Elisabetta Di Maggio,   Suzzara 2013,   carta intagliata a mano con bisturi

Elisabetta Di Maggio, Suzzara 2013, carta intagliata a mano con bisturi

Doppio appuntamento nel mantovano in occasione del Premio Suzzara, giunto alla sua 48° edizione.  Quest’anno ha come titolo  La terra si muove con il senso a cura di Paola Boccaletti, Elisabetta Modena e Marco Scotti. Come da tradizione (che risale al 1948, anno di fondazione del Premio), l’edizione 2013 si sviluppa in due parti: la mostra ‘Progettare il momento. Dell’effimero e del suo contrario’, composta da quattro installazioni realizzate dagli artisti Mario Airò, Elisabetta Di Maggio, Eva Marisaldi e Liliana Moro, invitati ad operare negli spazi della Galleria del Premio, e il concorso RIGENERAZIONE per la realizzazione di progetti sul territorio, che coinvolge tredici artisti italiani nati dopo il 1970.

Il 15 settembre, oltre all’inaugurazione della mostra dei middle career,  saranno proclamati i quattro vincitori del concorso RIGENERAZIONE e si aprirà al pubblico la mostra dei progetti realizzati dagli artisti invitati a partecipare. Gli artisti selezionati sono:  Paola Anziché, Sergio Breviario, David Casini, Ettore Favini & Antonio Rovaldi, Stefania Galegati Shines, Alice Guareschi, Ozmo, Diego Perrone, Luca Pozzi, Laura Renna, Matteo Rubbi, Sissi e Luca Trevisani. Catalogo  Fortino Editions    

Alcune domande ai curatori Paola Boccaletti, Elisabetta Modena e Marco Scotti (nel testo, curatori Premio Suzzara CPS).

ATP: Partiamo dal titolo,  La terra si muove con il senso. Perchè avete scelto questo titolo? Ha un particolare significato? 

CPS: L’edizione del Premio Suzzara di quest’anno non poteva non prendere in considerazione quanto accaduto nel maggio del 2012 anche in queste terre: il terremoto dell’Emilia ha interessato diversi centri del mantovano e il museo direttamente. La Galleria del Premio ha infatti ospitato recentemente opere religiose provenienti da chiese danneggiate o distrutte dal sisma, e ancora oggi la grande impalcatura in tubi innocenti su cui erano esposte le opere superstiti rimane come testimonianza: qui saranno allestiti i progetti dei 14 artisti chiamati a immaginare opere per il territorio da realizzarsi l’anno prossimo. La mostra è infatti articolata in due sezioni: il concorso appena citato, intitolato ‘RIGENERAZIONE’, e ‘Progettare il momento. Dell’effimero e del suo contrario’ in cui i lavori di quattro artisti – Mario Airò, Elisabetta Di Maggio, Eva Marisaldi, Liliana Moro – sono stati appositamente pensati per gli spazi museali dedicati al tema della provvisorietà e della precarietà, del continuo mutare anche di cose immaginate come stabili e durature, di punti di riferimento vissuti come imprescindibili e saldi che cambiano quando meno te lo aspetti. Per questo, insieme al conservatore della Galleria Marco Panizza, abbiamo scelto questo titolo per la rassegna, cercando di seguire la storia di un premio così fortemente connotato e radicato nel contesto.

ATP: Rispetto alle edizioni precedenti – le più recenti, per lo meno, visto che il premio vanta ben 48 edizioni -, quali sono le sostanziali novità? Su quali temi avete puntato le vostre ricerche?

CPS: I temi principali  su cui abbiamo lavorato sono stati appunto quelli della precarietà, della provvisorietà e dell’effimero, ma anche la rilettura di un’importante collezione museale, del concetto di esposizione e della storia stessa del premio. Questa è la chiave fondamentale che abbiamo cercato di dare agli artisti con cui abbiamo lavorato, per permettere loro di avvicinarsi a una realtà che oggi è sopratutto la testimonianza di quarantotto edizioni e un numero sterminato di mostre e rassegne, . Tutte queste infatti sono andate a costituire da subito, attraverso le donazioni degli artisti, un grande fondo che racconta storie diverse e importanti, a partire dalle prime edizioni ideate da Dino Villani e interamente dedicate al tema del lavoro e alla pittura realista, per arrivare alle grandi monografiche degli anni settanta – con artisti come Staccioli e Colombo alle prese con  interventi progettati appositamente per questo territorio e questi spazi – fino alle attuali aperture a ricerche e linguaggi contemporanei che abbiano la forza di inserirsi in questo museo che dal 2002 ha aperto al pubblico questo grande racconto. Una novità significativa è anche il concorso, una declinazione del premio che per la prima volta da la possibilità di portare i lavori e gli artisti sul territorio e fuori dal museo e dalla città di Suzzara.

