Attraverso esercizi e tecniche di lavoro che derivano dalla filosofia e la danza contemporanea, lo spazio di ar/ge kunst sarà trasformato temporaneamente in un luogo di scambio e produzione collettiva. Partendo dal concetto di “reading” (lettura) le artiste indagheranno possibili forme di apprendimento (learning) ed educazione come aspetti fondamentali dello stare insieme e del vivere insieme. Il titolo Studio Practice, si riferisce al momento in cui sia coreografi che artisti si esercitano e sperimentano prima della rappresentazione pubblica: in questo caso, il momento della sperimentazione avverrà pubblicamente.

Ingrid Hora

Ingrid Hora

Ingrid Hora 12 Settembre – 28 Novembre 2015

Inaugurazione 5 Settembre, ore 19

Il lavoro di Ingrid Hora si concentra sulla relazione tra scultura e performance e sulle possibilità di formare e attivare “comunità temporanee” intorno ad alcuni elementi che lei produce. Utilizza la scultura come device coreografico, che genera istruzioni per i potenziali utilizzatori. In collaborazione con coreografi e associazioni locali Ingrid Hora esplorerà la nozione di Ehrenamtlichkeit (volontariato).

Il Grande Rifiuto – Ligna

In collaborazione con ON Bologna, Festival Santarcangelo dei Teatri, Transart Bolzano, Teatro della Tosse (Genova).  Il progetto Il Grande Rifiuto del collettivo tedesco Ligna, si compone di una serie di residenza di ricerca e produzione in Italia nella primavera 2015, che porteranno alla produzione di una performance audio che sarà presentata dai rispettivi partners tra l’estate e l’autunno del 2015. Il progetto indaga l’idea di rifiuto e resistenza in occasione del centesimo anniversario dell’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale e a partire dallo sciopero generale Europeo, mai realizzato, che la Seconda Internazionale Socialista avrebbe voluto organizzare per impedire lo scoppio della guerra.

Olivia Plender / Dicembre 2015 – Gennaio 2016

Olivia Plender (UK, 1977, vive e lavora tra Londra, Stoccolma e Berlino) L’artista è stata invitata ad ar/ge kunst per il suo interesse sui movimenti sociali, politici e religiosi del XX secolo con particolare attenzione verso i modelli educativi sperimentati da esse. La ricerca parte da alcune esperienze specifiche di movimenti femministi inglesi dei primi del ‘900 (in particolare sulla figura dell’attivista Sylvia Pankhurst) per testare se la loro pratica ha ancora una eco ed un potenziale per ripensare le strutture istituzionali oggi al tempo dell’economia della conoscenza.

Olivia Plender,   Sylvia Pankhurst Protesting,   2013

Olivia Plender, Sylvia Pankhurst Protesting, 2013