Alejandro Cesarco - Picture #19 “A vase of cut yellow”,   2013 Archival inkjet print 35,  5×50 cm (frame 39 x 53,  5 cm ) ed 5 + 2 AP,   Courtesy l'Artista e Galleria Raffaella Cortese,   Milano

Alejandro Cesarco – Picture #19 “A vase of cut yellow”, 2013 Archival inkjet print 35, 5×50 cm (frame 39 x 53, 5 cm ) ed 5 + 2 AP, Courtesy l’Artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano

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La galleria Raffaella Cortese ospita, dal 20 febbraio al 10 maggio, l’artista uruguaiano Alejandro Cesarco.

Lo spazio di via A. Stradella 7 diviene campo aperto in cui Cesarco lascia dispersi frammenti ed elementi del suo nocciolo sentimentale, col quale veniamo in contatto e dal quale siamo nutriti. Subito entrati nello spazio espositivo, sulla parete di destra, troviamo il trittico A Portrait of the Artists Approaching Forty I, II, III- (2013), riflessioni dell’artista riguardo il sopraggiungere dei quarant’anni e, quindi, inevitabilmente, lo scorrere della vita e l’invecchiamento, a cui sono legati il “processo di decadimento”, i “colpi che vengono dall’interno” e “la prima forma di caduta”. Tali meditazioni nascono nell’atto di “camminare”, “cadenzare” e fare la “mappatura” nel suo studio e si concretizzano attraverso tre fotografie in bianco e nero del pavimento del laboratorio medesimo. Quasi obbligato è il rimando, espressamente attuato da Cesarco stesso, a Bruce Nauman, nel suo mappare il proprio studio, i propri giorni e le proprie parole d’arte, con le quali comunica, facendo di tutto questo uno dei suoi lavori più riusciti.

Nella stessa stanza, di fronte al trittico, troviamo sei pagine (The Style it Takes -Excerpts-, 2014) estrapolate dall’indice di parole o dall’elenco di illustrazioni di un ipotetico libro che l’artista, usando sue parole, “non ha ancora scritto e che, molto probabilmente, mai scriverà”. È una “collezione di riferimenti” metà autobiografica e metà testo-teoretica, che conserva però, in modo radicale, quell’aspetto personale da una parte ed ermetico dall’altra che egli imprime nell’arte. Essa, secondo Cesarco, appartiene all’ignoto e, in quanto tale, non può che esprimersi attraverso segni vaghi e indicazioni imprecise, parole frammentarie e significati indefiniti. Questi indici sono un ininterrotto processo che riesce, con successo, ad obbligare in una rete la crescita e lo sviluppo degli interessi, delle letture e delle preoccupazioni dell’artista. L’autobiografia, in questo caso, si fa per indizi e frammenti, per parole che spaziano, nell’area A dell’indice, da “Abduction” ad “Abstraction” (il pavimento diviene infatti una foto astratta), per concludersi con “As reflection of we are”. La lista di illustrazioni, invece, propone nomi come Marcel Duchamp e On Kawara, che, insieme ad altri, sono il terreno fertile su cui Cesarco si è fatto e formato. In particolare, appare evidente la vicinanza al lavoro “Today” di On Kawara, in cui la riflessione sul tempo, sulla durata e sul divenire sono altrettanto insistenti.

In questo spazio, infine, viene proiettato il video Musings (2013), che altro non è se non la weltanschauung di Cesarco stesso. Egli, attraverso una voce calda che narra in spagnolo, mette in scena i suoi pensieri e le sue preoccupazioni, la cui soggettività emerge poderosa attraverso le continue inquadrature del tavolo di lavoro su cui egli si adopera o sulla finestra mediante la quale entra in relazione con l’esterno e, di conseguenza, con se stesso. Tutto si infittisce di indizi propri di una vita che si interroga: basti osservare il riferimento al mazzo di tarocchi, dai quali si invita a scegliere tre carte per il passato, tre per il presente e tre per il futuro, o alle lettere e cartoline che si distendono tra la storia dell’arte e le dive del cinema. Ma tutto ciò è solo la realizzazione concreta, pratica, vera di ciò che l’artista pensa o guarda, è la riflessione sulla vita e su se stesso che egli ci offre, non per narcisismo o esibizionismo, ma come aiuto comprensivo e spinta teorica a favore della nostra vita pratica.

