Torino ha festeggiato l’Anniversario della Liberazione dell’Italia dai nazisti riproponendo “Vitrine – Alle Radici della Democrazia”. L’evento nasce dall’unione di due iniziative: “Vitrine”, promossa dalla GAM per dare visibilità agli artisti piemontesi, e “Alle radici della democrazia”, la rassegna il Consiglio Regionale del Piemonte organizza tutti gli anni a Palazzo Lascaris.

Praticamente è stato chiesto agli artisti selezionati da Anna Musini per questa edizione di Vitrine Felipe Aguila, Alis/Filliol, Manuele Cerutti, Alessandro Quaranta e Driant Zeneli.- di sviluppare un lavoro inedito ispirato ai temi della memoria, della Resistenza e della Costituzione.

Per Palazzo Lascaris Alis/Filliol hanno realizzato due sculture in cera e grasso industriale poste sopra due piedistalli che si fronteggiano ai lati del porticato che conduce nel cortile del palazzo. Le teste ricordano due volti primordiali, entità in trasformazione, simboli dell’incontro con l’altro, il diverso con il quale è necessario confrontarsi sin dall’origine nella vita, e sembrano riferirsi alla ritrattistica romana di epoca repubblicana: le personalità pubbliche e i politici erano soliti farsi ritrarre in sculture del volto o del busto da esporre in segno di rappresentanza. I tratti fisionomici di queste due sculture invece diventano illeggibili al punto da non potere più decifrare alcuna umanità: un’esasperazione del reale a favore di un espressionismo quasi grottesco tramite cui queste due teste diventano entità in trasformazione, simboli dell’incontro con l’altro, il diverso con il quale è necessario confrontarsi sin dall’origine nella vita, metafore della necessità di dialogo in una società democratica: quando l’altro non è visto e riconosciuto, prevale un’atmosfera grottesca, di disagio, al limite della parodia, in cui la naturalezza dell’uomo si perde e prevale una maschera artificiale.

Alessandro Quaranta presenta alla GAM “Per te che verrai”, un video realizzato dall’artista esclusivamente per tentare di risvegliare uno zio partigiano dall’incoscienza dell’Alzheimer attraverso immagini della Val Pesio, luogo che fu rifugio dei partigiani e dove si svolse la battaglia di Pasqua nel 1944 a cui questi prese parte attivamente. Con la morte dello zio, il progetto si è esteso dal ricordo del singolo alla memoria di un’intera collettività. L’artista, attraverso varie ricerche, ha trovato un archivio di diapositive a colori realizzate da un altro partigiano, e ha iniziato a filmare le stesse prospettive presenti in queste, cercando di aderire il più possibile alle stesse inquadrature e angolazioni. Nell’installazione per “Vitrine”, sul video vengono proiettate le diapositive del partigiano, e l’immagine ovviamente non combacia mai perfettamente: è impossibile ricordare in modo identico a qualcun altro: nella memoria si incorre sempre in una perdita di informazioni e allo stesso tempo nell’arricchimento di nuove percezioni.

“Those who try to put the rainbow back into the sky”, il video che Driant Zeneli presenta al Centro Studi Beppe Fenoglio di Alba, è una favola dai risvolti magici e primordiali: due donne e un uomo si trovano insieme ad un’oca sopra un’enorme Arca di Noè di cemento, trovano un pezzo di arcobaleno e decidono di ricollocarlo in cielo. Il video, che si svolge nell’arco di una giornata, è come una favola di Esopo, che nella sua semplicità e brevità racchiude simboli, valori e insegnamenti universali: i protagonisti si domandano come sarebbe il cielo senza arcobaleno e l’idea di questa privazione li sprona ad agire per il bene di una collettività cui sentono di appartenere: l’arcobaleno diventa quindi il simbolo dell’utopia della costruzione di una società da parte di tutti gli individui e metafora della democrazia e dei valori condivisi.

