ECMA, Pizzo Calabro

ECMA, Pizzo Calabro

A Pizzo Calabro, un comune di quasi 10mila abitanti in provincia di Vibo Valentia (Calabria), è nato lo spazio espositivo ECMA, Ex Cinema Mele Aperto, ricavato da un cinema degli anni ’60 a picco sul mare. L’organizzatore dello spazio è l’artista Giuseppe Mele, che ci ha descritto così questo luogo: “ECMA è una stazione meteorologica per studiare il cosmo. Una radio, un radar, un teatro, un parlamento, un luogo di culto; l’oracolo, l’arca del Potlatch, il giardino delle fantasie… tutto e niente finché non si apre una fetta di mercato.
Non c’è niente di definito ed oggi non è facile definire… visti i repentini cambiamenti della realtà. Solo la sfera privata ci appartiene e all’infuori di ciò evito di trarre conclusioni definitive e permanenti. Pertanto non è facile dichiarare cos’è ECMA. Certo qui c’è una storia che vuole continuare ad esistere come tramite tra il privato e il pubblico nel contesto delle arti. Ma non so definire cos’è un art recidency o quant’altro ECMA possa impersonare… Al momento non ho le nozioni per visualizzare come ciò si possa gestire e sostenere ufficialmente in maniera professionalmente curatoriale. Ciò nonostante, quanto avvenuto da quando ho messo piede al Cinema Mele è frutto della determinazione di dare a questo luogo quel valore appropriato già inscritto nell’anima del luogo. Non si tratta di gestire l’arte, ma di viverne il processo partendo dalle peculiarità psico-geografiche e umane dei processi quotidiani e di ricerca. Tutto ciò è messo a disposizione in modo che io non sia il solo ad usufruire di queste procedure… ciò significa che lo scambio relazionale diviene una scultura vivente interattiva… e il cinema stesso vuole essere considerato come un catalizzatore. L’artista o il pubblico non entrano per guardare lo schermo, ma entrano nella pellicola di pertinenza, diventano cinematici. Dunque è la situazione che induce al gioco, in modo da spingerci in esperienze altrimenti rare. C’è un bel po’ di alchimia tra le attuali mura del cinema e i suoi dintorni, chi segue il metodo puramente scientifico moderno non sarà interessato. Il cinema si addice più alla scultura che all’architettura e ne vorrei fare una scultura funzionale se fosse possibile. Le relazioni che ne scaturiscono sono contestuali. Non sono io a decidere cosa fare di ciò. È il contesto che deciderà e sempre con il beneficio del dubbio”.

ATPdiary ha deciso di porre alcune domande a Yuri Pirondi che con altri artisti ha organizzato la scorsa estate l’evento/residenza Luogo Ameno ad ECMA.

ATP: A Pizzo Calabro, a picco sul mare, in un luogo iper suggestivo e di forte impatto, c’è un cinema degli anni ’60 abbandonato e trasformato in hub artistica. Da dove nasce l’idea e da chi? Quali sono le finalità, il nome e gli obiettivi di quest’iniziativa?

Yuri Pirondi: Cinque anni fa in una serata nel quartiere di Hackney a Londra ho incontrato Giuseppe Mele, artista e commerciante in olive e n’duja che mi parlò di questo cinema abbandonato. Il cinema ha lo stesso cognome di Giuseppe, infatti suo nonno lo fece costruire negli anni ’60 per poter portare nella lontana Pizzo gli immaginari cinematografici americani e quelli nostrani della Dolce Vita. L’idea di Giuseppe è in un certo senso simile a quella di suo nonno; far rinascere uno spazio che già naque per l’arte e donarlo di nuovo ad artisti e a chi segue l’arte. Il suo nome infatti ExCinemaMeleAperto indica l’apertura a qualsiasi tipo di rappresentazione artistica, diventando una vera e propria residenza per artisti che lavorano nel campo della performance, del film, musica e arti visive.

ATP: Questo progetto di arte contemporanea nasce in un luogo periferico, di provincia e lontano dai maggiori centri culturali italiani. Come avete pensato di interagire con la società del luogo e, dall’altra parte, di inserirvi nella baraonda del super condito circolo dell’arte italiana?