L’arte, nel ragionamento che ci propone, va sempre ri-definita, per impedire ad essa di sedersi comoda e placida sopra definizioni assodate e riconoscimenti certi. Bisogna perdere le coordinate, occorre fare dell’arte e sull’arte una critica dinamica, avulsa da ogni staticismo obsoleto ed opulento. La necessità da lui avvertita di perdersi nei propri rischi per poi ricominciare è il punto di svolta dell’intera mostra, è la risposta che lui dà all’ansia dello scorrere del tempo. Ed è così che Cesarco arriva a realizzare, nello spazio di via A. Stradella 1, un monocromo bianco traslucido (A Truce Mistaken for Surrender, 2013) su una parete altrettanto bianca. Il dipinto si trasforma in una bandiera priva di insegne e riferimenti, simbolo di una tregua che si oppone alla resa, di una momentanea sospensione delle ostilità per riconsiderare lo scorrere del tempo. È l’impegno di un uomo che si preoccupa e si occupa di tematiche care ad ognuno di noi, esorcizzando ogni connessione spazio-temporale con un ente definito, per giungere ad un’universalità onnicomprensiva. Qui sono esposte, infine, delle foto in bianco e nero che l’artista fa a ritagli e frammenti di riviste d’arte, ricavati dal cartaceo attraverso un gesto che non si vuole celare, ma emerge chiaro nei contorni imperfetti. In questi lavori si manifesta senza ombre il tentativo di Cesarco di offrirci un racconto discontinuo della realtà, lontano da sensatezze riconosciute e spiegazioni riconoscibili. Da qui, attraverso la composizione dei tanti elementi che vengono proposi nella mostra, affiora l’autoritratto dell’artista.

Siamo dinnanzi ad un abile e riuscito tentativo di affrontare un tema secolare (quello dello scorrere del tempo), per poi offrircelo con l’intento sentito di risolverlo.

Non vanno tralasciati i piccoli quaderni monocromi, non esposti, in cui l’artista propone dialoghi “between artists”, che diventano indagini sull’arte e sul modo di confrontarsi tra due artisti.

Testo di Marco Arrigoni

? Alejandro Cesarco – Musings

Alejandro Cesarco - Musings,   2013 16mm black and white film transferred to video,   sound dvd 15:30' Ed 5 + 2AP,   Courtesy l'Artista e Galleria Raffaella Cortese,   Milano

Alejandro Cesarco – Musings, 2013 16mm black and white film transferred to video, sound dvd 15:30′ Ed 5 + 2AP, Courtesy l’Artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano

Alejandro Cesarco - Musings,   2013 16mm black and white film transferred to video,   sound dvd 15:30' Ed 5 + 2AP,   Courtesy l'Artista e Galleria Raffaella Cortese,   Milano

Alejandro Cesarco – Musings, 2013 16mm black and white film transferred to video, sound dvd 15:30′ Ed 5 + 2AP, Courtesy l’Artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano

Alejandro Cesarco works in dialogue with the histories of Conceptual Art and addresses, through different mediums and strategies, his interest in repetition, narrative and the practices of reading and translation. On view at the gallery will be a series of photographs, texts, and a recent video, that investigate chiefly two lines of thought: the idea of art as a form of art history and the preoccupation with style in relation to ageing. At the center of this peculiar intersection lays the acknowledgement that if art has to do with the “unknown” – which is different from a banal preoccupation with novelty — then, a recognizable (repeatable) matured voice or style contradicts this very notion of discovery or surprise.

Musings (2013), a 16mm film transferred to video, retells a series of anecdotes regarding premonitions, fate, dreams, and other types of messages that are the generative source for creative work. Compiled are stories by or relating to, amongst others, Susan Sontag, Ingmar Bergman, Maurice Blanchot, Italo Calvino, Julio Corta?zar, and Agne?s Varda. Musings proposes to triangulate the ideas of inspiration, influence and inheritance. The Style it Takes (Excerpts) (2014), are printed pages from a yet unwritten book that revolves around the possibilities of art, the social function of art, and the shifting roles of the artist. In the ongoing series, Pictures, Cesarco inverts the act of “reading” an image through its translation into language. Pictures, are photographs of clippings, from magazines and journals, in which critics describe other people’s work. At the gallery, the artist has selected a number of works that directly reference painting. Also on view will be the photographic triptych A Portrait of the Artist Approaching Forty (2013) and the wall painting A Truce Mistaken for Surrender (2013).

Alejandro Cesarco - The Style It Takes (Excerpts),   2014 6 Archival inkjet print 57,  5 ×85 cm (frame cm 60 x 88) ed 5 + 2 AP,   Courtesy l'Artista e Galleria Raffaella Cortese,   Milano

Alejandro Cesarco – The Style It Takes (Excerpts), 2014 6 Archival inkjet print 57, 5 ×85 cm (frame cm 60 x 88) ed 5 + 2 AP, Courtesy l’Artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano