Angelo Sarleti,   PIIGS o sui paesi europei a rischio d'insolvenza acrilico su parete,   dimensioni ambientali 2013 (murales)

Angelo Sarleti, PIIGS o sui paesi europei a rischio d’insolvenza acrilico su parete, dimensioni ambientali 2013 (murales)

Francesca Maria Forte ha intervistato  Angelo Sarleti in occasione della sua mostra in viafarini DOCVA  ‘Antologia’ – a cura di Valerio Borgonuovo e SIlvia Franceschini. La mostra di Sarleti, che ha chiuso i battenti l’11 maggio, è il primo appuntamento del progetto ANOMALI*.

Francesca Maria Forte: Qual è l’ultima mostra che hai visto?

Angelo Sarleti: Claudio Olivieri -al Centro Culturale San Fedele (Milano).

FMF: Ti è piaciuta?

AS:Tantissimo.

FMF: Credi che l’arte oggi dia un contributo sufficiente come rappresentazione socio-culturale?

AS: Nonostante tutto si. L’arte, suo discapito, ha ben rappresentato gli ultimi 20 anni.  Tra eccessi di edonismo e superficialità da una parte e impegno politico ed esotismo culturale dall’altra, ha raccontato un periodo diciamo un “tantino” emozionale. Oggi invece noto un’attenzione verso approcci più analitici. Ogni tempo ha l’arte che si merita.

FMF: Cos’è la religione, per te?

AS: Un sistema.

FMF: Cos’è l’economia, per te?

AS: Un altro sistema.

FMF: Mi racconti, brevemente, come un dato economico diventa opera d’arte?

AS: Agisco essenzialmente come un pittore figurativo: ho un soggetto e lo dipingo. Come tale cerco i numeri come si potrebbe cercare uno scorcio di paesaggio o li ordino come si potrebbe fare con una natura morta o un ritratto. Inizio dal disegno per arrivare alla vero-somiglianza (o misure e dimensioni) e infine inizio a dipingere. In fondo la pittura si è già occupata di tematiche molto più astratte dell’economia.

FMF: Il tuo lavoro acquista molta forza, una volta spiegato; e appare davvero complesso.  Sono temi che ci coinvolgono  tutti, anche se non ne siamo sempre coscienti: mi parlavi di Bio-capitalismo …

AS: Non è il mio lavoro ad essere complesso, ma forse i temi che tratta. Mi fa piacere però che possa generare riflessioni. Martedì 7 abbiamo organizzato un talk per argomentare  i tre elementi che costituivano la mostra (invitando insieme ai curatori della mostra Valerio Borgonuovo e Silvia Franceschini, Andrea Fumagalli noto economista, Lorenza Pignatti che ha curato “mind the map”, un bel libro sui diagrammi e Tiziana Migliore, semiologo, che ha curato la versione italiana di “Cos’è la pittura un linguaggio alchemico” di James Elkins). Mi sono quasi commosso nel vedere come le persone siano rimaste, e partecipando con tante domande, fino alla fine di un incontro che doveva durare un’ora e si è prolungato per più di tre. In quella sera Fumagalli ha spiegato molto bene cos’è il bio-capitalismo. Io per riassumere ti posso dire che quando assembli un mobile dell’ikea a casa o provi gratuitamente  un software o persino quando clicchi mi piace su facebook, stai facendo guadagnare qualcuno.

FMF:  Al visitatore “ignorante”, senza queste spiegazioni, cosa arriva della tua opera?

AS: Semplice. Vedrà un quadro con un ombra nera che copre quasi tutta la superficie, un altro con una piccola parte materica ed una grande superficie polverosa, poi ancora una griglia, una stella per terra, una colonna dorata con una parte nera ed un enorme groviglio di connessioni sulla parete. Sono le stesse descrizioni che si potrebbero dare dei soggetti economici affrontati. Anche senza leggere il titolo. In pratica gli arriva già tutto quello che potrebbe essere confermato se solo volesse approfondire. L’arte ha questa capacità.

FMF:  Mi ha molto colpito il Totem con i tomi (che possono essere consultati dal fruitore) nei quali hai stampato, nero su nero, l’importo dichiarato di tutti i cittadini di Milano: me ne parli?

AS: Anche qui, il senso del lavoro è molto semplice: sono dati a portata di mano ma di difficile lettura. Nello specifico i redditi dei milanesi pubblicati in rete da Visco nel 2009. Tra questi di sicuro c’è quel 20% di evasori fiscali che è la media nazionale e cioè la parte nera della colonna dorata (il PIL).

FMF:  Perché la tua mostra dovrebbe piacerci?

AS: Perchè è bella e molto generosa.

FMF:  Perché la tua mostra potrebbe non piacerci?

Non saprei. Per mancanza di tempo forse o per pigrizia.

Angelo Sarleti,   Antologia,   viafarini 2013,   visione della mostra

Angelo Sarleti, Antologia, viafarini 2013, visione della mostra

* ANOMALI è un progetto a medio termine (in collaborazione con Viafarini DOCVA) sul Presente e l’Italia a cura di Valerio Borgonuovo e Silvia Franceschini, che coinvolge artisti nati tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 nelle cui ricerche è possibile riscontrare l’adozione di specifiche pratiche e strategie finalizzate alla decifrazione del contesto.
Concepito come percorso spazio-temporale all’interno di quel mondo speculativo che ha recentemente generato la più grande crisi finanziaria della storia moderna, ANTOLOGIA è innanzitutto il risultato di un inedito processo autoriale di scomposizione e ricomposizione di quattro ipotesi concettuali ed espositive – precedentemente elaborate da Angelo Sarleti – in un unico ma più esaustivo (e ‘antologico’) dispositivo complesso pensato dall’artista assieme ai curatori. Da questo riferimento prende spunto il titolo della mostra che, focalizzandosi su di un periodo piuttosto recente (circoscrivibile tra il 2007 e il 2009) ma non ancora del tutto compreso, lo ripercorre attraverso quei fatti, o ancora meglio quei ‘brani’, le cui conseguenze si sono espanse nell’economia reale degenerando nell’attuale crisi del debito, oggi spettro nefasto per l’equilibrio sociale di interi stati democratici.
Nel tentativo di testare la capacità dell’arte di ‘decifrare’ secondo registri e codici linguistici propri l’astrattezza di quei soggetti ‘forti’, di quei modelli ‘incisivi’ di cui si compone il Reale e di cui l’Arte non può disinteressarsi, Angelo Sarleti persegue e complessizza da tempo (e nel caso specifico di ANTOLOGIA, mediante un murale, un video, una scultura e una serie di dipinti) una sofisticata e rigorosa strategia di ricerca e restituzione di ogni possibile relazione o corrispondenza (finanche esoterica) tra soggetto dell’indagine e mezzo con cui la si conduce, nell’intento di giungere a un plausibile ‘aumento’ degli strumenti interpretativi della realtà. Durante i giorni della mostra è prevista presso la sede di Viafarini DOCVA e altre sedi in via di definizione una serie di incontri e di iniziative interdisciplinari coordinate e condotte dall’artista e dai curatori.