Namsal Siedlecki,   Volver - Altrimenti che essere,   Gallleriapiù,   Bologna

Namsal Siedlecki, Volver – Altrimenti che essere, Gallleriapiù, Bologna

In occasione dell’opening di “Altrimenti che essere” – mostra ospitata fino al 4 aprile alla Gallleriapiù di Bologna – ho avuto la possibilità di confrontarmi con il curatore Andrea Bruciati su alcuni aspetti del progetto. La mostra affronta il tema dell’alterita?, alla luce del saggio omonimo di Emmanuel Le?vinas e si configura come un’analisi dell’interazione e della comunicazione, che non necessariamente si legano alla parola scritta o parlata. Attraverso le opere dei diversi artisti, si comprende come questa interazione spesso sia fatta di silenzi, di sguardi, di sensazioni tattili, in vista dell’assunzione di un punto di vista altro, da quello comune.

“Il processo creativo, inteso come fertile metamorfosi, si formalizza in trasformazione della vita stessa. L’approccio dell’arte intende interrompere il flusso omologato di segni, il suo compito e? quello di essere critica e disturbante, di avere uno sguardo strabico che permette di percepire una realta? piu? autentica.” (dal CS)

Le opere stimolano tutti i sensi. L’udito e? sottoposto a una doppia sollecitazione nel primo spazio e nella sala di fondo: si odono i picchi sonori del giovane coro di Breathing, “Vulnerability” di Joanna Piotrowska e Nefeli Skarmea, che si contrappongono al calmo, sussurrato e cadenzato espellere fumo di “Smoke” di Elodie Pong. E’ un corpo “costretto” il protagonista comunicativo nella scultura di Didier Faustino, o nel video di Athi-Patra Ruga. Le opere si relazionano allo spettatore, per instaurare dialoghi sempre nuovi, fatti di sguardi e di silenzi; per molti versi la dimensione priva è “compromessa” da un continuo confronto e stimolo.

Durante l’opening si sono svolte le performance di Davide Savorani e Nefeli Skarmea, effimere ma fortemente comunicative; la statua di salgemma e ghiaccio di Namsal Siedlecki si e? sciolta inesorabilmente, creando una superficie bagnata sul pavimento che, calpestata dai visitatori, si è propagata per tutto lo spazio della galleria. Molti gli artisti a esporre, alcuni per la prima volta in Italia: Patrick Angus, Tomaso De Luca, Didier Faustino, Joanna Piotrowska/ Nefeli Skarmea, Elodie Pong, Prinz Gholam, Athi-Patra Ruga. Davide Savorani, Paul Mpagi Sepuya e Namsal Siedlecki.

Federica Colle

Joanna Piotrowska,   Nefeli Skarmea_Breathing,   Vulnerability_Video still

Joanna Piotrowska, Nefeli Skarmea_Breathing, Vulnerability_Video still

Altrimenti che essere,   Gallleriapiù,   Bologna - installation view

Altrimenti che essere, Gallleriapiù, Bologna – installation view