Rosa Barba,   Cantina dei Marchesi Antinori nel Chianti Classico,   San Casciano Val di Pesa

Rosa Barba, Cantina dei Marchesi Antinori nel Chianti Classico, San Casciano Val di Pesa

E’ stato inaugurato sabato 26 maggio il primo appuntamento di ANTINORI FAMILIAE MUSEUM, progetto con cadenza annuale, che coinvolge tre artisti nazionali e internazionali. L’esordi è stato con  Rosa Barba, Yona Friedman e Jean-Baptiste Decavèle , a cura di Chiara Parisi. I tre artisti hanno espresso il loro punto di vista su questa luogo molto connotato sia in quanto cantina, sia per la sua collocazione geografica: tra morbide colline a una mezzora di macchina da Firenze. L’architettura della cantina, progettata dall’architetto Marco Casamonti, dello Studio Archea Associati,  è concepita nel totale rispetto paesaggistico, tant’è che, la prima impressione che si ha, osservando da lontano la cantina è che essa sia nascosta dentro, per l’appunto, alla collina.

Due degli interventi degli artisti sono empatici con lo spazio. Per l’architettura della cantina, Rosa Barba ha realizzato un intervento  in uno dei tre vertiginosi cortili, trasformandolo in una macchina ottica, dove il tempo esterno, quello delle colline del Chianti, entra attraverso un meccanismo allestito attorno alla fessura circolare nel tetto. La volta viene trasformata in una lente che filtra la luce del sole e permette all’esterno di depositare il passare del tempo, fissato attraverso delle scritte sul pavimento. L’artista tenta di trasformare lo spazio architettonico in un orologio che misura se stesso e che pulsa di vita propria; una macchina dell’immaginario, un deposito della memoria dello spazio e del tempo, fonte di nuove narrazioni e nuove illusioni.

L’architetto teorico dell’urbanismo  Yona Friedman, ha ripensato alla funzione dello spazio museale proponendo un modulo tridimensionale che diviene una struttura spaziale in cui si possono esporre interventi artistici e pedagogici. Friedman ha creato per la cantina un’Iconostasi (nell’architettura religiosa, l’iconostasi ha la funzione  di delimitare lo spazio più sacro a cui hanno accesso solo i religiosi (presbiteri ), dallo spazio riservato ai fedeli laici che assistono alla messa) in due tempi: una soluzione strutturale interattiva che cambia come un’architettura viva, che può essere spostata, rimossa e riconfigurata a piacimento. La struttura è fatta di cerchi in ferro del diametro di 2 metri assemblati assieme per creare moduli autoportanti e combinabili all’infinito.

Il terzo intervento, invece, è il film di Jean-Baptiste Decavèle.  Al fotografo e regista, sono state aperte le porte dell’archivio della famiglia Antinori, che raccoglie documenti, opere, testimonianze conservate dalla dinastia per ben 26 generazioni (producono vino dal 1380). Il suo lavoro di ricerca e interpretazione ha dato vita ad un ritratto emblematico della famiglia e della sua storia, ritmato da riavvicinamenti attenti, che si posano sulle opere, sui dettagli e sugli oggetti per rivelarne l’essenza.

Yona Friedman,   Cantina dei Marchesi Antinori nel Chianti Classico,   San Casciano Val di Pesa

Yona Friedman, Cantina dei Marchesi Antinori nel Chianti Classico, San Casciano Val di Pesa

Rosa Barba,   Cantina dei Marchesi Antinori nel Chianti Classico,   San Casciano Val di Pesa

Rosa Barba, Cantina dei Marchesi Antinori nel Chianti Classico, San Casciano Val di Pesa