ATP: In merito alla mostra ‘Progettare il momento. Dell’effimero e del suo contrario’, avete invitato quattro artisti middle career. Su quali temi hanno lavorato gli artisti con le opere in mostra?

CPS: Svincolato dalla sua etimologia culturale, l’effimero si connette a una più profonda riflessione sulla comprensione e uso della storia e dei suoi eventi, e sull’idea stessa di memoria. La mostra ‘Progettare il momento. Dell’effimero e del suo contrario’ – costituita dagli interventi di questi quattro artisti all’interno del museo – ricerca nella natura installativa degli interventi proposti la messa in discussione dell’esistente, da non ritenersi stabile e duraturo come non lo sono le cose che ci circondano e come non lo è l’arte. Gli artisti invitati si sono relazionati con gli spazi e le opere della collezione, si sono confrontati con la struttura del museo, con il suo allestimento “permanente” come con alcune situazioni che si sono venute a creare nel corso degli anni, e il risultato è stato la loro ridefinizione e in alcuni casi riscoperta. Inoltre Mario Airò ha voluto portare nei suoi spazi anche il laboratorio Penso con le mie ginocchia, esperienza fondata insieme a Stefano Dugnani e Diego Perrone, producendo ed esponendo un lavoro del giovane artista Jesse Perret, e ricollegandosi al tema del lavoro e del fare che da sempre ha connotato il Premio Suzzara. I linguaggi e le ricerche personali sottolineano così non solo la fragilità della nostra storia, ma quella della stessa opera d’arte, e dell’illusione di eternità che storicamente nutre. La strategia conservativa e il progetto curatoriale di questa edizione del Premio cercano di mettere in discussione la natura immutabile del concetto di arte e di collezione, arricchendo la tradizione del museo di nuove prospettive, dialoghi e ricerche.

ATP: Il 15 settembre, contemporanea all’opening ‘La terra si muove con il senso’, saranno resi noti i quattro artisti vincitori, selezionati per il concorso che prevede la realizzazione di quattro interventi ed installazioni artistiche nel territorio dell’Oltrepò Mantovano (Galleria del Premio Suzzara, Ecomuseo delle Bonifiche di Moglia, Museo Civico Polironiano di S. Benedetto Po, SIPOM-­?Sistema Parchi dell’Oltrepò Mantovano). Mi rendo conto che non svelerete nulla prima di allora ma, a grandi linee, quali sono i temi che prediligerete e le caratteristiche dell’opera che cercate per la sua realizzazione?

Gli artisti sono stati invitati da noi curatori, tutti con esperienze di caratura nazionale e internazionale, sono Paola Anziché, Sergio Breviario, David Casini, Ettore Favini & Antonio Rovaldi, Stefania Galegati Shines, Alice Guareschi, Ozmo, Diego Perrone, Luca Pozzi, Laura Renna, Matteo Rubbi, Sissi e Luca Trevisani, e i progetti presentati saranno giudicati da una giuria composta dai quattro responsabili degli enti territoriali interessati a cui abbiamo voluto affiancare la competenza scientifica e l’esperienza di due storici e ricercatori come Roberto Pinto e Marco Bazzini. La giuria, che premierà i quattro progetti vincitori in occasione dell’inaugurazione domenica 15 settembre, ha considerato la capacità dei progetti in gara di rapportarsi con il contesto, l’originalità delle ricerche e la fattibilità delle proposte – che saranno realizzate e “adottate” dai quattro luoghi, ma soprattutto la loro capacità di produrre valori aggiunti e di caratterizzarsi come risorse per il territorio.

Mario Airò,   Bolaño,   Premio Suzzara 2013

Mario Airò, Bolaño, Premio Suzzara 2013

Liliana Moro,   Maria,   2011. Zaino,   lampada a globo,   lampadina,   microfono,   all'interno vestiti,   mp3 audio voce Maria Callas. Courtesy l'artista

Liliana Moro, Maria, 2011. Zaino, lampada a globo, lampadina, microfono, all’interno vestiti, mp3 audio voce Maria Callas. Courtesy l’artista

Eva Marisaldi,   Dopolavoro,   disegni su tessuto,   particolari,   2013

Eva Marisaldi, Dopolavoro, disegni su tessuto, particolari, 2013

Jesse Perret - Penso con le mie ginocchia Milano/Suzzara 2013

Jesse Perret – Penso con le mie ginocchia Milano/Suzzara 2013