Emma Talbot Portrait in the artist’s studio Pictured with When Screens Break , 2020 Photo: Thierry Bal

Il Max Mara Art Prize for Women – il premio aperto ad artiste con base nel Regno Unito che non hanno ancora esposto le proprie opere in una mostra antologica , sostenuto e promosso da Max Mara, Whitechapel Gallery e Collezione Maramotti – è stato vinto da Emma Talbot, l’artista che trascorrerà una residenza di sei mesi in Italia nel 2020, organizzata a misura del suo progetto, durante la quale avrà l’opportunità di realizzare un nuovo corpus di opere che saranno esposte nel 2021 alla Whitechapel Gallery e alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia.

Talbot è stata scelta da una giuria di esperte del mondo dell’arte presieduta da Iwona Blazwick e composta dalla gallerista Florence Ingleby, dall’artista Chantal Joffe, dalla collezionista Fatima Maleki e dalla critica d’arte Hettie Judah, tra una rosa di finaliste di cui facevano parte Allison Katz, Katie Schwab, Tai Shani, e Hanna Tuulikki.

Emma Talbot (nata nel 1969 nel Regno Unito) vive e lavora a Londra. La sua attività nell’ambito del disegno, della pittura, dell’installazione e della scultura esplora un paesaggio interiore fatto di pensieri, emozioni e storie personali. Queste esperienze individuali sono poi proiettate nel contesto di narrazioni più ampie, evidenziando tematiche contemporanee diffuse. Le sue opere sono spesso disegnate a mano o dipinte su seta o su altre basi tessili e comprendono parti scritte dall’artista stessa o riprese da altre fonti. Si occupano del personale in quanto entità politica, della politica sociale, del genere, del mondo naturale e del nostro rapporto intimo con la tecnologia e il linguaggio.

Emma Talbot, Do You See Yourself Projected?, 2019, Art Night commission, Acrylic on Silk, Dimensions variable, Courtesy the artist Photo: Thierry Bal
The future exploded – Emma Talbot, watercolour, gouache on khadi paper, 2019 – 1200×900 cm

La sua proposta vincente per il Max Mara Art Prize for Women propone temi fortemente radicati come il potere, la governance, gli atteggiamenti riguardo alla natura e alle rappresentazioni delle donne visti attraverso una lente squisitamente personale. Il punto di partenza scelto dall’artista è il dipinto Le tre età della donna (1905) di Gustav Klimt, che raffigura una donna anziana nuda in piedi e a capo chino, come a trasmettere un senso di vergogna. Talbot avrà l’opportunità di vedere da vicino il dipinto, che si trova presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, durante la sua residenza in Italia. Nell’opera proposta per il Premio, Talbot intende animare la figura della donna anziana come soggetto dotato di volontà, capace di superare una serie di prove simili alle dodici fatiche di Ercole. Attraverso queste fatiche moderne, Talbot investirà la donna del potenziale necessario a ricostruire la società contemporanea, contrastando una visione negativa dell’invecchiamento, oggi prevalente. 

Nel corso della residenza di sei mesi appositamente organizzata per lei dalla Collezione Maramotti e che si svolgerà più avanti quest’anno, Talbot soggiornerà a Roma, a Reggio Emilia e in Sicilia per compiere una ricerca dedicata alla mitologia classica, all’artigianato tessile e alla permacultura. 

Emma Talbot ha affermato: “Questo premio giunge in un momento cruciale che mi appare incredibilmente appropriato, dato che solo di recente ho iniziato a concentrarmi a tempo pieno sulla mia pratica artistica dopo aver lavorato per molti anni come insegnante per sostenere la mia famiglia, essendo una madre single. Il Max Mara Art Prize for Women mi aiuterà a trarre il maggior beneficio possibile da questa importante transizione. Essendo giunta nel momento ideale, questa incredibile e generosa opportunità di concentrarmi totalmente sul mio lavoro e di intraprendere una lunga ricerca con esperienze di prima mano costituirà una vera e propria svolta nella mia vita”.

Gustav Klimt., Le tre età della donna, olio su tela (180×180 cm), 1905 – Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma.