Cartoline da Paola Di Bello, Davide Tranchina e Sara Rossi.

Mart – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto

(fino al 8 settembre 2013)

Testo di Valeria Marchi

Il saggio in catalogo, scritto da Fernardo Castro Flórez per la mostra Andata e ricordo. Souvenir de voyage - allestita al Mart di Trento e Rovereto – mostra alcune contraddizioni del viaggiare: la fuga verso altro – qualunque sia la destinazione – da una parte, e l’ossessione del turista per la meta da raggiungere, dall’altra. Appena tornata da Amsterdam, con diverse bellezze negli occhi, apprendo Nietzsche per bocca del critico d’arte:   In gita di piacere.- Salgono su per il monte come bestie, stupidi e sudati: si era dimenticato di dir loro che lungo la strada c’erano bei panorami”.

Terza cartolina-intervista di Paola Di Bello (Napoli, 1961), Davide Tranchina (Bologna, 1972) e Sara Rossi (Milano, 1970).

Paola Di Bello,   La disparition,   1995 (particolare),   Courtesy the artist and Federico Bianchi Contemporary Art,   Milano

Paola Di Bello, La disparition, 1995 (particolare), Courtesy the artist and Federico Bianchi Contemporary Art, Milano

Mappare. La mappa dei ricordi: se il tuo lavoro esposto nella mostra Andata e ricordo. Souvenir de voyage, potesse parlare di un luogo, di un ambiente o di uno spazio, anche immaginario, di quale parlerebbe?

Paola Di Bello: La disparition è un collage di fotografie che riproduce la pianta del métro parigino. In tutte le 350 stazioni che lo compongono, è stata fotografata, di tale pianta, la parte che rappresenta la fermata stessa e che, per effetto della “consultazione” tattile, si presenta consumata in maniera ogni volta differente a seconda della maggiore o minore frequentazione dei passeggeri.

Davide Tranchina: Quello della distanza. Anche nella serie di immagini esposte al MART, Through the globe, è questa la dimensione che ho cercato di evocare. Comuni souvenir, come le boule de neige, diventano contenitori della lontanza. Sono riproduzioni di monumenti in miniatura che fin dall’origine stabiliscono uno scarto rispetto al loro corrispettivo reale. Per raccontarli ho scelto il liguaggio fotografico che per sua stessa natura amplifica ulteriormente il senso di uno spazio e di un tempo dell’altrove.  

Sara Rossi: Il video Carosello Stendhal è ripreso attraverso lo specchio di una giostra in una piazza del centro storico di Firenze. Le immagini deformate e spezzate dall’inclinazione della cornice degli specchi e la rotazione continua dei palazzi, fra cui si riconosce la vecchia torre di Giotto, riportano l’osservatore allo stato mentale di disagio e confusione psichica date dalla Sindrome di Stendhal o di Firenze, individuata e studiata dagli anni 80 al pronto soccorso di Santa Maria Nuova dopo che numerosi turisti hanno avuto bisogno di cure per malesseri, anche gravi, dati dalle aspettative e dall’incontro diretto con opere d’arte molto famose o amate. Infatti secondo queste ricerche sarebbe la sensibilità del turista in viaggio lontano da casa a scatenare il malore della sindrome con giramenti di testa, nausea, crisi d’identità e confusione mentale.

Davide Tranchina,   Through the globe #11,   2003,   Courtesy dell’artista

Davide Tranchina, Through the globe #11, 2003, Courtesy dell’artista

Ricordare. Il viaggio è spesso legato al ricordo di un momento, un volto, un paesaggio, un’opera d’arte, una musica, un odore, un incontro…Souvenir è ciò che dopo un viaggio ci riporta a ciò che si è vissuto. Riprendendo l’etimologia del termine, da “ricordare”, “rammemorare” ma anche nel senso di oggetto simbolico raccolto o trovato, puoi raccontare un tuo souvenir?

Paola di Bello: Ogni singolo fotogramma di questo collage è il souvenir della fermata stessa. La semplice mappa del metrò è la rappresentazione astratta di Parigi, mentre La disparition riproduce la reale frequentazione del metrò, la progettazione di tutti i viaggi, il percorrere concretamente la città.

Davide Tranchina: I miei souvenir sono sempre qualcosa di immateriale. Sono immagini latenti che hanno bisogno di tempo per manifestarsi e conferire un senso al viaggio.

Sara Rossi: Durante una visita a Londra ricordo di essermi commossa davanti ad un piccolo ritratto di Raffaello, sono rimasta a osservarlo incantata per molto tempo. Ero sorpresa dalle mie stesse lacrime mentre provavo empatia, comprensione, malinconia. Non pensavo di amare così tanto Raffaello ma l’impatto con la sua pittura sensibile mi catapultava nel passato, regalandomi allo stesso tempo una chiave per comprendere in profondità aspetti dell’arte rinascimentale, come la grazia.

Scrivere. Andata e ricordo. Souvenir de voyage espone diversi materiali fotografici della Collezione Trevisan e della Collezione Paolo e Kim Ventura. E’ presente in mostra una serie di photos de rêve degli anni Dieci del ‘900 che illustra la stravagante (ma nemmeno poi molto) fantasia di immaginarsi in un luogo, senza veramente esserci stato o averlo visto. Era abitudine, durante le fiere paesane, inserire il volto o il corpo in veri e propri set allestiti, scenari totalmente fittizi. Puoi descrivere una tua fotografia “di sogno”?

Paola di Bello: Parafrasando George Perec, mi interessa quello che succede e si ripete ogni giorno, il banale, il quotidiano, l’evidente, il comune, l’ordinario, l’infra-ordinario, il rumore di fondo, l’abituale, e cerco il modo di renderne conto, di interrogarlo, di descriverlo. Fotografie di sogno? non saprei…

Davide Tranchina: L’argomento del viaggio immaginato, e che a volte precede quello vero, ha una tradizione importante. Anche io sono molto attratto da questa attitudine del pensiero, per questo le mie fotografie di sogno hanno a che fare con luoghi estremi. Per le loro carattestiche di inacessibilità sono rimasti gli unici spazi (in bilico tra realtà e mito) a non essere ancora stati colonizzati in termini di immaginario. E così ancora oggi costituiscono un orizzonte possibile a cui approdare. 

Sara Rossi: Appiccicherei la mia figurina insieme ad altri animali volanti nei cieli di un giardino ‘tropicale’ d’alta montagna: il paesaggio è composto da colline verdi, aguzze e cosparse di piante, fiori e colonne di vapore che salgono da pozze termali d’acqua calda. L’aria è limpida, tersa come la luce ripulita dall’acqua di un temporale. I colori saturi, luminosi e profondi. Verdi vari, verde bottiglia intenso e rosa fenicottero, rosso porpora, giallo zafferano e molto blu. Blu viola, blu cielo, blu mare. 

Sara Rossi,   Carosello Stendhal video still video loop 2012

Sara Rossi, Carosello Stendhal video still video loop 2012

Sara Rossi,   Carosello Stendhal video still video loop 2012

Sara Rossi, Carosello Stendhal video still video loop 2012

Sara Rossi,   Carosello Stendhal video still video loop 2012

Sara Rossi, Carosello Stendhal video still video loop 2012