Per il Museo Diffuso della Resistenza di Torino Manuele Cerutti riflette sul significato della parola “resistenza” da un punto di vista fisico e filosofico, sottolineando la sua connessione con il concetto di “esistenza”. Ilegni e il bicchiere rappresentati in “Partecipazioni II” si confrontano con la forza di gravità, simboleggiando la ricerca di un proprio equilibrio attraverso un’opposizione alle perenni forze esterne: lo sforzo come un’autodisciplina interiore delle cose per tenersi in bilico ed evitare di cadere o di piegarsi: la verticalità fisica dei ceppi diviene metafora di un’attitudine etica e morale, un modo di agire e pensare che trova nella rettitudine l’affermazione della loro resistenza/esistenza.

All’Associazione Casa della Resistenza di Verbania Fondotoce il visitatore è accolto dal suono della batteria dal ritmo che cambia, si intensifica e si affievolisce nei diversi momenti. Il suono accompagna e guida alla scoperta di “Strumento di protesta – Opera latinoamericana #1” – l’installazione di Felipe Aguila ispirata a ricordi della sua infanzia in Cile – e della sua relativa documentazione visiva: immagini e scritti che raccontano la sua ideazione e produzione con una sottile ambiguità tra verità e finzione. Durante il coprifuoco imposto gli abitanti protestavano pacificamente trasformando pentole e coperchi in strumenti musicali, i “cacerolazos”, i cui suoni dialogavano tra loro da una casa all’altra di un quartiere, da un quartiere all’altro della città, in una discussione che assumeva la forza espressiva del ritmo musicale prodotto dagli strumenti di un’orchestra.

I lavori rimarranno esposti fino al 2 Giugno.

Testo di Matteo Mottin

Alis / Filliol Fratelli,   2014  Due elementi in grasso industriale,   cera e ferro (basamenti) Two elements in industrial grease,   wax,   iron (pedestals) Courtesy gli artisti / the artists - VITRINE Alle radici Democrazia - AlisFilliol 8

Alis / Filliol Fratelli, 2014 Due elementi in grasso industriale, cera e ferro (basamenti) Two elements in industrial grease, wax, iron (pedestals) Courtesy gli artisti / the artists – VITRINE Alle radici Democrazia – AlisFilliol 8

Felipe Aguila,    Strumento di protesta - Opera latinoamericana #1,   2014 Tecnica mista: Pentole di alluminio,   set di meccaniche per batteria,   registrazione audio,  disegni Mixed technique: aluminium pots and pans,   hardware for drum set,   audio recording,   drawings Cortesy l’artista / the artist  - VITRINE Alle radici,   Torino

Felipe Aguila, Strumento di protesta – Opera latinoamericana #1, 2014 Tecnica mista: Pentole di alluminio, set di meccaniche per batteria, registrazione audio, disegni Mixed technique: aluminium pots and pans, hardware for drum set, audio recording, drawings Cortesy l’artista / the artist – VITRINE Alle radici, Torino

Driant Zeneli Those who try to put the rainbow back into the sky,   2012 Video HD,   colori,   sonoro / video HD,   colour,   sound 7’50’’ GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea,   Torino Acquisto della Fondazione CRT per l’Arte Moderna e Contemporanea,   2012 - VITRINE Alle radici Democrazia

Driant Zeneli Those who try to put the rainbow back into the sky, 2012 Video HD, colori, sonoro / video HD, colour, sound 7’50’’ GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino Acquisto della Fondazione CRT per l’Arte Moderna e Contemporanea, 2012 – VITRINE Alle radici Democrazia

Manuele Cerutti Partecipazioni II,   2014 olio su lino  oil on linen Courtesy dell'artista e di 401contemporary,   Berlino / the artist and 401contemporary,   Berlin

Manuele Cerutti Partecipazioni II, 2014 olio su lino oil on linen Courtesy dell’artista e di 401contemporary, Berlino / the artist and 401contemporary, Berlin

Presentazione del progetto "Vitrine - Alle radici della democrazia",   Torino 2014

Presentazione del progetto “Vitrine – Alle radici della democrazia”, Torino 2014