• Double Bind & Around — Juan Muñoz, HangarBicocca, Milano, Foto Francesca Verga – Installation view
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  • Double Bind & Around — Juan Muñoz, HangarBicocca, Milano, Foto Francesca Verga – Installation view
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E’ stata inaugurata all’Hangar Bicocca la mostra Double Bind & Around - a cura di Vincente Todolì – dell’artista spagnolo Juan Muñoz (1953-2001), uno dei rappresentanti più eminenti della scultura contemporanea.

Ecco come ne parla il curatore: “E’ la mostra più complessa mai fatta, una vera sfida, che ha coinvolto persone di varie aree, tra cui gli architetti fautori delle complesse installazioni. Tutto ha a che vedere con la parola, ma è tutto un silenzio, un ascoltare il silenzio. Le figure, che sembrano accoglienti ed invitanti, sono impenetrabili, hanno un mistero insondabile”.

Sono state allestite per l’occasione 15 tra installazioni e sculture. Il focus della mostra è Double Bind, l’installazione allestita per la prima ed ultima volta alla Tate di Londra (che il Todolì definisce “cugina dell’Hangar per dimensioni”) nel 2001, anno della sua morte: è, perciò, una sorta di lascito testamentario del suo lavoro. All’Hangar Double Bind copre una superficie di 1500 mq, distribuita in tre campate, due navate e per l’intera altezza dello spazio. Suddivisa in due zone da un soffitto visibile salendo una scala, è caratterizzata, al piano inferiore, da un’atmosfera buia e soffusa, nella quale si delineano dei fori quadrati che danno luogo a degli ambienti architettonici asettici (finestre, griglie, porte) in cui delle figure appaiono colte in momenti di vita comune, lavorativa, banale. Sono queste, come disse l’artista, prive d’identità, e perciò interessanti: “Sono cariche di emozioni e tuttavia così anonime […]; rappresentano uno spazio di transizione, di passaggio, da utilizzare e poi abbandonare”. La parte superiore, invece, è caratterizzata da pattern geometrici quadrati, alcuni dei quali, poi, danno spazio a quelle dimensioni di vita visibili dal basso.

Fra le opere espose ci sono, poi, The Wasteland, due gruppi della serie Conversation Piece, sei Hanging Figure e il gruppo Many Times: statue in resina, poliestere, cera che danno luogo a uomini anonimi, spaesati, stretti nella morsa di un ghigno nefasto o in una conversazione serrata, o danno forma a un pupazzo di ventriloquo seduto su una struttura al di sopra di un pavimento a pattern geometrici colorati, o costituiscono gruppi di persone prive di occhi, o con gli stessi serrati da delle specie di prolungamenti della pelle, con corpi simili ad involucri sferici, che li appesantiscono e, allo stesso tempo, sembrano dar loro il movimento di una trottola. Ci sono poi statue umane prive di piedi, per terra, con lineamenti orientali, parlanti e ridenti (disumanamente); o figure appese al soffitto, tramite cavi metallici che spuntano dalla gola, o che legano un piede, in posizioni contorte e precarie.

L’esposizione ci porta a riflettere su quale fosse a volontà di Juan Muñoz: indagare l’uomo, la massa, la fisionomia, lo stare al mondo e in società, il vivere quotidiano, i rapporti, i risvolti psicologici, il rapporto visitatore-opera d’arte e visitatore-spazio espositivo/architettonico, le figure antropomorfe. Da non dimenticare, i titoli sono un esplicito riferimento al poema The Wasteland (La terra desolata) di T. S. Eliot, tutto intriso di quello spaesamento e di quƒella distruzione che aleggiavano nell’aria dopo la Prima guerra mondiale.

dal 09.04 al 23.08.2015

Juan Muñoz

Double Bind & Around / A cura di Vicente Todolí

Double Mind & Around — Juan Muñoz, HangarBicocca, Milano,  Foto Francesca Verga – Installation view

Double Bind & Around — Juan Muñoz, HangarBicocca, Milano, Foto Francesca Verga – Installation view

Double Mind & Around — Juan Muñoz, HangarBicocca, Milano,  Foto Francesca Verga – Installation view

Double Bind & Around — Juan Muñoz, HangarBicocca, Milano, Foto Francesca Verga – Installation view

 

Double Mind & Around — Juan Muñoz, HangarBicocca, Milano,  Foto Francesca Verga – Installation view

Double Bind & Around — Juan Muñoz, HangarBicocca, Milano, Foto Francesca Verga – Installation view