La mattinata del 18 settembre, a Milano, è stata per me decisamente intensa. Ore 10, conferenza stampa della prossima edizione di Artissima; ore 12, presentazione (+ intervista) della mostra di Ragnar Kjartasson all’HangarBicocca.

Il primo appuntamento mi ha riservato sin dall’inizio una bella sorpresa: la conferenza stampa si è svolta al 12° piano della sede dell’ Unicredit a Milano. Sorpassato il ‘giro di trombe’ di Garutti, in Piazza Gae Aulenti; richiesta dei documenti per ottenere il badge… eccomi al 12° piano: magnifica vista sui work in progress della zona.  At tête-à-tête con gli allogeni grattacieli che, in pochi mesi, hanno mutato le sembianze di Milano.

Un caffè e pronti per l’appassionata presentazione della direttrice artistica della fiera Sarah Cosulich Canarutto.  L’esordio, dopo i dovuti ringraziamenti a Unicredit come mainpartner e come luogo ospitante della conferenza, è stato: “Quella che inaugureremo quest’anno a Torino è la ventesima edizione di Artissima, sarà dunque un’edizione all’insegna della ‘maturità’. Non è una caso che, il frutto di anni di lavoro, anche da parte dei direttori che mi hanno preceduto, abbia fatto sì che Artissima sia stata annoverata al quinto posto tra le più accreditate e importanti fiere d’arte a livello mondiale secondo i dati emersi dalla ricerca annuale condotta dagli analisti di Skate’s Art Market Research di New York.”

I punti sottolineati dalla Canarutto, sono stati principalmente quelli che mettono in evidenza la parte ‘di ricerca’ della fiera, e il suo ruolo di lanciare dei ‘trend’: “Ricordo che la sezione Frieze Master è nata dopo che Artissima ha proposto la sezione  Back to the Future, anzi devo dire che abbia proprio preso ispirazione dalla nostra sezione. Molti guardano alla nostra fiera in quanto i suoi cardini sono i giovani, la ricerca e la sperimentazione”.

“Artissima è fortemente legata a Torino e anche quest’anno le relazione sarà ancoro più stretta tra la fiera e la città. I musei, le fondazioni, gli istituti culturali sono una rete portatrice di cultura e, offre un tessuto direi unico. Sottolineo le parole ‘rete e tessuto’ in relazione alla rapporto  città/fiera: doppia anima dallo stesso ruolo culturale. Per consolidare questa relazione, che non durasse solo i 4 giorni del periodo della fiera, era necessari costruire un programma solido: da qui il progetto ONE TORINO, un prolungamento dell’energia scaturita dalla fiera che riverbera poi in tutta la città”

“La fiera si è fatta promotrice di 5 mostre in 5 luoghi cardine a Torino –   Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Merz, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Palazzo Cavour –, con 5 mostre curate da 7 curatori internazionali. I ruolo di questi curatori, assieme a tutti gli altri che gravitano nei vari progetti della fiera, hanno prodotto una cosa importante: l’intensificazione dello scambio internazionale. Grazie ai curatori ci saranno nuove gallerie, nuove aree  geografiche e nuovi collezionisti che graviteranno attorno a questa ventesima edizione di Artissima”

“Artissima nel 2103 ospiterà 190 gallerie (130 straniere e 60 italiane), provenienti da 38 diversi paesi, di cui 12 nuovi rispetto alla scorsa edizione della Fiera. Anche quest’anno, avremo le nostre sezioni: la Main Section, le New Entry (a cui teniamo molto e che sono state curate nel migliore dei modi), Present Future, Back to the Future e Art Editions”

Per i dettagli della fiera, i partecipanti,  gli artisti ecc. LINK   Artissima 2013 

A proposito di ONE TORINO

“Quest’anno devo dire che è come se avessimo fatto un doppio lavoro, da una parte la Fiera e dall’altra, l’organizzazione della 5 mostre che completano e amplificano questa edizione. I curatori hanno avuto la massima libertà di proporre le mostre che ritenevano opportune. Ognuno di essi, ha dialogato in modo stretto con le istituzioni ospitanti.

Nella nuova sede, a Palazzo Cavour (collocato proprio al centro della città), nelle sue 19 sale si svilupperà ‘Repertory’  a cura di Gary Carrion-Murayari, Curatore, New Museum of Contemporary Art, New York. Sarà una mostra poliedrica e ricca di molti linguaggi, dalla pittura al video, dalle installazioni alla fotografia.

Il  Castello di Rivoli ospiterà la mostra del Premio Illy Present Future 2012, con le opere dei tre vincitori dell’anno scorso: Naufus Ramírez-Figueroa, Vanessa Safavi, Santo Tolone. Anziché tre mostre distinte, i tre curatori – Andrew Berardini (critico e curatore indipendente, Los Angeles ), Gregor Muir, (Direttore, ICA Institute of Contemporary Arts, Londra) e Beatrix Ruf, (Direttrice, Kunsthalle Zürich, Zurigo) hanno pensato ad un mostra dove le opere degli artisti dialogano tra loro nel grande spazio del museo.

Alla GAM di Torino, la mostra Ideal Standard Forms, una mostra organizzata in stretta relazione con la particolare architettura del museo. Attraverso un percorso monumentale di edifici e sculture iperbolici, la mostra Ideal Standard Forms offre una serie di incursioni esplorative nello spazio pubblico, nel concetto di cittadinanza e in quello di riproducibilità culturale. I tre artisti invitati: Edward Allington, Pablo Bronstein e Matthew Darbyshire. La mostra è a cura di Anna Colin, curatrice indipendente, Parigi / Londra.

La  Fondazione Merz ospiterà Ways of Working: the Incidental Object, a cura di Julieta González, Curatrice Senior, Museo Tamayo Arte Contemporaneo, Città del Messico. Partendo dallo spunto della produzione industriale, la mostra indaga questioni legate alla soggettività e all’identità nel contesto della produzione industriale e del posto di lavoro. Le opere di giovani artisti dialogheranno con le opere di artisti storici degli anni ’60.

Alla  Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la mostra VEERLE a cura di Chris Fitzpatrick, Direttore, Objectif Exhibitions, Anversa. Il progetto per la project-room della Fondazione non è una vera e propria mostra, bensì l’apertura su una serie di mostre collettive simultanee, in costante evoluzione.  I dispositivi messi in gioco da questo inedito esperimento espositivo propongono non solo opere d’arte tangibili, ma anche racconti orali, gossip, materiali stampati, contenuti web, visite guidate e performate della mostra, screening di un giorno, e interventi in spazi residenziali del quartiere.

Artissima,   Oval,    © Enrico Frignani

Artissima, Oval, © Enrico Frignani

Artissima,   Oval,    Interno © Enrico Frignani

Artissima, Oval, Interno © Enrico Frignani