Le realtà oniriche di Dylan Solomon Kraus da Peres Project, Milano

L’artista con le sue visioni sembra invitarci a riconsiderare le forme primordiale del reale, la loro semplice profondità.
11 Aprile 2022
Dylan Solomon Kraus Holy Unrest – Peres Project, Milano – Installation view – Foto Roberto Marossi. Courtesy the artist and Peres Projects
Dylan Solomon Kraus, Flood, 2022 Painting – Oil on linen 122 x 153 cm (48 x 60 in)- Foto Roberto Marossi. Courtesy the artist and Peres Projects

La galleria Peres Project – fondata in California nel 2002 da Javier Peres e attualmente con sedi a Berlino e a Seul – esordisce a Milano con la personale del pittore newyorkese Dylan Solomon Kraus (1987, USA). Lo spazio espositivo è in Piazza Belgioioso – ex-sede della galleria di Massimo De Carlo – e ha inaugura nelle intense giornate della Milano Artweek. La mostra ospita l’ultima produzione dell’artista, che raccoglie sotto il titolo di Holy Unrest
Le atmosfere dei suoi quadri ricordano i nomi celebri della pittura del XIX e XX secolo, dalle dimensioni oniriche dei Simbolisti alle atmosfere fiabesche di Chagall, dalle tonalità del gruppo Der Blaue Reiter a echi della Metafisica. 
I suoi soggetti infatti sono il frutto del profondo interesse dell’artista per la simbologia mistica che ha come riverbero, nelle sue tele, la costruzione di un mondo fittizio e incantato, quando non tenebroso e oscuro.
Caratterizzati da una temporalità congelata, i paesaggi – o parti di essi – che l’artista dipinge, sembrano riverberi di un tempo interiori fatto di sovradimensionamenti, tonalità oscure o estremamente accese, di elementi ridotti all’essenzialità (penso alle città che appaiono spesso nello sfondo dei suoi dipinti), o finemente stilizzati, esempio ne sia il bellissimo dipinto Archangel (2022) che mostra un grande uccello bianco in primo piano con uno sfondo nero notte. 
Definibili come ‘viaggi psichici’ le sue tele ci rivelano delle dimensioni spesso tenebrose dove, testimone una luna crescente, viviamo dentro a cittadine silenziose e surreali. Non a caso che proprio il dipinto che apre la mostra ricordi alcune piazze di dechirichiana memoria; ma mentre il grande maestro ci mostrava una sur-realtà con una luce zenitale, Solomon Kraus riduce la tavolozza e i dettagli, spegne la luminosità a favore di una prospettiva solo accennata che svanisce nel buio notturno. 

Dylan Solomon Kraus A Fearless Self Examination, 2022 – Painting – Oil on linen 152 x 122 cm (60 x 48 in) Courtesy the artist and Peres Projects
Dylan Solomon Kraus Clock, 2022 – Painting – Oil on linen 76 x 76 cm (30 x 30 in) Courtesy the artist and Peres Projects

A queste visioni ampie, seguono dei dipinti che mostrano soggetti più definiti. Uno in particolare sembra condensare l’interesse dell’artista, il cigno, rappresentato per ben due volte nella piccola tela dal titolo Cignus (2022) e quella molto più grande A Fearless Self Examination, (2022). I significati attribuiti a questo bellissimo uccelli sono tra i più disparati, si va dalla vita alla morte, dalla purezza alla menzogna. Specificatamente il fatto che presenti un piumaggio bianco, candido e immacolato -ma anche una carne rossa, nascosta da quel bel manto di piume-, ha fatto dedurre fin dall’antichità, che rappresentasse la falsità, l’inganno e la menzogna. Ecco allora che la dualità intrinseca di questo animale-simbolo rende la rappresentazione di Solomon Kraus decisamente accattivante. Sopratutto la grande tela lo mostra dentro una nuvola stilizzata e attorniata da pianeti, strane costellazioni, corolle di lune in movimento, segni e grafismi che ricordano gli automatismi surrealisti. Non ultima la scelta di dipingere tante tonalità di azzurro e blu, con piccoli tocchi di bianco, giallo e rosso. 
Simbologie ripetute, forme geometriche tremolanti, città stilizzate, vegetazione espressionista sia per i tratti del pennello che per l’ampiezza della tavolozza (Milky Way (Through the Light of Day) (Pittsburg, PA Summer 43214), (2022), rendono i quadri di Solomon Kraus delle cosmogonie dove i misteri dell’universo si fondono con gli enigmi interiori. 
Un dipinto colpisce per semplicità e stranezza, per la ridotta cromia e per la dimensione perentoria del soggetto, Clock (2022): un grande orologio bianco su sfondo nero, piegato e strappato a metà come se fosse un foglio di carta. Quale miglior rappresentazione del tempo onirico, curvato e spezzato, privo di lancette a indicare l’inutilità del suo scorrere. Nella vita misuriamo il tempo attraverso il suo scorrere, nel sogno il tempo inconscio diventa elastico, ingannevole, inconsistente. 
L’artista con le sue visioni sembra invitarci a riconsiderare le forme primordiale del reale, la loro semplice profondità.

Dylan Solomon Kraus Holy Unrest – Peres Project, Milano – Installation view – Foto Roberto Marossi. Courtesy the artist and Peres Projects
Dylan Solomon Kraus Milky Way (Through the Light of Day) (Pittsburg, PA Summer 43214), 2022 Painting – Oil on linen 102 x 76 cm (40 x 30 in Courtesy the artist and Peres Projects
Dylan Solomon Kraus Cygnus, 2022 Painting – Oil on wood panel 25 x 25 cm (10 x 10 in) Courtesy the artist and Peres Projects

 

Dylan Solomon Kraus Archangel, 2022 – Painting – Oil on linen 103 x 76 cm (40 x 30 in) Courtesy the artist and Peres Projects

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