Esteban Ayala - Objetos Extraordinarios - INstallation view - TRIPLA, Bologna 2018 - Foto Filippo Cecconi

Esteban Ayala – Objetos Extraordinarios – INstallation view – TRIPLA, Bologna 2018 – Foto Filippo Cecconi

Le tre vetrine di TRIPLA in via dell’Indipendenza a Bologna sono trasformate da Esteban Ayala in una sorta di wunderkammer seicentesca pubblica nel quale l’artista di origine ecuadoregne ha raccolto oggetti, naturali o manufatti, accumulati del corso del suo percorso artistico e della sua vita.
Lo spazio espositivo gestito dagli artisti Paolo Bufalini e Filippo Cecconi trova con questa mostra dal titolo Objetos Extraordinarios la sua più esplicita espressione in quanto dispositivo analogico di fruizione: eliminata la possibilità di fruire dello spazio, allo spettatore non resta che osservare gli oggetti esposti attraverso la sola mediazione del vetro. Gli elementi appesi alle pareti, quelli appoggiati sui tavolini dalla struttura metallica e ancora quelli posti sul pavimento appaiono così come parti di un racconto e di una visione più ampia, come indizi di una storia da ricostruire. Gli oggetti, accostati per somiglianza formale, occupano tutto lo spazio disponibile in quanto appunti materiali e visivi utilizzati da Ayala per sviluppare i suoi progetti.

Esteban Ayala - Objetos Extraordinarios - INstallation view - TRIPLA, Bologna 2018 - Foto Filippo Cecconi

Esteban Ayala – Objetos Extraordinarios – INstallation view – TRIPLA, Bologna 2018 – Foto Filippo Cecconi

La piccola statuaria dall’estetica precolombiana appare dunque evidente riferimento alle origini dell’artista, mentre il disegno di un uomo vitruviano con indosso mutande e sombrero è spunto visivo per l’indagine sviluppata in alcuni lavori video sugli stereotipi e i luoghi comuni legati all’orgoglio e all’identità nazionale. Le fotografie, i disegni, gli appunti calligrafici, sembrano invece rimandare alla riflessione sulle strutture del pensiero arcaico e all’analisi della manifestazione del potere messe in atto dall’artista con un ruolo simile a quello di un archeologo che porta alla luce la fragilità delle costruzioni, ideali e materiali, odierne rievocando i limiti della modernità. Tra gli oggetti i pezzi di cemento appaiono come parte di strutture architettoniche incomplete e traduzione della precarietà delle abitazioni ed edifici odierni; sedie, sgabelli e tavoli sono scomposti e riassemblati, per sovvertire l’uso e il concetto comune di spazio, in costruzioni che confinano esteticamente con l’immaginario tribale, ma nelle quali la loro natura originaria è ancora riconoscibile.
In vetrina sono visibili anche i meccanismi analogici – memori della poetica dell’object ritrouvé – costruiti da Ayala per le sue sound performance che esplorano i limiti fisici dei materiali e che si pongono anche come traduzione della ricerca tra artigianato e arte cinetica.

Esteban Ayala - Objetos Extraordinarios - INstallation view - TRIPLA, Bologna 2018 - Foto Filippo Cecconi

Esteban Ayala – Objetos Extraordinarios – INstallation view – TRIPLA, Bologna 2018 – Foto Filippo Cecconi

Esteban Ayala - Objetos Extraordinarios - INstallation view - TRIPLA, Bologna 2018 - Foto Filippo Cecconi

Esteban Ayala – Objetos Extraordinarios – INstallation view – TRIPLA, Bologna 2018 – Foto Filippo Cecconi

Esteban Ayala - Objetos Extraordinarios - INstallation view - TRIPLA, Bologna 2018 - Foto Filippo Cecconi

Esteban Ayala – Objetos Extraordinarios – INstallation view – TRIPLA, Bologna 2018 – Foto Filippo Cecconi