Luca Vitone,   Arrivo a Colonia,   1998,   Courtesy dell'artista e Franco Soffiantino Contemporary Art Productions

Luca Vitone, Arrivo a Colonia, 1998, Courtesy dell’artista e Franco Soffiantino Contemporary Art Productions

Luca Vitone,   Eppur si muove,   2003,   cartolina,   10 x 15 cm,   courtesy dell'artista,   Dena Foudation,   Paris

Luca Vitone, Eppur si muove, 2003, cartolina, 10 x 15 cm, courtesy dell’artista, Dena Foudation, Paris

Quarto e ultimo appuntamento dedicato alla mostra ospitata al  Mart – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (fino al 8 settembre 2013), ‘Andata e ricordo. Souvenir de voyage’. 

Gli ultimi due artisti invitati a rispondere alle domande di Valeria Marchi, sono Luca Vitone e Andrea Facco.

MAPPARE. La mappa dei ricordi: se il tuo lavoro esposto nella mostra Andata e ricordo. Souvenir de voyage, potesse parlare di un luogo, di un ambiente o di uno spazio, anche immaginario, di quale parlerebbe?

Luca Vitone: L’opera esposta al MART parla di un luogo ben preciso: Köln e del mio arrivo nella città tedesca, che all’epoca era, non solo per il modo dell’arte, vivacissima, interessante e divertente. Da qui il titolo del lavoro. All’interno delle scatole e della valigia c’erano la maggior parte delle opere esposte nella mia seconda personale che si è tenuta alla Galleria Christian Nagel appunto a Colonia nel giugno 1998. “Intimate itineraries”.

Andrea Facco: Il lavoro in mostra si propone come unicum artistico, composto da più elementi strettamente connessi tra loro. Una grande tela con la veduta della città partenopea, “Napoli Panorama”, diventa il fronte della cartolina che spedisco, in genere a me stesso, con un valore postale inesistente da me dipinto, che riproduce l’altrettanta famosa automobile italiana fiat 500. È nell’attesa di ricevere la cartolina spedita, è nel viaggio che essa percorre da luogo a luogo, affidata ad un ufficio postale che a sua volta la timbra e la trasporta, inconsapevole che si tratta di un’“opera”. Qui, si vuole parlare non di un luogo specifico ma di una moltitudine d’immagini, di luoghi specchianti luoghi e immagini, e in sé il movimento delle cose.

RICORDARE. Il viaggio è spesso legato al ricordo di un momento, un volto, un paesaggio, un’opera d’arte, una musica, un odore, un incontro…Souvenir è ciò che dopo un viaggio ci riporta a ciò che si è vissuto. Riprendendo l’etimologia del termine,  da “ricordare”, “rammemorare” ma anche nel senso di oggetto simbolico raccolto o trovato,  puoi raccontare un tuo souvenir

Luca Vitone: Avendo viaggiato molto di souvenirs ne ho raccolti molti, sia fisici che mentali. Alcuni sono finiti anche in un mio progetto di una decina di anni fa, “Ultimo viaggio”, che raccontava di un viaggio fatto con la mia famiglia in macchina nel 1977. Partiti da Genova, abbiamo raggiunto il Golfo Persico e ritorno. Ultimamente un altro ssouvenir è finito in un altro mio progetto “Souvenir d’Italie”, ma lì era un viaggio mentale partito da De Chirico e arrivato a Licio Gelli. I due personaggi non c’entrano niente dal punto di vista storico ma in senso metafisico probabilmente sì.

Andrea Facco: …l’attenzione del viaggiatore è una costante, i souvenir e le cose raccolte sono l’apice d’una connessione tra cose. A formare un archivio, una biblioteca, un ossario immaginario di cose pensanti che affiorano, e si schiudono ad occasioni opportune, con tanto di didascalie! Tutto è sempre lì a portata di mano. Per cui le cose, come i souvenir non stanno al ricordare, che è uno scherzo che fa il tempo, ma in un complesso di cose, d’immagini ed emozioni vive in una geografia mentale.

SCRIVERE. Andata e ricordo. Souvenir de voyage espone diversi materiali fotografici della Collezione Trevisan e della Collezione Paolo e Kim Ventura. E’ presente in mostra una serie di photos de rêve degli anni Dieci del ‘900 che illustra la stravagante (ma nemmeno poi molto) fantasia di immaginarsi in un luogo,  senza veramente esserci stato o averlo visto. Era abitudine,  durante le fiere paesane, inserire il volto o il corpo in veri e propri set allestiti, scenari totalmente fittizi. Puoi descrivere una tua fotografia “di sogno”?

Luca Vitone: È un’immagine che si può vedere solo a occhi chiusi. Forse letteraria, forse che risiede nel nostro inconscio, forse un’isola della fantasia, un luogo della libertà. Anzi no, un luogo libertario. Sì, e se si riaprono gli occhi forse c’è, basta volerlo. Come ha scritto Paul Gauguin: “Ho voluto volere.”

Andrea Facco: E’ la luce, che imprime la mia fotografia. Probabilmente immerso in un arcobaleno…

Andrea Facco - Panorama Napoli. Cartolina. Fiat 500,   2007 copia

Andrea Facco – Panorama Napoli. Cartolina. Fiat 500, 2007