Y. P.: Io sono cresciuto in un luogo rurale sull’Appennino modenese dove l’arte principale è quella culinaria. Vivendo a Londra ho avuto modo di conoscere i circoli dell’arte contemporanea e come il suo mercato si muove. In quanto artista sono molto contento ad avere un pubblico molto interessato rispetto ad avere delle ottime critiche. Questo per me è il massimo traguardo.
In un luogo come Londra o qualsiasi capitale dell’arte contamporanea, quando si organizza una mostra o un evento, spesso si ottiene meno interesse rispetto ad un luogo periferico, di mostre d’arte se ne sono migliaia nelle grandi città. La ragione è molto semplice; dove manca l’arte, il pubblico ha più fame di cultura. Questo lo dimostra il nostro evento Luogo Ameno, aspettavamo davvero pochi spettatori, invece il cinema si è riempito di pubblico che ha seguito con entusiasmo le performances e le proiezioni dall’inizio alla fine.
L’ExCinemaMeleAperto si inserisce nel panorama contemporaneo italiano come un eden per gli artisti che vogliono creare in assoluta libertà e mostrare alla fine della propria residenza i propri lavori ad un pubblico curioso ed affamato.

ATP: Come sapete, in Italia ci sono già molti spazi d’arte giovani, no profit e magari fuori città… Quale credete sia la vostra peculiarità unica, che vi distingue da tutti gli altri?

La grande peculiarità dell’ ExCinemaApertoMele sta nel paesaggio unico e nel luogo di Pizzo stesso. L’immaginario idilliaco della terrazza perennemente illuminata dal tramontare del sole può estraniare qualsiasi persona. Ovviamente per un artista che lavora con il paesaggio e che sta cercando uno spazio dove può creare in tranquillità, questo è il luogo giusto.

ATP: Quest’estate tu e Ines von Bonhorst, assieme a Paulo Morais e Alexandra Baybutt, avete dato luogo all’evento/residenza Luogo Ameno. Mi spieghereste di cosa si tratta? C’è un forte legame col cinema: come lo traducete?

Io ed Ines von Bonhorst, siamo registi di film ma anche artisti. Avere a disposizione un cinema tutto nostro per poter sperimentare in assoluta tranquillità è sempre stato un sogno. Crediamo molto nel lavorare in squadra, sia nel cinema come nell’arte, i nostri canoni sono molto lontani dall’immagine dell’artista solitario che lavora nel suo studiolo. Per questo abbiamo invitato l’artista sonoro Paulo Morais e la nostra da lungo tempo collaboratrice e corografa Alexandra Baybutt.
Luogo Ameno è fatto di performances, installazioni video e sonore che esplorano tutti i luoghi del cinema, cercando di ricreare la sensazione emotiva del luogo. L’idea di Luogo Ameno è quella di creare un film tridimensionale attraverso l’espressione artistica, dove le immagini non diventano 3d a causa di occhiali appositi, ma grazie all’interazione con il pubblico.

ATP: In che senso cercate di “ricreare la sensazione emotiva del luogo”?

(Liberamente ispirata al movimento Situazionista) La nostra ricerca artistica si basa sul catturare l’emozionalità del luogo grazie alla creazione di personali mappe psico-geografiche. Più semplicemente, l’opera finale narra della nostra esperienza mnemonica di attraversare uno spazio e della storia recente o remota del luogo.
Proprio per questa ragione abbiamo deciso di non usare solo la sala, ma di usare anche tutti gli spazi attorno al cinema per creare un percorso. Mostrare il mare e il vento come esperienza sensoriale attraverso il suono, per poi riprorlo al cinema sotto forma di film.
Paulo Morais ha catturato il movimento del vento e la ciclicità del mare attraverso un istallazione sonora che riproduceva questi elementi. I suoi suoni hanno fatto da colonna sonora alle nostre istallazioni video. Con due proiezioni, di cui una in verticale che simboleggia la geografia di Pizzo (ovvero il “Picco”), la nostra opera cerca di proiettare per la prima volta il paese stesso nel proprio cinema, donando al pubblico pizzitano il proprio paese, fatto di persone e luoghi. La performance di Alexandra interagisce con suono e video creando una sottile narrativa che fa da guida al pubblico dall’inizio alla fine.

ECMA, Interno, Pizzo Calabro

ECMA, interno, Pizzo Calabro

ECMA, interno, Pizzo Calabro

ECMA, interno, Pizzo Calabro

ECMA, Pizzo Calabro

ECMA, Pizzo Calabro

Luogo Ameno

Luogo Ameno