Antinori Familiae Museum - Diego Perrone Patrick Tuttofuoco,   Orecchi e Fantasmi in Cantini,   Val di Pesa 2013

Antinori Familiae Museum – Diego Perrone Patrick Tuttofuoco, Orecchi e Fantasmi in Cantini, Val di Pesa 2013

Inaugura venerdì 15 novembre all’ Antinori Familia Museum – presso le Cantine Antinori‘Orecchie e Fantasmi in Cantina’: un progetto proposto da Marco De Michelis e curato da Chiara Parisi che coinvolge Diego Perrone e Patrick Tuttofuoco.

ATPdiary ha invitato Marco De Michelis a raccontarci il progetto, rispondendo ad alcune domande.

ATP: Cosa “nasconde” il titolo “Orecchie e Fantasmi in cantina”?

Marco De Michelis: Il titolo del progetto è un innocente gioco di parole che rimanda alle opere dei due artisti presenti: ai “fantasmi” di Patrick Tuttofuoco e alla scultura in vetro di Diego Perrone che ha come soggetto proprio un orecchio. La cantina, da parte sua, ci ricorda il luogo nel quale la mostra sarà ospitata, appunto la Cantina dei Marchesi Antinori.

ATP: Mi racconti come sono nati i progetti dei due artisti Diego Perrone e Patrick Tuttofuoco?

M.D.M.: Il progetto nasce dalle grandi Iconostasi di Yona Friedman che occupano le due corti interne della nuova cantina Antinori, realizzata su progetto dello studio fiorentino Archea. Friedman concepisce le sue installazioni, a metà tra architettura e scultura, non tanto come opere finite, quanto piuttosto come occasioni per generare partecipazioni, interventi, accadimenti successivi. L’Iconostasi chiede, in qualche modo, di essere abitata e il progetto odierno nasce dall’invito rivolta a due artisti, Tuttofuoco e Perrone, a contribuire alla animazione del lavoro del grande architetto franco-ungherese che proprio quest’anno ha festeggiato il novantesimo compleanno. La scultura di una grande testa alata di Perrone sarà collocata all’interno degli spazi della Iconostasi, proprio come se questa fosse una casa, e la sua configurazione aperta prodotta dal montaggio di innumerevoli cerchi metallici di uguale dimensione, sarà dilatata e riconfigurata da Tuttofuoco con l’inserimento di anelli variopinti di neon che illumineranno lo spazio. Il dialogo proseguirà all’interno del Museo Antinori, che ospita documenti e dipinti sulla storia della famiglia. Qui Tuttofuoco esporrà un gruppo di opere recenti che continuano la sua riflessione sulla maschera, presentando un gruppo di figure che si celano sotto i drappeggi di grandi pezze di tessuto, in parte provenienti dalle stanze del fiorentino Palazzo Antinori e che si alternano con frammenti “non finiti” di figure scolpite. Diego Perrone insisterà sul tema della metamorfosi, affiancando alla donna-uccello collocata all’interno della Iconostasi, una scultura in vetro che rappresenta un orecchio che si trasforma in un misterioso becco spalancato e una grande fotografia nella quale una figura fiammeggiante sembra trasformarsi in una grande farfalla variopinta.

ATP: Non ti nascono che la prima volta che sono entrata alla Cantina Antinori, la sensazione è stata di grande meraviglia. Non solo per la complessità degli spazi, ma anche per le soluzioni altamente ingegneristiche. Collocare delle opere in uno spazio così connotato non è sicuramente facile. Come racconteresti brevemente l’architettura della Cantina?

M.D.M.: Il grande edificio della cantina mi pare dialogare bene con il paesaggio straordinario del Chianti che è caratterizzato da un irripetibile equilibrio tra una sorta di naturalezza originaria e di geometrico artificio. L’articolazione degli spazi interni ruota attorno agli spazi grandiosi e ipogei delle cantine (durante questi giorni di vendemmia ricolmi del profumo persistente dell’uva che diventa vino!) e ai volumi allungati che si aprono verso la valle ospitando gli uffici e gli spazi destinati al pubblico dei visitatori. Le tre grandi corti aperte oggi sono occupate dalle due Iconostasi di Friedman appena ricordate, che davvero sembrano sollecitare il moltiplicarsi di avvenimenti -mostre, performances, dibattiti – ospitati al loro interno, e dall’orologio solare di Rosa Barba che stabilisce un rapporto cangiante tra interno ed esterno che si affida allo scorrere delle ore diurne, alla luce del sole e alle condizioni metereologiche continuamente mutevoli. Forse lo spazio più difficile è proprio quello del Museo che ha bisogno di approfondire una propria identità, di maturare, passo a passo, un suo carattere peculiare. Passo a passo, appunto.

Antinori Familiae Museum - Diego Perrone Patrick Tuttofuoco,   Orecchi e Fantasmi in Cantini,   Val di Pesa 2013

Antinori Familiae Museum – Diego Perrone Patrick Tuttofuoco, Orecchi e Fantasmi in Cantini, Val di Pesa 2013

Antinori Familiae Museum - Diego Perrone Patrick Tuttofuoco,   Orecchi e Fantasmi in Cantini,   Val di Pesa 2013

Antinori Familiae Museum – Diego Perrone Patrick Tuttofuoco, Orecchi e Fantasmi in Cantini, Val di Pesa 2013

Antinori Familiae Museum - Diego Perrone Patrick Tuttofuoco,   Orecchi e Fantasmi in Cantini,   Val di Pesa 2013

Antinori Familiae Museum – Diego Perrone Patrick Tuttofuoco, Orecchi e Fantasmi in Cantini, Val di Pesa 2013