André Butzer,   Installation view,   2013 Giò Marconi,   Milan - Photo Filippo Armellin,   Milan

André Butzer, Installation view, 2013 Giò Marconi, Milan – Photo Filippo Armellin, Milan

Nel suo delirio di onnipotenza, possibile nel regno impenetrabile della pittura, André Butzer padroneggia personaggi, luoghi e atmosfere. Nella sua ultima mostra alla galleria Giò Marconi, l’artista (o pittore tout cour) ha ulteriormente sviluppato quella dimensione oscillante tra il paranoico e il favolistico che lo porta, quadro dopo quadro, a penetrare mondi immaginari dove la protagonista assoluta è la pittura.

Anni fa, in queste stesse sale, abbiamo visto un mondo delirante dominato da pupazzi sgangherati e personaggi storpiati da nervose pennellate, ora l’atmosfera si è fatta più sottilmente inquietante. Armato del suo ‘Espressionismo Fantascientifico’, l’artista sembra sviluppare un percorso pittorico a ritroso. La storia dell’arte ci ha insegnato che di solito un artista parte dalla rappresentazione della realtà per poi, con il tempo e l’esperienza, giungere ad un livello più o meno estremo di astrazione, dove la figura scompare – astrarre significa ‘distaccare’ ‘tirare’ – per lasciar posto alla sua sintesi. Solo per citare alcuni artisti, Cezanne, Monet, Matisse, Mondrian su tutti: maestri che hanno segnato prima che la storia dell’arte, il nostro immaginario, ci hanno rivelato gli archetipi del vedere (Cezanne), la forza sostanziale del colore puro (Matisse), l’essenza della realtà attraverso forme armoniche e semplici (Mondrian).

Butzer sembra giocare con questa prassi, sconvolgendone la direzione. Frullando storia dell’arte, personaggi pubblicitari o fiabeschi (Disney docet), stili e tecniche pittoriche che vanno dal fauvismo all’art-brut, da uno sgangherato pointillisme alla pittura gestuale statunitense, Butzer ‘rimastica’, digerisce e risputa la rappresentazione di un realtà autonoma, autosufficiente e che sembra essere regolata da un dogmatica tautologia: la pittura è pittura.

Partito dalla psichedelica ‘vita su N’* (2006) – dove matasse e bave di colore creavano un mondo spiritato e febbricitante, fatto di personaggi mostruosi-giocosi macrocefali che sembravano ghignare sotto beffarde e capricciose pennellate –, passando per una terra di mezzo dove da una parte c’era il fronte dei personaggi in stile cartoon, i “Friedens-Siemense”, e dall’altra avanza il ‘morbo’ dell’astrazione ‘calda’ (2008): fatta di un intrico di segni spezzati o morbidi, di calligrafie mute e nervose che sembrano dimenticare la realtà o meglio, trascriverla con un oscuro linguaggio.

In questa terza mostra da Giò Marcone, emerge in tutta la sua misteriosità un nuovo e ancora più estremo linguaggio ‘alieno’. Solito nel creare mondi illogici e assurdi, ora André Butzer sviluppa una grammatica binaria dove una cifra stilistica (1) continua ad essere figurativa, espressionista, visionaria, mentre l’altra (0) – i dipinti-N – costituiscono una sorta di punto zero della pittura dove, il rapporto tra i colori, la struttura compositiva e l?unità pittorica sono portati all?estremo. Rispondendo a delle regole autoreferenziali, i dipinti-N officiano l?autonomia del mezzo pittorico, dove lo stesso artista (mero esecutore) occupa una posizione di secondo piano. Campiture di colore ingannevolmente omogenee, linee pseudo-diritte, zone cromatiche che tradiscono la mano del pitture (si vedono le pennellate discontinue)… imperfetti, questi quadri-muri ingabbiamo la pittura sfrenata e animistica praticata un attimo prima dall’artista

* N-Leben (Vita su N), è l’abbreviazione di NASAHEIM Leben, cioè “Vita su NASAHEIM”, il luogo immaginato da Butzer come sede della NASA, l’organizzazione americana per la navigazione spaziale, e della stazione spaziale di ANAHEIM, da Anaheim, la città d’origine di Disneyland.

André Butzer,   Installation view,   2013 Giò Marconi,   Milan - Photo Filippo Armellin,   Milan

André Butzer, Installation view, 2013 Giò Marconi, Milan – Photo Filippo Armellin, Milan

André Butzer,   Installation view,   2013 Giò Marconi,   Milan - Photo Filippo Armellin,   Milan

André Butzer, Installation view, 2013 Giò Marconi, Milan – Photo Filippo Armellin, Milan

André Butzer Untitled,   2013 Oil on Canvas 80,  1 x 60,  1 cm,   courtesy  Galleria Giò Marconi,   Milano

André Butzer Untitled, 2013 Oil on Canvas 80, 1 x 60, 1 cm, courtesy Galleria Giò Marconi, Milano

André Butzer,   Installation view,   2013 Giò Marconi,   Milan - Photo Filippo Armellin,   Milan

André Butzer, Installation view, 2013 Giò Marconi, Milan – Photo Filippo Armellin, Milan