Christto & Andrew, A message from Venus, 2018 Photo Print on Canson Fiber Rag, Beech frames painted in neon green, Acrylic glass 45h x 60w cm © Christto & Andrew, Courtesy Metronom

Christto & Andrew, A message from Venus, 2018 Photo Print on Canson Fiber Rag, Beech frames painted in neon green, Acrylic glass 45h x 60w cm © Christto & Andrew, Courtesy Metronom

In Rumore Bianco di Don De Lillo si legge “Questa è la ragione d’essere della tecnologia. Da una parte produce fame di immortalità. Dall’altra minaccia l’estinzione universale. La tecnologia è la lussuria estrapolata dalla natura”. La nostra visione sul domani è permeata da una grande enfasi sul futuro con progetti che promettono di facilitarci la vita e migliorare addirittura il nostro corpo. Siamo in un limbo sospeso tra passato, presente e futuro in cui forze contrastanti creano fascinazione ma allo stesso tempo ansia verso i molteplici dispositivi che potranno controllare ancora di più il nostro comportamento.

Christto & Andrew hanno saputo dare forma a queste forze con la serie fotografica Encrypted Purgatory, presentata quest’anno al Les Rencontres de la Photographie Festival ad Arles e adesso in mostra a Metronom. La galleria modenese si trasforma in un limbo, un purgatorio criptico, in cui atmosfere da film di fantascienza e sfumature glamour prese in prestito dalla fashion photography contraddistinguono le foto esposte.
Queste si pongono come “momenti di riflessione che generano domande rispecchiando la nostra attuale condizione di sospensione, in cui il nostro presente oscilla in uno stato di incertezza tra il passato e un futuro indefinito che trasmette inquietudine. Le foto di Christto&Andrew sono ricche di riferimenti nascosti che creano simulazioni da codificare, come la realtà stessa, legata a codici il cui significato si riferisce a funzioni che devono essere decifrate”, come spiegano Marcella Manni e Martina Reggiani.
I due artisti lavorano insieme dal 2012 e trovano nella città di Doha, in Qatar, una inarrestabile fucina di idee ed ispirazione. La loro produzione combina diversi elementi, tra cui i set fotografici delle riviste di moda portati però all’estremo con un ampio uso di eccentrici accessori, la pubblicità per il forte impatto visivo, la pop art per i colori acidi e, infine, rimandi all’universo sci-fi. Giocando sul rapporto tra realtà e simulazione, la loro pratica si concentra sulla visione del tempo e su come tradizione e sviluppo tecnologico cercano di fondersi senza che quest’ultima fagociti l’altra. Doha rappresenta la chiave di lettura per comprendere il mondo paradossale creato dagli artisti: è una città dalla doppia anima in cui si trova un profondo rispetto per la tradizione millenaria e chiusura verso certi temi ma allo stesso tempo il suo skyline avveniristico, che sembra uscire da Blade Runner, ne accentua l’insaziabile voglia di proiettarsi verso il futuro. “Vivere in questo contesto, spiegano Christto&Andrew, ci ha permesso di avere una grande carica creativa grazie alla diversità culturale che si percepisce e in quanto stranieri ci ha permesso di avere un particolare punto di vista sul paese, con un occhio più critico. Stabilirci a Doha ci ha permesso di rivalutare la nostra cultura e rivalutare anche aspetti della cultura occidentale che spesso si danno per scontati”.

Christto & Andrew, The Future Ain't What is Used to be (The Serpent that Gives Us Knowledge), 2018 Photo Print on Canson Fiber Rag, Mahagony Frame, Acrylic glass 100h x 140w cm © Christto & Andrew, Courtesy Metronom

Christto & Andrew, The Future Ain’t What is Used to be (The Serpent that Gives Us Knowledge), 2018 Photo Print on Canson Fiber Rag, Mahagony Frame, Acrylic glass 100h x 140w cm © Christto & Andrew, Courtesy Metronom

Christto & Andrew , Transhuman Existence II, 2018 - Duratrans print mounted on lightbox, aluminium 40h x 50w x 15d cm © Christto & Andrew, Courtesy Metronom

Christto & Andrew , Transhuman Existence II, 2018 – Duratrans print mounted on lightbox, aluminium 40h x 50w x 15d cm © Christto & Andrew, Courtesy Metronom

Encrypted Purgatory presenta una visione quasi distopica in cui si immagina un futuro dove la vita dell’uomo è controllata dalla tecnologia. Attingendo da svariati temi tra cui le teorie profetizzate dal Transumanesimo, gli studi sull’allungamento della vita e l’upload del cervello umano sui computer, gli artisti propongono un immaginario in cui il fascino per un mondo ipertecnologico si lega alla preoccupazione e alla paura che l’uomo venga pian piano trasformato in un sistema operativo e governato da una mente artificiale. Il serpente che striscia sulla tastiera di un computer di The Future Ain’t What is Used to be (The Serpent that Gives Us Knowledge) (2018), la mano aliena esageratamente agghindata di A message from Venus (2018) e il clone con orecchie appuntite in Transhuman Existence II (2018), vestito con un abito plastificato che ricorda nella posa la Venere di Tiziano, sono solo alcuni dei protagonisti che popolano l’universo suggerito. Christto&Andrew mischiano elementi familiari con altri espressamente dark per generare una dimensione straniante in cui il gioco tra simulazione ed illusione crea un cortocircuito nella visione dell’osservatore. Le fotografie mettono in scena un tempo sospeso grazie al confronto tra oggetti appartenenti ad epoche diverse, che alterano la percezione della realtà osservata e il suo collocamento storico.

I due artisti lavorano per stratificazioni inserendo simbologie come l’agnello sacrificale e il serpente, a significati nascosti per far sì che l’osservatore sia una presenza attiva davanti all’opera, che si senta a disagio e provi a farsi domande mettendo in discussione ciò che sta osservando. Ciò è in parte legato anche alla loro permanenza nella città di Doha “non è semplice viverci, affermano, perchè non c’è una totale apertura verso l’arte contemporanea e verso determinati tipi di tematiche, ma questa è anche una sfida positiva perché ci permette di creare opere dai significati nascosti giocando con l’accostamento di materiali ed oggetti contrastanti, con le pose dei modelli, di innestare nei dettagli molteplici possibilità di interpretazione”.

Nel catalogo di Les Rencontres de la Photographie Festival il fotografo, curatore e critico d’arte Duncan Wooldridge descrive Encrypted Purgatory con queste parole “Possiamo vedere che una fotografia non è solo un’istantanea, un unico momento che viene fissato in uno scatto. Al contrario, essa è un’immagine che si muove avanti e indietro nel tempo, ma non in un movimento regresso e infinito o in un attaccamento malinconico al passato: la fotografia agisce nel presente, immagina e pone le basi per il futuro”. Le fotografie di Christto&Andrew non mostrano una istantanea del presente, bensì sono momenti di transito che invitano alla riflessione attraverso la creazione di situazioni paradossali da decodificare. Cortocircuiti temporali e l’unione di elementi conturbanti ad un immaginario familiare generano simulazioni ed illusioni che costringono a mettere in discussione non solo la natura di ciò che vediamo ma la stessa realtà che abitiamo.

© Christto & Andrew, Courtesy Metronom

© Christto & Andrew, Courtesy Metronom

© Christto & Andrew, Courtesy Metronom

© Christto & Andrew, Courtesy Metronom

© Christto & Andrew, Courtesy Metronom

© Christto & Andrew, Courtesy Metronom